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Ecco perché la transizione energetica non fa risparmiare in bolletta

Le bollette continuano a essere alte, nonostante i tanti investimenti per la transizione energetica. Il programma di trasformazione del mercato elettrico in Europa è in corso ma ci sono ancora alcuni aspetti che frenano il settore e riducono i vantaggi della transizione.

Davide Raia
A cura di Davide Raia

Esperto di mercati energetici e telefonia

impianto fotovoltaico
Il problema della transizione energetica

⏰ In 30 secondi:

  • Più rinnovabili non significano subito bollette più basse per le regole del mercato.
  • Il prezzo dell'elettricità resta legato al gas, spesso la fonte più costosa necessaria.
  • L'UE punta a riformare il mercato energetico per stabilizzare i prezzi delle rinnovabili.
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Il tema della transizione energetica è sempre molto attuale, anche per via della crisi in corso, con l’aumento dei prezzi delle materie prime registrato nel corso degli ultimi mesi, a causa, principalmente, della guerra in Iran. Gli investimenti nella transizione energetica, come quelli per il fotovoltaico, non sempre si traducono in un risparmio immediato in bolletta. Anche per questo motivo, l’UE sta lavorando a una profonda revisione del mercato energetico.

Come ridurre subito le bollette

Per ridurre le bollette, a prescindere dal tema della transizione energetica, i consumatori finali devono cercare di ridurre al minimo il costo unitario dell’energia. Farlo è possibile: scegliendo le migliori offerte sul mercato, infatti, si ha la possibilità di tagliare il costo di luce e gas. Per individuare l’offerta giusta basta raggiungere il comparatore di Segugio.it, accessibile tramite il box qui di sotto, oppure richiedere una consulenza gratuita e senza impegno, chiamando al numero 02 5005 3003.

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Il problema della transizione energetica

Puntare sulle fonti rinnovabili permette di produrre energia elettrica senza dover ricorrere ai combustibili fossili. Sole e vento sono risorse fondamentali per il futuro energetico ed è necessario continuare a investire per incrementare la quota di energia prodotta sfruttando le rinnovabili.

Nel frattempo, però, bisogna fare i conti con quello che spesso viene chiamato il “paradosso” delle rinnovabili: il costo dell’energia elettrica prodotta da queste fonti, infatti, è fortemente condizionato e legato al prezzo del gas, fortemente volatile e sempre a rischio rincari, anche a causa di questioni geopolitiche.

Attualmente, il mercato elettrico europeo prevede che il prezzo dell'energia venga stabilito dall'ultimo impianto (il più costoso) necessario a soddisfare la domanda complessiva. Si tratta del sistema che viene definito “prezzo marginale” e che può causare un aumento dei costi.

Questo aspetto penalizza l’Italia che spesso si trova costretta a ricorrere alle centrali a gas, con questa materia prima (molto costosa) che finisce per condizionare il prezzo di tutta l’energia elettrica, anche quella prodotta da fonti rinnovabili, creando un vero e proprio paradosso.

Una spesa più alta di quanto dovrebbe

Un recente rapporto di Osservatorio Energia ha evidenziato che, tra il 2021 e il 2025, questo meccanismo ha portato a una spesa aggiuntiva di 48,4 miliardi di euro rispetto a quanto sarebbe stata pagata l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili utilizzando il suo costo reale. Il mercato, inoltre, segue dinamiche molto complesse e il costo dell’energia viene regolato da contratti a lungo termine.

Di conseguenza, questa spesa aggiuntiva non rappresenta un extra profitto ma è legata alle meccaniche che oggi regolano il mercato e che penalizzano la transizione energetica. In futuro, senza riforme significative, anche la presenza di una sola centrale a gas potrebbe causare prezzi elevati dell’energia, nonostante un forte aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Le soluzioni dell'UE

Per tentare di distabilizzare i prezzi, l’Unione europea, in passato, ha definito soluzioni di vario tipo come gli PPA(Power Purchase Agreement) e i contratti per differenza (CfD), la cui attuazione è ancora in corso. L’obiettivo è di bloccare il prezzo dell'energia rinnovabile nel lungo periodo per sganciarlo dalle speculazioni quotidiane del gas.

In aggiunta, sono in corso varie iniziative, con l’obiettivo di ridurre le tasse sull’energia elettrica, rivedere la fiscalità per il settore energetico e incentivare il più possibile la produzione di energia da fonti rinnovabili.

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