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Decreto bollette, i conti non tornano: slitta ancora il tetto al prezzo del gas

Il tetto al prezzo del gas riceve l'ennesimo stop: neanche l'ultimo Consiglio dei ministri ha dato il via libera al tanto atteso provvedimento. I motivi del rinvio potrebbero essere legati a ulteriori verifiche da parte della Ragioneria dello Stato, ma non solo.

Paolo Benazzi
A cura di Paolo Benazzi

Esperto di mercati energetici, internet e telefonia

price cap
Arriva un nuovo stop al tetto del prezzo del gas: perché?
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⏰ In 30 secondi:

  • Nuovo stop al decreto bollette per ulteriori verifiche.
  • Price cap previsto a 58,90 €/MWh per il gas.
  • Ragioneria, MEF e UE devono valutare costi e meccanismo.

Il 28 ottobre scorso il decreto bollette veniva rimandato a un prossimo Consiglio dei ministri per ulteriori verifiche sulla tanto attesa misura legata al tetto al prezzo del gas.

Ora che i titolari dei dicasteri si sono riuniti una seconda volta, è arrivata l’ennesima sorpresa: il price cap del metano è slittato ancora per via dei dubbi della Ragioneria dello Stato. Vediamo di cosa si tratta.

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Perché il decreto bollette è slittato ancora?

Il testo che prevede “disposizioni urgenti per la riduzione del costo dell'energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese” non ha ricevuto il via libera nonostante numerosi segnali andassero in direzione contraria. Il decreto bollette bis era infatti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri, su indicazione del MASE (Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica). Secondo la bozza del provvedimento, esaminata da Bloomberg, il tetto al prezzo del gas destinato alla produzione di energia elettrica sarebbe stato impostato a 58,9 €/MWh, a fronte di un valore di mercato che oggi tocca i 90 €/MWh. La soglia proposta era molto simile a quella indicata nelle prime indiscrezioni sul price cap, dove si arrivava a un limite di 60 €/MWh, sintesi del volere dell’Italia (che spingeva per i 40 €/MWh) e i dettami della Commissione europea (che indicava 80 €/MWh).

Invece è arrivato il nuovo stop dovuto, secondo indiscrezioni, ai dubbi della Ragioneria dello Stato sull’impatto economico del provvedimento. Ma c’è di più, perché stando a ulteriori fonti il rinvio sarebbe dovuto alla necessità dell’approvazione di alcune delibere da parte di ARERA (che ha negato). Palazzo Chigi avrebbe inoltre indicato l’opportunità di una “ulteriore interlocuzione con l’UE e le conseguenti verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze”.

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Le novità sul meccanismo del tetto al prezzo del gas

Rispetto alle prime bozze del decreto, la versione esaminata durante l’ultimo Consiglio dei ministri avrebbe fatto maggiore chiarezza sul meccanismo del tetto al prezzo del gas. La conferma principale riguarda la struttura generale, che replicherebbe il “tope al gas” già implementato da Spagna e Portogallo nel 2022. In particolare, il funzionamento prevedrebbe tali step:

  • ARERA stabilirebbe un rimborso alle centrali a gas, non superiore alla differenza tra il prezzo all’ingrosso europeo (il TTF) e il tetto a 58,90 €/MWh, per ridurne l'impatto sul costo dell'elettricità. Ciò consentirebbe di abbassare la spesa sostenuta dalle centrali a gas per produrre energia e, di conseguenza, le quotazioni della corrente all’ingrosso quando il prezzo marginale è fissato dalle fonti termoelettriche;
  • i costi dell’operazione sarebbero finanziati attraverso oneri a carico del mercato energetico, con esenzioni per la corrente coperta da contratti a prezzo fisso già sottoscritti;
  • gli oneri sarebbero calcolati in base all’energia prelevata dai clienti, confermando il meccanismo UE secondo il quale i maggiori costi sarebbero addebitati solo da chi trae più beneficio delle forniture di elettricità;
  • ARERA dovrebbe calibrare l’intero meccanismo evitando possibili distorsioni del mercato e variazioni dei flussi di corrente transfrontalieri.

Come si vede, la strada sembra essere tracciata fin nei dettagli, ma qualcosa ancora manca. Si resta quindi in attesa dell’intervento che possa sbloccare una situazione divenuta, col passare del tempo, sempre più complessa.

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