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Fibra e 5G, il problema non è più solo la copertura: ora conta la qualità della rete

Superata la fase dell'estensione della copertura, il mercato della connettività per fibra ottica e 5G si sposta su stabilità, latenza ed esperienza d'uso. In un contesto di forti consumi dati, la qualità del servizio e l'infrastruttura diventano decisivi

Marco Rigamonti
A cura di Marco Rigamonti

Esperto di mercati energetici e telefonia

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Fibra e 5G, gli operatori ora puntano sulla qualità
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⏰ In 30 secondi:

  • Copertura non basta più: conta la qualità della rete.
  • Stabilità e bassa latenza diventano fattori decisivi.
  • Fibra FTTH e 5G evolvono per migliorare l’esperienza d’uso.

Ora che gli obiettivi di copertura per fibra ottica e 5G sono stati sostanzialmente raggiunti, la prossima sfida per gli operatori di rete fissa e telefonia mobile si gioca sul piano della qualità del servizio.

Per gli utenti non è più sufficiente sbandierare una copertura ormai capillare del territorio o una velocità nominale di picco: i nuovi parametri che permettono di essere davvero competitivi sul mercato sono resilienza, stabilità del segnale e un’esperienza d’uso di qualità. A dirlo non sono solo gli analisti, ma gli stessi operatori.

Copertura di rete: i risultati ottenuti da PNNR e Piano BUL

Gli ultimi dati di Infratel sul Piano Banda Ultra Larga (BUL) e le dichiarazioni al Meeting di Rimini di Fabrizio Dell’Orefice, direttore Relazioni Esterne di Open Fiber, confermano che gli obiettivi prefissati per la copertura delle Aree Bianche sono stati quasi interamente raggiunti. Al Piano BUL si aggiunge poi il Piano Italia a 1 Giga, finanziato con 3,8 miliardi di fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Open Fiber afferma che al 30 giugno 2026 sono state raggiunte 2,4 milioni di unità immobiliari con una connessione di almeno 1 Gbps in download e 200 Mbps in upload in fibra FTTH (Fiber to the Home) e FWA (Fixed Wireless Access).

Tuttavia, la pura disponibilità di una connessione Internet veloce non basta più ora che il traffico dati medio per linea è in costante crescita, mentre il consumo medio giornaliero di dati supera stabilmente la soglia di 11-12 GB per utente. L’Osservatorio sulle comunicazioni n. 2/26 dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) conferma che dai 10,85 Exabyte cumulati in download e 1,22 Exabyte in upload tra gennaio e marzo 2022 si è arrivati nello stesso trimestre del 2026 a 16,56 Exabyte in download (+53,6%) e 2,34 Exabyte in upload (+91,7%).

A premiare oggi sono la garanzia di un segnale stabile anche nei momenti di picco di traffico e parametri come latenza e jitter, che rappresentano la capacità di risposta della rete e sono fondamentali per servizi di ultima generazione come cloud gaming, smart working, telemedicina e streaming in altissima definizione. Altrettanto importanti sono la qualità del router domestico e della gestione delle frequenze Wi-Fi (Wi-Fi 6 / Wi-Fi 7).

Il cambio di prospettiva che vede mettere la qualità al primo posto è stato ben espresso dal CEO di TIM, Pietro Labriola. “La fibra è necessaria, ma non basta”, ha scritto il numero uno della telco in un e-book dal titolo “La fibra non basta. Il paradosso delle telecomunicazioni italiane”. Sembrerebbe poi che TIM abbia già fatto suo questo nuovo scenario, come certifica il fatto che l’operatore è stato eletto per l’ennesimo anno consecutivo da Opensignal come il migliore per qualità costante di connessione su rete fissa e mobile.

Lo stesso concetto, invece, non sembra aver attecchito tra gli utenti. Il livello di adozione della fibra in Italia (take-up rate) resta molto al di sotto della media europea. Stando agli ultimi dati dell’FTTH Council Europe, nonostante il 70% delle famiglie sia raggiunto dalla banda larga (dati AGCOM), solo il 27-37% ha scelto di adottare la tipologia di connessione attualmente più performante, contro il 54% della media europea.

La diffusione del 5G e l'evoluzione verso il Standalone (SA)

Anche per il 5G si può dire che la questione copertura sia stata sostanzialmente risolta, con percentuali vicine al 100% della popolazione nei centri urbani. Ad esempio, nei giorni scorsi WINDTRE ha annunciato di aver raggiunto l'81% di copertura TDD e il 97% in 5G DSS.

Le rilevazioni indipendenti da parte di aziende come Ookla e Opensignal, però, evidenziano come la differenza tra gli operatori non sia più la velocità massima raggiungibile in 5G, quanto la percentuale di utenti che superano stabilmente la soglia minima di qualità.

Ciò dipende anche dal fatto che la copertura in 5G in Italia per la maggior parte si basa ancora su un'architettura Non-Standalone (NSA) e quindi dipende ancora dalle frequenze del 4G. Il vero salto qualitativo si raggiungerà solo con l’avanzamento della diffusione del 5G Standalone (SA), capace di azzerare i tempi di risposta, migliorare la copertura indoor e abilitare servizi avanzati come Network Slicing, guida autonoma, smart cities e IoT (Internet of Things).

Le strategie di mercato e la sfida della qualità per le Telco

Puntare sulla qualità non è solo un’esigenza tecnica, ma risponde a precise dinamiche commerciali. Il tasso di abbandono (churn rate) si è alzato negli anni: ora gli utenti insoddisfatti della stabilità della connessione tendono a passare a un altro operatore molto più rapidamente rispetto al passato, quando l’unica spinta al cambiamento era principalmente la questione costi.

Bisogna poi considerare la rapida crescita del FWA 5G nelle aree dove non può arrivare la fibra pura, che garantisce prestazioni elevate in termini di velocità e stabilità anche in condizioni di congestione.

Lo stesso consolidamento del mercato, espresso ad esempio dalla fusione tra Fastweb e Vodafone Italia, dimostra come le telco abbiano la necessità di condividere le infrastrutture per sostenere gli investimenti necessari nel miglioramento della rete e mantenere standard qualitativi elevati.

Parlando di offerte, la concorrenza tra gli operatori si giocherà poi sulla convergenza tra telefonia mobile e rete fissa con altri servizi, come assicurazioni ed energia.

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