⏰ In 30 secondi:
- Bollette luce +22% e gas +64% negli ultimi 10 anni.
- I salari crescono meno dei costi, riducendo il potere d’acquisto.
- Guerre e crisi energetiche hanno accelerato i rincari.
Dieci anni di salassi in bolletta: si possono sintetizzare così i dati ottenuti dai report Eurostat e Ocse. Da una parte, i continui aumenti dei prezzi luce e gas appesantiscono le bollette; dall'altra, la scarsa crescita dei salari mina il potere d'acquisto.
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Gli aumenti dovuti al recente conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sono sotto gli occhi di tutti: la luce all’ingrosso cresce dell’82%, mentre il gas a settembre sale del 12,7%. Non si tratta, però, di aumenti estemporanei, o comunque legati agli ultimi mesi. Mettendo insieme i dati di diversi report Eurostat e Ocse, infatti, è possibile comprendere quale sia stata la traiettoria dei prezzi nel periodo compreso tra 2015 e 2025. Ecco gli spunti di analisi più interessanti.
Le rilevazioni Eurostat fotografano una situazione chiara: negli ultimi dieci anni, la tariffa media per l’energia elettrica è salita del 22%. La spesa del cliente domestico tipo, con consumi annui pari a 2.000 kWh, sale così dai 486 euro del 2015 ai 593 euro del 2025. In dieci anni, quindi, il valore è cresciuto di 107 euro.
Scendendo ancora più nel dettaglio, l’Istituto europeo di statistica approfondisce la dinamica dei prezzi destinati ai consumi finali. Questi sono i valori per semestre:
| Anno | Prezzo incluso tasse (€/kWh) | Prezzo escluso tasse (€/kWh) |
|---|---|---|
| 2015 | 0.209 | 0.131 |
| 2016 | 0.206 | 0.128 |
| 2017 | 0.209 | 0.128 |
| 2018 | 0.213 | 0.132 |
| 2019 | 0.217 | 0.129 |
| 2020 | 0.215 | 0.129 |
| 2021 | 0.231 | 0.145 |
| 2022 | 0.264 | 0.214 |
| 2023 | 0.287 | 0.232 |
| 2024 | 0.290 | 0.221 |
| 2025 | 0.289 | 0.207 |
*Dati Eurostat. I valori rappresentano la media delle quotazioni dei vari semestri.
Come si nota, la stabilità delle quotazioni si interrompe a partire tra il 2021 e il 2022. Non è un caso: si tratta del lasso temporale nel quale è iniziata la guerra tra Russia e Ucraina. Il conflitto ha comportato un’impennata dei prezzi, alla quale i governi nazionali hanno cercato di far fronte diminuendo tasse e imposte.
Prendendo in considerazione la famiglia tipo, con consumi di circa 1.100 Smc, negli ultimi dieci anni la spesa per il gas è salita del 64%. Si passa dai 1.064 euro del 2015 agli oltre 1.740 euro del 2025. Anche in questo caso, l’incremento è dovuto soprattutto al conflitto in Ucraina, che ha spinto gli Stati europei a tagliare i ponti con la Russia, ovvero uno dei maggiori esportatori di metano verso il Vecchio Continente.
Per ovviare alla mancanza di forniture da Mosca, gli Stati europei sono andati alla ricerca di altre fonti di approvvigionamento. Ma qui sono iniziati nuovi problemi: USA e Qatar, due dei maggiori esportatori di gas naturale liquefatto, sono alle prese con il conflitto in Medio Oriente. E nonostante l’Europa acquisti sempre più GNL dagli Stati Uniti, il prezzo continua a rimanere alto per via della grande incertezza sui mercati.
Secondo l’Ocse, tra il 2015 e il 2025 il reddito medio è cresciuto del 18%, passando da 29.473 euro a 34.733 euro. Un incremento che, da solo, non basta ad attutire gli aumenti di energia e metano. La conseguenza è la contrazione del potere d’acquisto, che nel 2025 era inferiore del 4% rispetto a quanto registrato nel 2015.
Un modo per cercare di risparmiare sulle utenze, però, c’è. Basta confrontare le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner:
Le offerte luce a prezzo fisso mantengono invariato il costo della componente energia per il periodo stabilito dal contratto. Possono essere adatte a chi preferisce maggiore prevedibilità e vuole ridurre il rischio di aumenti. Le offerte a prezzo variabile, invece, seguono un indice di riferimento, al quale il venditore può aggiungere un contributo fisso o una componente di commercializzazione.
A settembre 2026, il valore della materia prima gas per gli utenti vulnerabili è salito del 12,7%. Un balzo in avanti notevole e che conferma il trend in continua salita ormai da mesi. A certificarlo è ARERA, nel consueto comunicato diffuso a inizio mese.
Lo Stretto di Hormuz è meno chiuso di quanto possa sembrare. I flussi petroliferi sarebbero tornati quasi ai livelli precedenti al conflitto tra Iran e Stati Uniti. La domanda, allora, è perché i prezzi di carburanti e gas rimangono ancora così elevati.
L’inflazione sale al 3,3% ad agosto 2026, dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dall’accelerazione dei prezzi energetici. Gli energetici crescono del 17% su base annua, mentre benzina, diesel e bollette restano sotto pressione. L’inflazione di fondo rallenta invece all’1,5%, segnalando che il nuovo aumento dei prezzi è concentrato soprattutto sull’energia. Per le famiglie, settembre diventa quindi un mese chiave per controllare consumi e contratti.
Le tariffe mobile per famiglie sono sempre più diffuse tra gli operatori di telefonia mobile. Molti utenti oggi hanno bisogno di gestire più SIM collegate, ad esempio per genitori, figli o altri componenti del nucleo familiare.
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