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Telemarketing, nuova stretta contro le chiamate indesiderate: cosa è cambiato

Dal 19 novembre scorso gli operatori devono filtrare le chiamate con numeri mobili camuffati e bloccare quelle anomale in tempo reale. Tra nuove tutele, dubbi sull’efficacia e strumenti come il Registro delle Opposizioni, ecco cosa devono sapere i consumatori.

A cura di: Paola Campanelli
A cura di: Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia
Dopo la laurea in Economia Aziendale e due Master in Copywriting e Comunicazione Digitale, si dedica ora alla scrittura di news specializzate per Segugio.it, oggi parte di Moltiply Group, con cui collabora dal 2014.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato 02/12/2025
giovane uomo che reclama urlando al telefono
Telemarketing, scatta la nuova difesa anti-spoofing: filtri più severi e sanzioni più dure

La lotta al telemarketing aggressivo fa un nuovo passo avanti. Dopo anni di tentativi non sempre efficaci, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha introdotto una misura più incisiva per arginare lo spoofing, la tecnica con cui i call center irregolari falsificano il numero chiamante per aggirare i blocchi. Dal 19 novembre è entrata in vigore la seconda fase del piano di contrasto: un intervento che, per la prima volta, coinvolge anche le numerazioni mobili camuffate, oggi tra i principali canali usati per raggiungere gli utenti con chiamate moleste o fraudolente.

Lo spoofing e il primo intervento di agosto

Il telemarketing selvaggio è un fenomeno esteso: alcune associazioni stimano oltre 15 miliardi di chiamate indesiderate all’anno. La falsificazione del numero è l’arma principale utilizzata per rendere credibili chiamate che, in realtà, provengono da soggetti esteri, centrali VoIP non autorizzate o operatori intenzionati a vendere servizi non richiesti.

Il primo passo dell’Agcom risale al 19 agosto, quando è stato introdotto il blocco delle chiamate dall’estero che si presentavano come numeri fissi italiani. Un filtro utile, ma insufficiente: restavano infatti libere le chiamate camuffate tramite numeri mobili.

La vera novità arriva con la stretta del 19 novembre. Da quella data gli operatori telefonici devono bloccare anche le chiamate che simulano numeri mobili italiani ma che risultano, in realtà, generati da reti estere o sistemi privi delle autorizzazioni necessarie.

Gli operatori sono obbligati a verificare in tempo reale la provenienza della chiamata: in caso di anomalie tecniche, il filtro può impedirne l’arrivo all’utente. È prevista anche una notifica informativa per avvisare il cliente del tentativo sospetto.

L’obiettivo è ridurre in modo significativo il numero di chiamate fasulle, lasciando passare solo quelle provenienti da soggetti autorizzati e tracciabili.

Chi può continuare a chiamare: il ruolo del ROC

Le chiamate commerciali legittime restano consentite, ma solo se effettuate da aziende iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC). L’iscrizione è obbligatoria per call center e società terze che svolgono attività di telemarketing, e richiede di comunicare tutte le numerazioni utilizzate, incluse quelle verdi.

Per i cittadini è possibile verificare sul sito dell’Agcom se un numero appartiene a un operatore regolare.

Sanzioni più dure contro le attività abusive

La nuova stretta non introduce solo filtri tecnici, ma rafforza anche il sistema sanzionatorio. Le aziende che effettuano chiamate commerciali senza essere iscritte al ROC rischiano multe fino a 50.000 euro, oltre al blocco dell’attività.

Nei casi più gravi — come la falsificazione del numero chiamante per aggirare i filtri o per mettere in atto truffe telefoniche — le sanzioni possono salire fino a 1 milione di euro. L’Agcom punta così a rendere più rischioso e meno conveniente operare fuori dalle regole, affidandosi a controlli più rapidi basati sulla verifica immediata della numerazione.

Le perplessità delle associazioni dei consumatori

Non mancano critiche: secondo Adico e altre associazioni dei consumatori, il provvedimento è un passo avanti, ma non ancora risolutivo. I tentativi precedenti — dal potenziamento del Registro delle opposizioni al blocco sulle numerazioni fisse impostato ad agosto — hanno prodotto risultati modesti. Il timore è che l’elevata redditività del settore e l’impiego di personale a basso costo continuino a sostenere il telemarketing aggressivo, rendendo difficile una soluzione definitiva.

Registro delle Opposizioni: uno strumento utile, ma non sufficiente

Parallelamente alle nuove misure, resta attivo il Registro pubblico delle opposizioni, che permette al cittadino di negare l’utilizzo del proprio numero per finalità commerciali. L’iscrizione è gratuita e immediata, ma negli ultimi anni la sua efficacia si è rivelata limitata, soprattutto a causa di comportamenti scorretti da parte di alcuni operatori che aggirano il blocco utilizzando numerazioni temporanee o contraffatte.

Per questo la stretta dell’Agcom è considerata un tassello necessario, ma non ancora risolutivo: il telemarketing aggressivo evolve rapidamente e richiede interventi costanti e tecnologie sempre più avanzate.

Come possono proteggersi gli utenti

Le nuove regole rappresentano un passo avanti, ma la difesa più efficace resta quella individuale. Gli utenti devono evitare di richiamare numeri sconosciuti, non condividere dati personali, verificare le numerazioni tramite i portali ufficiali degli operatori e bloccare rapidamente i contatti sospetti.

La prudenza quotidiana, unita ai filtri Agcom e agli strumenti di opposizione, costituisce oggi il miglior scudo contro telemarketing molesto e truffe telefoniche. Inoltre, per evitare di ritrovarsi vincolati a contratti tariffari costosi, è bene procedere sempre a un confronto trasparente delle promozioni servendosi di un comparatore come Segugio.it, che quotidianamente rende disponibile l'elenco delle migliori offerte mobile. Sulle pagine delle offerte è possibile confrontare prezzi, Gigabite, minuti e condizioni, individuando in pochi minuti la soluzione più conveniente.

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