⏰ In 30 secondi:
- Le bollette non vanno mai a zero: restano quote fisse anche senza consumi.
- Trasporto, contatore e oneri di sistema continuano a essere addebitati.
- Con consumi nulli le accise si azzerano, mentre l'IVA resta sulle voci dovute.
In caso di consumi di luce e gas nulli, ci si aspetterebbe che anche le bollette siano pari a zero. Così non è, visto che alcune voci di costo continuano a essere presenti: vediamo quali sono, di cosa si tratta e perché sono presenti in tutte le fatture.
⏰ In 30 secondi:
Quando si parte per le vacanze, magari per soggiornare nella casa al mare o in montagna, si potrebbe pensare che al proprio ritorno le bollette siano pari a zero. D’altra parte, se ad agosto non si è mai accesa la luce e i fornelli sono rimasti spenti, perché i propri operatori dovrebbero addebitare qualche spesa?
La realtà è un po’ più “crudele”, visto che le fatture di elettricità e metano non sono mai a saldo zero, anche in presenza di consumi nulli. Scopriamo perché e, soprattutto, quali sono le voci di spesa che continuano a essere presenti.
Le spese addebitate in bolletta con consumi zero appartengono a differenti categorie. In particolare, si tratta di:
Analizziamo nel dettaglio tutte queste voci.
Per ulteriori spiegazioni riguardanti tutte le voci che compongono le fatture delle utenze domestiche, leggi i nostri speciali su come leggere la bolletta della luce e come leggere la bolletta del gas.
Tra le voci in bolletta che non scendono a zero in presenza di consumi nulli c’è per prima cosa la quota fissa.
Quelle qui analizzate, in buona sostanza, sono le spese che gli operatori devono sostenere per mantenere attiva la fornitura. Scendendo nel dettaglio, si tratta del prezzo commercializzazione vendita (PCV) per la luce e della quota vendita al dettaglio (QVD) per il gas. Sono componenti che nella Bolletta 2.0 voluta da ARERA a partire da luglio 2025 vengono appunto fatte rientrare nella categoria “Quota Fissa”, a sua volta inclusa nel cosiddetto Scontrino dell’energia.
A differenza delle altre voci di costo elencate in questo articolo, la Quota fissa è l’unico parametro deciso dagli operatori. Generalmente viene espressa in spesa mensile o annuale.
Un altro dei costi fissi in bolletta che non scende a zero nemmeno in caso di consumi nulli è quello legato al trasporto e alla gestione del contatore. In questa categoria rientrano tutte quelle voci di spesa relative al trasporto dell’energia, alla distribuzione, alla manutenzione e lettura dei misuratori.
La spesa per il trasporto cambia a seconda che si consideri luce o gas. Quella dell’energia tiene conto di:
Per il metano, invece, sono presenti quota fissa, quota variabile, quota trasporto e quota stoccaggio.
La terza voce che non scende a zero in caso di consumi nulli è quella degli oneri di sistema. Si sta parlando di spese per il sostegno delle energie rinnovabili e della cogenerazione (ASOS); inoltre, sono previsti altri oneri (ARIM) per il nucleare, le agevolazioni per il sistema ferroviario e le industrie energivore, oltre che per garantire l’erogazione del bonus elettrico.
Infine, ci sono da calcolare quelle che impropriamente vengono spesso chiamate “tasse”. Si tratta invece di IVA e accise: la prima dipende dal valore economico del servizio usufruito (in misura pari al 10%). Le seconde dipendono dalla quantità di bene acquistato: se non si utilizza luce e gas, sono quindi pari a zero.
Per l'anno 2025, si è assistito a un incremento significativo del numero di nuclei familiari che hanno beneficiato di bonus sociali per disagio economico. Sono stati oltre 4 milioni i nuclei con un ISEE inferiore o uguale a 9.530 euro che hanno potuto accedere a tali agevolazioni. Inoltre le famiglie con almeno 4 figli a carico hanno visto ampliata la soglia ISEE fino a 20.000 euro, permettendo così a un numero ancora maggiore di persone di ricevere un supporto economico.
In Italia l’inflazione rallenta al 2,8% a luglio 2026, dal 3% di giugno, ma il calo dell’indice generale non elimina le pressioni sui bilanci familiari. A crescere sono soprattutto energia, bollette e trasporti: gli energetici regolamentati accelerano fino al 14,9% annuo, mentre il carrello della spesa si ferma al +1,3%. Secondo le stime dei consumatori, il rincaro può tradursi in una maggiore spesa annua fino a 926 euro per una famiglia tipo, con effetti soprattutto su luce, gas e mobilità.
I prezzi dell’energia elettrica attesi per l’autunno risultano più elevati rispetto alle migliori condizioni oggi disponibili sul mercato libero. Secondo l’analisi di Segugio.it, nel quarto trimestre del 2026 il prezzo medio all’ingrosso atteso è di 0,118 €/kWh, il 26% in più rispetto alla migliore offerta fissa rilevata il 24 luglio. Bloccare ora il prezzo per 12 o 24 mesi può quindi offrire una protezione dai rincari, soprattutto in uno scenario geopolitico ancora incerto.