Il tema della transizione energetica è sempre molto attuale, anche per via della crisi in corso, con l’aumento dei prezzi delle materie prime registrato nel corso degli ultimi mesi, a causa, principalmente, della guerra in Iran. Gli investimenti nella transizione energetica, come quelli per il fotovoltaico, non sempre si traducono in un risparmio immediato in bolletta. Anche per questo motivo, l’UE sta lavorando a una profonda revisione del mercato energetico.
Puntare sulle fonti rinnovabili permette di produrre energia elettrica senza dover ricorrere ai combustibili fossili. Sole e vento sono risorse fondamentali per il futuro energetico ed è necessario continuare a investire per incrementare la quota di energia prodotta sfruttando le rinnovabili.
Nel frattempo, però, bisogna fare i conti con quello che spesso viene chiamato il “paradosso” delle rinnovabili: il costo dell’energia elettrica prodotta da queste fonti, infatti, è fortemente condizionato e legato al prezzo del gas, fortemente volatile e sempre a rischio rincari, anche a causa di questioni geopolitiche.
Attualmente, il mercato elettrico europeo prevede che il prezzo dell'energia venga stabilito dall'ultimo impianto (il più costoso) necessario a soddisfare la domanda complessiva. Si tratta del sistema che viene definito “prezzo marginale” e che può causare un aumento dei costi.
Questo aspetto penalizza l’Italia che spesso si trova costretta a ricorrere alle centrali a gas, con questa materia prima (molto costosa) che finisce per condizionare il prezzo di tutta l’energia elettrica, anche quella prodotta da fonti rinnovabili, creando un vero e proprio paradosso.
Un recente rapporto di Osservatorio Energia ha evidenziato che, tra il 2021 e il 2025, questo meccanismo ha portato a una spesa aggiuntiva di 48,4 miliardi di euro rispetto a quanto sarebbe stata pagata l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili utilizzando il suo costo reale. Il mercato, inoltre, segue dinamiche molto complesse e il costo dell’energia viene regolato da contratti a lungo termine.
Di conseguenza, questa spesa aggiuntiva non rappresenta un extra profitto ma è legata alle meccaniche che oggi regolano il mercato e che penalizzano la transizione energetica. In futuro, senza riforme significative, anche la presenza di una sola centrale a gas potrebbe causare prezzi elevati dell’energia, nonostante un forte aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.
Per tentare di distabilizzare i prezzi, l’Unione europea, in passato, ha definito soluzioni di vario tipo come gli PPA(Power Purchase Agreement) e i contratti per differenza (CfD), la cui attuazione è ancora in corso. L’obiettivo è di bloccare il prezzo dell'energia rinnovabile nel lungo periodo per sganciarlo dalle speculazioni quotidiane del gas.
In aggiunta, sono in corso varie iniziative, con l’obiettivo di ridurre le tasse sull’energia elettrica, rivedere la fiscalità per il settore energetico e incentivare il più possibile la produzione di energia da fonti rinnovabili.