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Nucleare in Italia: come, dove e quando sorgeranno i nuovi reattori

Ora che il quadro normativo relativo al nucleare è stato approvato dal Governo, arriva il tempo delle domande. Quanto tempo ci vorrà per vedere le prime centrali? Come funzioneranno? Servirà un nuovo referendum? Ecco le risposte a questi e altri quesiti.

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

nucleare
È stato delineato il quadro normativo per il nucleare in Italia.

⏰ In 30 secondi:

  • Il nucleare torna nel piano energetico italiano con un nuovo quadro normativo.
  • I primi reattori potrebbero arrivare tra il 2033 e il 2035, dopo i decreti attuativi.
  • Siti e tecnologie non sono ancora definiti e saranno valutati nei prossimi anni.

Il ritorno dell’energia nucleare in Italia si avvicina. In un periodo di crisi energetica evidente, con il prezzo del GNL in salita e l’energia che costa ancora molto, il Governo sceglie quindi di puntare tutto su una fonte energetica che, in passato, era stata respinta per due volte attraverso i referendum. Cosa è cambiato ora, e quale tipo di tecnologia si utilizzerà? Cerchiamo di rispondere alle domande più importanti.

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Perché proprio l’energia nucleare?

A spiegare perché l’Italia ha scelto di ritornare sulla strada che porta al nucleare è la stessa Giorgia Meloni. Il Presidente del Consiglio, in un post pubblicato su X, spiega: “Dopo quasi quarant'anni, l'Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre energia nucleare […] Oggi importiamo elettricità prodotta dalle centrali nucleari di nazioni vicine, ma non possiamo produrla noi. Questa legge serve a cambiare le cose”.

Quella che il capo dell’esecutivo definisce “una scelta coraggiosa e di buon senso” soddisfa anche Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Il titolare del dicastero di Via Cristoforo Colombo commenta: “Il nucleare non è un ritorno al passato: è una tecnologia vincente, che integrata con le rinnovabili può dare straordinari risultati per la nostra sicurezza energetica, verso la neutralità al 2050”.

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Si può iniziare da subito a costruire nuovi impianti a energia nucleare?

La legge approvata definisce il quadro normativo all’interno del quale potranno essere valutati progetti di realizzazione di impianti a energia nucleare. Difatti, non autorizza la costruzione, oggi, di una centrale. Il Governo avrà 12 mesi per adottare i decreti legislativi e altri 24 mesi per eventuali correttivi.

In termini di tempistiche, già in passato il Ministro Pichetto Fratin aveva indicato nel 2033 o 2034 come possibili scadenze. Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima) identifica l’anno di adozione nel 2035. Stando alle previsioni, al 2050 il nucleare potrebbe produrre 8-16 GW di capacità, coprendo così l'11-22% della domanda elettrica nazionale.

Che tipo di tecnologia verrà utilizzata per le centrali nucleari in Italia?

Per quanto riguarda le tecnologie da impiegare, la parola d’ordine è: neutralità. Saranno i successivi decreti a stabilire quali tipologie di impianti potranno essere impiegate. Tra le possibili opzioni rientrano:

  • SMR (Small Modular Reactors) - reattori a fissione compatti (≤ 300 MW) prefabbricati in serie, con costi ridotti e sicurezza passiva;
  • AMR (Advanced Modular Reactors) - SMR di IV generazione legati a refrigeranti alternativi (sali fusi, gas, metalli liquidi) per operare ad alte temperature;
  • microreattori - reattori ultracompatti;
  • fusione nucleare - reazione che fonde nuclei leggeri anziché dividerli, promettendo energia pulita e illimitata senza scorie a lungo termine.

La legge riserva spazio alla possibile istituzione di un’apposita autorità amministrativa indipendente per la sicurezza nucleare, che dovrebbe affiancare così ISIN, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.

Dove verranno costruite le centrali nucleari in Italia?

Non è ancora deciso. La valutazione degli eventuali siti avverrà sulla base di:

  • sicurezza nucleare;
  • sismicità;
  • rischio idrogeologico;
  • disponibilità di infrastrutture;
  • connessione alla rete;
  • caratteristiche del territorio.

Le comunità interessate saranno coinvolte in forme di consultazione.

Sarà necessario un altro referendum per il nucleare in Italia?

I referendum del 1987 e 2011 non hanno stabilito un divieto di produzione di energia nucleare, operazione che peraltro avrebbe profili di incostituzionalità. Sono state abrogate norme specifiche, che in ogni caso non impedirebbero il ritorno su questa strada.

C’è da considerare, però, il quadro politico. L'apertura delle prime centrali è prevista non prima del 2033-2034. In questo arco di tempo, i possibili mutamenti politici, legati ad almeno due elezioni (2027 e 2032) e ai conseguenti nuovi Governi, potrebbero modificare lo scenario.

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