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Bollette luce e gas ad agosto 2026: cosa si paga con consumi a zero?

In caso di consumi di luce e gas nulli, ci si aspetterebbe che anche le bollette siano pari a zero. Così non è, visto che alcune voci di costo continuano a essere presenti: vediamo quali sono, di cosa si tratta e perché sono presenti in tutte le fatture.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

mani che fanno conti con calcolatrice sopra una bolletta
Le bollette estive non sono mai a saldo zero: ecco perché.

⏰ In 30 secondi:

  • Le bollette non vanno mai a zero: restano quote fisse anche senza consumi.
  • Trasporto, contatore e oneri di sistema continuano a essere addebitati.
  • Con consumi nulli le accise si azzerano, mentre l'IVA resta sulle voci dovute.

Quando si parte per le vacanze, magari per soggiornare nella casa al mare o in montagna, si potrebbe pensare che al proprio ritorno le bollette siano pari a zero. D’altra parte, se ad agosto non si è mai accesa la luce e i fornelli sono rimasti spenti, perché i propri operatori dovrebbero addebitare qualche spesa?

La realtà è un po’ più “crudele”, visto che le fatture di elettricità e metano non sono mai a saldo zero, anche in presenza di consumi nulli. Scopriamo perché e, soprattutto, quali sono le voci di spesa che continuano a essere presenti.

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Quali spese vengono addebitate nelle bollette con consumi zero?

Le spese addebitate in bolletta con consumi zero appartengono a differenti categorie. In particolare, si tratta di:

  • quota fissa;
  • spese per trasporto e gestione del contatore;
  • oneri di sistema;
  • IVA e accise.

Analizziamo nel dettaglio tutte queste voci.

Impara a leggere la bolletta

Per ulteriori spiegazioni riguardanti tutte le voci che compongono le fatture delle utenze domestiche, leggi i nostri speciali su come leggere la bolletta della luce e come leggere la bolletta del gas.

Quota fissa

Tra le voci in bolletta che non scendono a zero in presenza di consumi nulli c’è per prima cosa la quota fissa.

Quelle qui analizzate, in buona sostanza, sono le spese che gli operatori devono sostenere per mantenere attiva la fornitura. Scendendo nel dettaglio, si tratta del prezzo commercializzazione vendita (PCV) per la luce e della quota vendita al dettaglio (QVD) per il gas. Sono componenti che nella Bolletta 2.0 voluta da ARERA a partire da luglio 2025 vengono appunto fatte rientrare nella categoria “Quota Fissa”, a sua volta inclusa nel cosiddetto Scontrino dell’energia.

Questa è l’unica voce decisa dai fornitori!

A differenza delle altre voci di costo elencate in questo articolo, la Quota fissa è l’unico parametro deciso dagli operatori. Generalmente viene espressa in spesa mensile o annuale.

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Spese per trasporto e gestione contatore

Un altro dei costi fissi in bolletta che non scende a zero nemmeno in caso di consumi nulli è quello legato al trasporto e alla gestione del contatore. In questa categoria rientrano tutte quelle voci di spesa relative al trasporto dell’energia, alla distribuzione, alla manutenzione e lettura dei misuratori.

La spesa per il trasporto cambia a seconda che si consideri luce o gas. Quella dell’energia tiene conto di:

Per il metano, invece, sono presenti quota fissa, quota variabile, quota trasporto e quota stoccaggio.

Oneri di sistema

La terza voce che non scende a zero in caso di consumi nulli è quella degli oneri di sistema. Si sta parlando di spese per il sostegno delle energie rinnovabili e della cogenerazione (ASOS); inoltre, sono previsti altri oneri (ARIM) per il nucleare, le agevolazioni per il sistema ferroviario e le industrie energivore, oltre che per garantire l’erogazione del bonus elettrico.

IVA e accise

Infine, ci sono da calcolare quelle che impropriamente vengono spesso chiamate “tasse”. Si tratta invece di IVA e accise: la prima dipende dal valore economico del servizio usufruito (in misura pari al 10%). Le seconde dipendono dalla quantità di bene acquistato: se non si utilizza luce e gas, sono quindi pari a zero.

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