Caldaie a gas: salta il divieto alla vendita (ma addio incentivi)
L'Unione Europea frena sullo stop alla vendita delle caldaie a gas dal 2029. Al posto di un semplice divieto, la commercializzazione di questi apparecchi verrà resa svantaggiosa attraverso l'esclusione da incentivi e altre iniziative simili: ecco i dettagli.

Alla fine è arrivato un altro stop: l’Unione Europea è tornata sui suoi passi e ha deciso di fermare il divieto di vendita delle caldaie a gas, che sarebbe dovuto partire dal 2029. Analizziamo gli ultimi scenari.
Nessuna messa al bando delle caldaie a gas: il punto
Lo scorso 1° dicembre, la Commissione Europea ha pubblicato una nuova bozza di revisione del regolamento 813/2013/UE, noto anche come Ecodesign, che introduce novità sostanziali rispetto alle precedenti iniziative dedicate alle caldaie a gas. Inizialmente, era stato previsto infatti il bando di questi apparecchi a partire dal 2029. Ora, invece, la nuova versione del regolamento elimina ogni messa al bando.
L'obiettivo di lungo periodo rimane sempre quello di escludere dal mercato le caldaie a combustibili fossili entro il 2040. La direzione intrapresa è quella di arrivare a questo traguardo non più attraverso vincoli normativi, ma per mezzo di incentivi e politiche nazionali che spingano gli utenti ad acquistare soluzioni più ecosostenibili. Non a caso, le caldaie a gas potranno essere vendute ma non verranno inserite in iniziative come bonus e incentivi.
Pertanto, sembra che sul mercato continueranno a esistere sia le caldaie a condensazione, sia quelle a gas. Come reagiscono le imprese a questo improvviso cambio di marcia?
Il sospiro di sollievo delle imprese
Il ripensamento dell'Unione Europea sullo stop alla vendita delle caldaie a gas non ha mancato di suscitare reazioni. Le principali parti chiamate in causa, cioè le imprese, hanno reagito con favore alla retromarcia UE. Lo si comprende dalle parole di Giuseppe Lorubio, presidente di Assotecnica, che ha dichiarato: “Accogliamo con favore la retromarcia della Commissione europea sul divieto di installare caldaie, una misura folle che abbiamo combattuto dal primo momento perché avrebbe danneggiato irreparabilmente il nostro tessuto industriale e compromesso gli obiettivi climatici comunitari”.
Matteo Cimenti, presidente Assogasliquidi - Federchimica, guarda al futuro e al resto delle iniziative che l'Unione Europea potrebbe mettere in atto: “Ora ci aspettiamo che questo approfondimento tecnico possa portare a ragionare anche sul testo della Direttiva Epbd che, a oggi, pone seri ostacoli agli interventi di sostituzione delle caldaie tradizionali con le moderne caldaie a condensazione che invece raggiungono i migliori standard di efficientamento energetico”.
Le intenzioni della UE
Per ora, l’Unione Europea rimane piuttosto ermetica su quali saranno i passi successivi allo stop alla vendita delle caldaie a gas. In una nota diffusa alla stampa, la Commissione UE ha spiegato: “Queste consultazioni rientrano nella procedura legislativa di revisione dei regolamenti Ue in materia di progettazione ecocompatibile ed etichettatura energetica. I paesi dell'Ue saranno successivamente consultati sulle bozze di testo e sui commenti ricevuti”.
Una volta terminata la fase di consultazione, la Commissione metterà in atto i provvedimenti definitivi, pubblicandoli in Gazzetta Ufficiale. Da qui ai prossimi mesi, pertanto, i colpi di scena potrebbero non essere terminati, visto che sia il Parlamento che il Consiglio europeo possono esprimere parere negativo, difatti facendo tornare il tutto alla situazione iniziale.
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