⏰ In 30 secondi:
- Decreto bollette rinviato per nuove verifiche tecniche.
- Nessuna data certa per l’approvazione definitiva.
- Resta previsto il tetto al gas contro i rincari.
L'atteso decreto bollette non è stato approvato durante l'ultimo Consiglio dei ministri. Sarà necessaria un'ulteriore fase di verifiche e confronti prima di arrivare al provvedimento che, tra le altre cose, dovrebbe introdurre un tetto al costo del gas.
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Il decreto bollette sembrava procedere a passo spedito, specie dopo l’accordo tra Italia e UE che dovrebbe introdurre un tetto al prezzo del gas per il 2027. Invece, il Consiglio dei ministri del 28 ottobre 2026, quello che ha approvato la legge di bilancio, ha visto il rinvio del decreto bollette bis al prossimo Cdm per ulteriori verifiche tecniche: scopriamo perché.
Nella conferenza stampa seguita all’approvazione della legge di bilancio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rassicurato sul motivo del rinvio del decreto bollette: “Non ci sono né problemi di copertura né con la Commissione europea”.
In mancanza di indicazioni concrete, sembra quindi lecito dire che il testo del decreto necessita di nuove verifiche che però, al momento, non è dato sapere quando verranno effettuate. D’altra parte, si tratta di un passaggio non del tutto inaspettato, viste le notizie trapelate nelle scorse settimane:
L’annuncio del 28 ottobre scorso della premier Meloni non riguarda quindi uno stop agli interventi, che difatti non sono ancora partiti. Semplicemente, il testo del decreto deve superare le verifiche tecniche e ritornare al Consiglio dei ministri, prima di poter essere attuato.
Non ci sono ancora date certe. A grandi linee, i prossimi passaggi dovrebbero essere i seguenti:
Sarà solo dopo questo iter che si potrà iniziare a parlare in maniera concreta di tetto al prezzo del gas e delle altre misure.
Il meccanismo più importante che dovrebbe essere introdotto dal prossimo decreto bollette riguarda il tetto al prezzo del gas. In particolare, il sistema dovrebbe intervenire sul costo del metano usato per produrre elettricità: nel nostro Paese, questo è il modo più comune di generare energia elettrica.
Il funzionamento attuale prevede che nel mercato elettrico all’ingrosso europeo il prezzo sia determinato dall’ultima fonte necessaria a soddisfare la domanda. Quando si tratta di una centrale a gas, un aumento del combustibile si riflette in maniera quasi istantanea sul costo della corrente. Inserendo un tetto alle quotazioni del metano, gli effetti negativi di questo meccanismo potrebbero essere mitigati.
È ancora presto, però, per giudicare quale sarà l’impatto di un provvedimento del genere. In attesa di capire gli effetti del decreto bollette, allora, è bene dare uno sguardo a quello che offre il mercato per comprendere se esistano occasioni per risparmiare. Puoi farlo grazie al confronto delle migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner, a cominciare da quelle che trovi qui in basso:
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