⏰ In 30 secondi:
- Stop all’ora solare? Il dibattito torna d’attualità.
- Risparmi energetici limitati con l’ora legale permanente.
- Salute o consumi? Resta aperta la scelta finale.
La possibile abolizione dell’alternanza tra ora solare e legale torna al centro del dibattito politico. L’obiettivo non è eliminare il cambio d’orario, ma scegliere quale regime adottare in modo permanente. Intanto, nel 2026, l’ora solare tornerà nella notte tra il 24 e il 25 ottobre.
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Da diversi anni, l’inizio dell’autunno coincide con l'arrivo di voci sulla possibilità di mandare definitivamente in pensione il sistema che vede l’alternanza tra ora solare e legale. A ottobre, infatti, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 tornerà in vigore l'ora solare, quando alle 3 di notte si dovranno portare indietro le lancette di un'ora. Finora il tema è sempre stato rimandato, ma le rinnovate circostanze legate alle abitudini di consumo impongono una riflessione. Cerchiamo di fare il punto.
L’ora legale, quella che scatta dalla primavera all’estate, in Italia è stata adottata come misura di guerra provvisoria negli anni ’40 del secolo scorso, per poi divenire legge definitiva nel 1966. Decenni dopo, ha ancora senso continuare a usarla? La Commissione attività produttive, grazie a un’indagine Confcommercio, ha voluto approfondire questo aspetto. Nel report della Confederazione Generale Italiana delle Imprese si legge: “I profili di consumo elettrico risultano oggi significativamente mutati rispetto al passato. La diffusione delle tecnologie di illuminazione ad alta efficienza energetica ha infatti progressivamente ridotto il peso della componente legata all’illuminazione artificiale sui consumi complessivi, mentre assumono crescente rilevanza i fabbisogni energetici connessi alla climatizzazione estiva e ai sistemi elettrici di riscaldamento”.
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Ci si torna quindi a domandare se sia giusto mandare indietro le lancette di un’ora ogni ottobre, per poi farle tornare avanti marzo successivo. Già nel 2018, la Commissione europea lanciò una consultazione pubblica sul tema: l’84% dei cittadini coinvolti si espresse a favore della fine dell'alternanza. Il Parlamento europeo, l’anno dopo, approvò una proposta di direttiva per far sì che i singoli Stati potessero scegliere tra ora legale o solare permanente, ma l’arrivo della pandemia e le divergenze tra i Paesi membri misero fine alla spinta riformatrice.
Il dibattito sulla possibilità di eliminare l’alternanza tra ora legale e solare vede posizioni contrastanti anche sul piano economico. Stando ai dati forniti da Terna, tra il 2004 e il 2025 l’ora legale ha permesso di risparmiare 12 miliardi di kWh, pari a circa 2,3 miliardi di euro. Rendere permanente l’ora legale ridurrebbe i consumi solo dello 0,15%. Una percentuale molto bassa, segno del mutamento nei consumi. Il risparmio dovuto al minore utilizzo della luce artificiale, con un’ora di illuminazione solare in più, viene quasi del tutto compensato dall’impiego dei condizionatori, dinamica imprevedibile quando è stata istituita l’alternanza tra i due regimi orari.
Ammesso che si arrivi al punto in cui si decida di eliminare l’alternanza, rimane da sciogliere il dubbio: è meglio l’ora legale, quella estiva, oppure la solare, quella invernale? Le opinioni sul tema sono contrastanti:
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