⏰In 30 secondi:
- La competizione si sposta dal prezzo alla qualità del servizio
- Mix stratificato di diverse tecnologie (fibra, FWA, satellitare) che rispondo a bisogni differenti
- Si punta sugli upgrade e soluzioni convergenti e flessibili
Il mercato della banda larga è ormai in lenta espansione e ormai maturo in diversi Paesi. Gli operatori, per essere competitivi, non devono quindi più guardare tanto ad ampliare la propria base clienti, quanto a migliorare la qualità dell'esperienza e semplificare la gestione dei servizi
⏰In 30 secondi:
La banda larga nei mercati più maturi sta entrando in una nuova fase in cui la competizione si sposta su altri fattori oltre al prezzo. A livello di copertura la fibra ottica è ormai ampiamente diffusa e per gli operatori diventa sempre più difficile attirare nuovi utenti. Da qui nasce l’esigenza di rivedere la propria strategia commerciale. Come emerso dal recente webinar di GSMA Intelligence sul trend del fixed broadband, oggi il mercato è sempre meno influenzato dalla sola espansione della base clienti ed è invece molto più orientato verso l’innovazione di reti e servizi. Questo nuovo paradigma si esprime in forme differenti a seconda delle aree geografiche, delle infrastrutture disponibili e della regolamentazione locale.
La fibra ottica ha assunto un ruolo centrale nel mercato della banda ultralarga per la sua maggiore velocità di trasmissione dei dati, una superiore affidabilità e la capacità di sostenere consumi digitali sempre crescenti da parte degli utenti. Nei grandi mercati monitorati da GSMA Intelligence, la fibra FTTH (Fiber to the Home) ha ampiamente soppiantato le reti in rame, il cui spegnimento in diversi Paesi dell’Unione Europea è ormai stato completato o quasi concluso, anche sulla spinta di un quadro regolatorio volto al passaggio a infrastrutture più avanzate.
La fibra ottica domina il mercato, ma nel tempo ha guadagnato il suo spazio anche la tecnologia della fibra misto radio o FWA (Fixed Wireless Access) su rete 5G, soprattutto in quelle zone (le cosiddette Aree Bianche) dove la copertura in fibra risulta non sostenibile dal punto di vista economico. Per molti utenti il FWA 5G rappresenta la modalità di connessione principale per la banda larga domestica. Altri, invece, la usano come soluzione alternativa o per rispondere a specifiche esigenze. Il punto è che il mercato non sta privilegiando una tecnologia rispetto ad un’altra, ma si sta strutturando in modo stratificato. Ogni soluzione trova la sua fetta perché copre bisogni differenti.
In questo senso diventa di fondamentale importanza l’evoluzione dell’Internet satellitare, in particolare grazie ai nuovi sistemi Leo posizionati nell’orbita bassa terrestre che permettono di offrire velocità più elevate e una minore latenza (il tempo di risposta della rete). Internet satellitare probabilmente non arriverà mai a soppiantare la fibra e le reti wireless su larga scala, ma può garantire copertura in tutte quelle zone che sono difficili da raggiungere con le reti terrestri.
Un altro cambiamento significativo nel settore della banda larga evidenziato da GSMA Intelligence è la modalità con cui gli operatori lavorano per crescere. Nei mercati maturi le maggiori occasioni non derivano dalle prime attivazioni, quanto dagli upgrade. In sostanza, il vero vantaggio competitivo deriva dalla qualità dell’esperienza, punto su cui insiste molto il CEO di TIM, Pietro Labriola, nel suo ebook in cui analizza le criticità del modello italiano.
Oltre alla velocità, gli operatori devono quindi impegnarsi nel migliorare l’affidabilità del servizio e la qualità della connessione tra le mura domestiche. Gli analisti, poi, sottolineano che in Italia spesso il passaggio da una tecnologia meno performante a una molto più veloce non comporta una spesa così ampia come in altri Paesi. Ciò diventa un incentivo all’upgrade anche in zone in cui la crescita complessiva del numero di abbonati risulta limitata.
La competizione si sposta quindi dal numero di clienti a quanto valore ognuno di essi può generare. La strategia degli aggiornamenti diventa utile per monetizzare gli investimenti di rete, ma anche per stringere un legame più forte e duraturo con l’utente finale.
Per molti utenti la connettività resta il servizio primario, ma sono molti gli operatori che puntano su offerte convergenti, affiancando alla rete fissa anche abbonamenti a servizi di streaming e intelligenza artificiale, la fornitura di energia, dispositivi connessi e persino visori per la realtà estesa. L’obiettivo dell’operatore è quello di proporsi come un ecosistema completo di servizi digitali. Nello stesso momento, però, cresce la quota di telco che sceglie di proporre bundle più flessibili, con la possibilità di gestire più sottoscrizioni attraverso un'interfaccia unica fornita dall’operatore.
Gli analisti sottolineano, poi, che non esiste un modello valido per tutti i mercati. Nei Paesi emergenti la priorità infatti resta l’ampliamento della copertura e l’accessibilità economica dei servizi. Nei mercati maturi, invece, la competizione si gioca sempre di più su fattori come l’affidabilità del servizio, la qualità dell’esperienza, la possibilità di effettuare upgrade e la capacità di personalizzazione dell’offerta.
Non esiste poi una scelta che vale per tutti i mercati anche quando si parla di strategia industriale. In alcuni Paesi prevale l’idea di una costruzione diretta delle reti, mentre in altri si è più aperti a partnership o acquisizioni di asset. La scelta della strategia dipende dalla copertura, ma anche dalla pressione competitiva, dal quadro regolatorio e dalla domanda dei consumatori.
In conclusione, gli operatori, per poter competere in un mercato in lenta espansione e più maturo, dovranno lavorare per migliorare l’esperienza dell’utente, semplificare la gestione dei servizi e proporre modelli sostenibili nei diversi contesti locali.
Secondo i report di Agcom e della Commissione Europea, l'Italia si posiziona tra i paesi leader in Europa per la crescita della banda ultralarga. Nel 2025, il 75% delle connessioni a banda larga registrate nel paese erano superiori ai 100 Mbps. Inoltre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi nel settore della digitalizzazione, con l'obiettivo di garantire una copertura totale della banda ultralarga entro fine 2026.
Le connessioni in fibra ottica oltre i 10 Gbps possono essere sfruttate al meglio servendosi degli strumenti adeguati. Router veloci, schede di rete per PC e cavi LAN dovranno supportare questa tecnologia, che promette una navigazione sempre più rapida.
Secondo l'ultimo rapporto IDATE/FTTH Council, l'Italia ha raggiunto una copertura della fibra ottica FTTH (Fiber To The Home) del 72% a settembre 2025. Questo è un progresso significativo, ma ancora al di sotto della media dell'Unione Europea, che si attesta al 76,8%. Attualmente, la migliore opzione di fibra in Italia è rappresentata dalla tecnologia FTTH, ovvero Fiber to the Home.
L’analisi condotta da Deloitte Economics sull’impatto della Banda Ultra Larga nelle aree bianche italiane dipinge quindi un quadro estremamente positivo: la fase di costruzione dell'infrastruttura ha finora apportato circa 5,3 miliardi di euro al PIL italiano e ha creato oltre 300.000 posti di lavoro, stimolando settori chiave come l'edilizia, l'industria manifatturiera e i servizi professionali, oltre a generare un rilevante gettito fiscale.