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PUN Luce, BOOM a febbraio con crescita dell'82%: quanto pesa adesso sulle famiglie

Nel 2026, il caro energia potrebbe costare alle famiglie circa 33 miliardi di euro. Le rilevazioni CNA fanno capire quale sia il peso della crisi energetica in corso, testimoniata peraltro dall'aumento del PUN Index GME, cresciuto dell'82% da inizio anno.

Paolo Benazzi
A cura di Paolo Benazzi

Esperto di mercati energetici, internet e telefonia

aumento luce
Da febbraio a oggi, il prezzo della luce all'ingrosso è quasi raddoppiato.

⏰ In 30 secondi:

  • Il PUN è salito dell’82% da febbraio 2026.
  • Il caro energia può costare 33 miliardi alle famiglie.
  • Bollette e inflazione restano sotto pressione.

Il periodo attuale vede una stretta associazione tra i termini “energia elettrica” e “aumento”. Non potrebbe essere altrimenti: tra ARERA che annuncia stangate del +37,3% e l’inflazione che continua a crescere, le prospettive sono tutt’altro che rosee.

A rincarare la dose interviene la CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato, che ha cercato di quantificare il costo degli aumenti della luce dall’inizio del conflitto tra Iran e Stati Uniti, lo scorso febbraio. Il conto è particolarmente salato.

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CNA: possibili 33 miliardi di euro di aumenti alla fine del 2026

Il primo dato dal quale parte l’analisi di CNA è il prezzo della luce all’ingrosso, sintetizzato dall’indice PUN Index GME. Nei primi sette giorni di ottobre 2026, la media è stata pari a 208,98 €/MWh; a febbraio 2026, prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente, si viaggiava sui 114,40 €/MWh: un aumento di quasi l’82% che certamente non fa dormire sonni tranquilli. L’unica, magra consolazione deriva dal fatto che al culmine delle difficoltà dovute alla guerra tra Russia e Ucraina, le quotazioni del PUN erano ancora più alte. Il picco lo si è toccato ad agosto 2022, quando il valore raggiunse i 543 €/MWh.

Considerando queste cifre, e ammesso che le quotazioni di energia e metano rimangano sui livelli medi di settembre, alla fine del 2026 le famiglie italiane potrebbero aver sostenuto spese supplementari per 33 miliardi di euro. D’altra parte, solo nel quarto trimestre i costi aggiuntivi sarebbero di 16 miliardi di euro, che si aggiungono ai 16,5 miliardi di euro accumulati da marzo.

Scopri l'evoluzione del PUN nel tempo

Per verificare le quotazioni del prezzo dell’energia all’ingrosso degli ultimi anni, consulta lo speciale sul valore del PUN luce oggi.

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Le previsioni da qui a fine anno

CNA formula alcune previsioni su quello che potrebbe succedere negli ultimi mesi dell’anno. Un parametro fondamentale è costituito dal contenimento del costo dei carburanti che, se portato avanti, potrebbe produrre un risparmio tra 400 milioni e 1 miliardo di euro. Un beneficio che, peraltro, può essere quasi del tutto annullato dall’arrivo della stagione fredda, che spingerà in alto i consumi di gas.

Dario Costantini, presidente CNA, spiega: “Il caro energia sta sottraendo miliardi ai consumi delle famiglie e agli investimenti delle imprese. Per le piccole aziende questi maggiori costi riducono i margini, frenano innovazione e occupazione e si trasferiscono inevitabilmente lungo le filiere produttive. Ogni furgone è diventato una bolletta viaggiante”. Quella descritta è una dinamica già ben documentata: i rincari di oltre il 10% per le imprese legati al caro energia hanno un riflesso diretto anche sulle famiglie.

Il presidente CNA continua avanzando proposte sulle iniziative da intraprendere: “Chiediamo maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, misure accessibili alle micro e piccole imprese e l'utilizzo dell'eventuale maggiore gettito fiscale prodotto dai rincari per alleggerire il costo dell'energia”.

Passare da interventi estemporanei a una strategia strutturale, quindi, sembra essere la strada da seguire. Potrebbe essere letta in questa ottica, ad esempio, la volontà del Governo guidato da Giorgia Meloni di far tornare l’Italia al nucleare entro il 2035, progetto che però ha davanti a sé diverse incognite.

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