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GNL verso l’Europa, l’esperto avverte: prezzi saliti del 150%

L'Asia rinuncia alle forniture di GNL, arrivate a prezzi molto elevati, e ciò consente all'Europa di acquistare gas naturale liquefatto per riempire gli stoccaggi in vista dell'inverno ormai alle porte. Analizziamo queste dinamiche grazie a un report di Reuters.

Paolo Benazzi
A cura di Paolo Benazzi

Esperto di mercati energetici, internet e telefonia

gas liquefatto
L'Asia diminuisce gli acquisti di GNL, a vantaggio dell'Europa.

⏰ In 30 secondi:

  • L'Asia riduce gli acquisti di GNL, liberando più forniture per l'Europa.
  • Le scorte europee di gas sono piene al 68%, sotto la media degli ultimi anni.
  • Il GNL resta molto costoso, con prezzi spot saliti del 150% da febbraio.

L’aumento continuo del prezzo del gas naturale liquefatto (GNL) mette in difficoltà l’Asia, ma può costituire una buona notizia per l’Europa. È questa la riflessione operata da Clyde Russell, esperto dei mercati energetici asiatici, che per Reuters ha analizzato la delicata situazione andatasi a creare a seguito della guerra tra Stati Uniti e Iran. Approfondiamo i maggiori motivi di interesse.

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Il grande calo delle importazioni asiatiche di GNL

Si parte da un’evidenza: le importazioni di GNL dall’Asia a settembre segnano il dato più basso da otto anni a questa parte. I 20,09 milioni di metri cubi acquistati nel corso del mese, infatti, costituiscono un record negativo che si affianca ai 19,88 milioni di metri cubi del settembre 2018, secondo un’analisi Kpler.

In un contesto come quello attuale, caratterizzato dalla scarsità di risorse, quello che non compra l’Asia può essere acquistato dall’Europa. Ed è infatti questa la conclusione alla quale arriva Russell, che spiega: “Se c’è un lato positivo mostrato dal mercato del GNL in questo momento, è che la domanda stagnante in Asia sta liberando forniture per l’Europa, che al momento è nel pieno degli sforzi per assicurarsi i necessari stoccaggi di gas naturale per affrontare l’inverno”.

L’Europa sta infatti attirando sempre più cargo contenenti GNL: le stime Kpler parlano di importazioni che a settembre toccano i 7,98 milioni di tonnellate, il valore più alto da maggio e superiore ai 7,55 milioni di tonnellate di agosto. Se il trend dovesse continuare, a ottobre si potrebbe arrivare a 10,53 milioni di tonnellate e a novembre a 10,62 milioni di tonnellate, livelli grossomodo in linea con quanto registrato nel 2025.

Le rassicurazioni UE sul livello degli stoccaggi diffuse nello scorso mese, pertanto, sembravano essere fondate. È vero, al momento le scorte del Vecchio Continente sono piene solo al 68%, ovvero 16 punti percentuali al di sotto della media degli ultimi cinque anni. Ma, viste le stime, è presumibile pensare che si possa arrivare all’appuntamento invernale con una quantità di forniture più adeguata.

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Più GNL per l’Europa, ma a quale prezzo?

Due sono le domande che nascono dopo aver analizzato la situazione dei mercati globali. La prima: perché l’Asia sta rinunciando ai carichi di GNL? Le motivazioni sono molteplici:

  • per la Cina, i prezzi spot attuali (ovvero i costi per ottenere subito le forniture) non sono efficienti da un punto di vista economico. Pertanto, vengono preferiti i contratti a lungo termine indicizzati al petrolio;
  • Giappone e Corea del Sud possono in parte sostituire la generazione a gas con carbone, energia nucleare e rinnovabili, riducendo la necessità di acquistare GNL spot.

Il secondo quesito: l’Europa ha accesso a forniture di GNL, ma a quale prezzo? Russell parla di “premium price”, ovvero un costo più alto del normale. L'assenza del GNL dal Qatar ha spinto i prezzi spot asiatici al massimo da 45 mesi, toccando i 26,00 $/mmBtu a metà settembre. Il rincaro del +150% da febbraio supera di tre volte la crescita registrata dal greggio Brent (+50%) nello stesso periodo. Numeri a parte, si tratta di una dinamica già osservata dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina:

  • crollo e ripresa della domanda asiatica (2022-2024): l'Asia ha ridotto gli acquisti nel biennio 2022-2023, recuperando i volumi solo nel 2024 con il record storico di 287,16 milioni di tonnellate;
  • boom dell'import in Europa: nel 2022 l'Europa ha compensato i tagli russi aumentando l'import di GNL del 59% rispetto al 2021, raggiungendo la quota record dell'epoca di 124,54 milioni di tonnellate.

Resta da capire come evolverà lo scenario, ancora oggi più che mai incerto. Nel frattempo, controlla le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner per scoprire nuove opportunità di risparmio.

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