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Mondiali di calcio 2026 e traffico dati: quando gli stadi diventano veri e propri data center

I Mondiali di calcio 2026 rappresentano un banco di prova record per le reti mobili. Gli stadi si trasformano in veri data center, sfruttando edge computing e 5G Ultra Wideband per gestire l'enorme traffico di tifosi e TV e testando sul campo il network slicing

Matteo Testa
A cura di Matteo Testa

Esperto di telefonia e telecomuncazioni

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Per i Mondiali 2026 gli stadi si trasformano in data center
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⏰ In 30 secondi:

  • I Mondiali 2026 mettono alla prova reti 5G, edge computing e data center.
  • Gli stadi diventano hub digitali per gestire traffico dati da record.
  • Il torneo testa network slicing e nuove tecnologie per il futuro del 5G.

I Mondiali di calcio 2026 si stanno dimostrando una vera e propria sfida per le reti di telefonia mobile. Ogni selfie, foto o post condiviso sui social, così come ogni videochiamata o messaggio inviato tramite le app di messaggistica durante le partite, contribuisce a incrementare un volume di traffico dati da record, non solo per quanto riguarda gli eventi sportivi.

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Gli stadi come moderni data center ed edge computing

Per poter sostenere tali numeri, gli stadi americani si stanno strutturando, almeno a livello funzionale, come dei veri e propri data center. Le stesse strutture in grado di ospitare decine di migliaia di tifosi ora diventano uno snodo per una quantità enorme di informazioni che, per essere gestite, necessitano di una capacità elaborativa e di tempi di risposta paragonabili a quelli di un data center. Gli stadi, poi, sono collegati permanentemente ai centri di produzione televisiva locali e all’International Broadcast Centre (IBC), che si occupa della distribuzione dei contenuti a livello globale.

Per comprendere l’entità del traffico dati generato per le trasmissioni televisive, ogni stadio statunitense in cui si svolge il torneo è collegato a una rete di contribuzione costruita su due percorsi, ciascuno protetto da tre rotte ridondanti, con una capacità di 600 Gigabit al secondo.

Si può quindi affermare che gli stadi oggi operano come nodi periferici della rete di telecomunicazioni, applicando nella pratica l’approccio dell’edge computing, in cui l’elaborazione delle informazioni avviene direttamente nel luogo in cui queste vengono generate. Lo spettatore, invece, diventa contemporaneamente produttore e consumatore di traffico dati.

La sfida geografica dei Mondiali 2026

Gli operatori hanno stimato che il pubblico presente sugli spalti di ogni singolo stadio può consumare oltre 50 terabyte di dati a partita. Lo stesso volume verrebbe generato con lo streaming continuo di video in alta definizione per oltre tre anni. Al di là della mole di dati, spiega Saf Malik su capacityglobal.com, la vera novità rappresentata dai Mondiali 2026 è la dimensione geografica dell’evento sportivo.

La Coppa del Mondo si svolge infatti in 16 stadi distribuiti tra Stati Uniti, Canada e Messico (anche in contemporanea) nell’arco di cinque settimane. In più, bisogna considerare le aree dedicate ai tifosi, gli aeroporti, le stazioni, gli hotel, i centri di accreditamento e le infrastrutture urbane occupate dai tifosi durante tutta la competizione.

Un tempo bastava garantire una connessione ad altissima densità all’interno dello stadio, ma ora serve assicurare la stessa qualità del servizio lungo tutto il percorso del tifoso: a partire dall’arrivo in aeroporto fino al rientro in hotel, passando per le fan zone, i mezzi di trasporto e infine lo stadio. La richiesta di banda, quindi, si sposta continuamente e in modo imprevedibile all’interno delle diverse città che ospitano le partite.

Il potenziamento delle infrastrutture e il 5G Ultra Wideband

In preparazione dei Mondiali 2026, Verizon, sponsor ufficiale dei servizi di telecomunicazioni per l’evento, sta lavorando da oltre due anni al potenziamento delle infrastrutture per la connettività negli stadi. L’operatore è stato in grado di aumentare da tre a cinque volte la capacità della rete negli 11 impianti statunitensi che ospiteranno le partite. L’intervento ha previsto l’ampliamento delle frequenze radio a disposizione degli addetti ai lavori e dei tifosi, oltre all’installazione di migliaia di antenne, sia sotto i sedili sia nelle sezioni superiori delle strutture, per una distribuzione più efficiente del traffico in uno scenario con un’elevatissima concentrazione di utenti.

Per questo progetto, a cui hanno collaborato anche altri grandi operatori come AT&T negli Stati Uniti e Rogers in Canada, si è scelto di adottare la versione ad altissime prestazioni dello standard più recente per le reti mobili, il 5G Ultra Wideband. L’obiettivo è quello di evitare congestioni e garantire la continuità del servizio durante i picchi di traffico generati da milioni di persone durante il torneo. Gli investimenti fatti per il potenziamento delle infrastrutture hanno superato il valore stesso del torneo.

Reti private 5G e innovazioni tecnologiche sul campo

Un’altra innovazione introdotta negli stadi è la realizzazione di reti private 5G a supporto di servizi critici per l’organizzazione della Coppa del Mondo e la produzione televisiva. Tramite l’edge computing è possibile ottenere una latenza sufficientemente bassa per permettere trasmissioni TV globali, VAR 3D, statistiche sulle prestazioni dei giocatori e show di droni luminosi sincronizzati. Tra le applicazioni più innovative c’è la tecnologia Lenovo Referee Views, ovvero il sistema di telecamere indossate dagli arbitri per fornire immagini in tempo reale del campo dal punto di vista del giudice di gara. Tutti gli stadi, poi, hanno repliche virtuali super accurate per monitorare le operazioni, la sicurezza e il flusso del pubblico in tempo reale.

Per quanto riguarda la produzione televisiva, Verizon trasmetterà direttamente dallo stadio circa 7 Terabit al secondo di dati verso l’International Broadcast Centre di Dallas, ospitato in una struttura di 45mila metri quadrati all’interno del Kay Bailey Hutchison Convention Center, tramite 64 circuiti ottici da 100 Gigabit. Dal centro di produzione video verranno poi instradati i contenuti a circa 180 broadcaster internazionali, per una platea potenziale di 6 miliardi di tifosi nel mondo.

La prova del nove per il network slicing

I Mondiali 2026 rappresentano anche il banco di prova commerciale per una delle funzioni più importanti, ma anche discusse, del 5G. Stiamo parlando del network slicing, ovvero la possibilità di suddividere la rete mobile creando delle corsie preferenziali per servizi virtuali differenti.

A ogni esigenza – partendo dalle applicazioni di pubblica sicurezza, passando per i sistemi operativi dell’evento, i contenuti televisivi e il traffico dati dei tifosi – viene quindi dedicata una singola porzione dell’infrastruttura per garantire una connessione di qualità e affidabile. Il problema sta proprio nel confermare la stabilità del sistema. Se la rete dedicata alla sicurezza dovesse rallentare perché la mole dei tifosi sta pubblicando troppi contenuti sui social, gli operatori di telefonia mobile e i fornitori tecnologici dovrebbero rivedere le proprie aspettative sul network slicing.

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