⏰ In 30 secondi:
- Riscaldamenti al via dal 15 ottobre in molte città italiane.
- Il costo del gas resta incerto in vista dell'inverno 2026-2027.
- Consumi e tariffa scelta saranno decisivi per la spesa in bolletta.
Dal 15 ottobre 2026 il calendario nazionale consente l’accensione dei riscaldamenti nei Comuni della zona E, salvo diverse disposizioni locali. Ecco le date della stagione 2026-2027, le ore giornaliere consentite e gli elementi da valutare per stimare la spesa del gas.
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Con l’arrivo della stagione fredda torna la domanda: quando si possono accendere i termosifoni? La risposta dipende dalla zona climatica del Comune e dalle eventuali ordinanze locali, che possono modificare il periodo di funzionamento, gli orari e la temperatura massima consentita.
Il calendario dei riscaldamenti 2026-2027 prevede l’avvio ordinario il 15 ottobre per la zona E, il 1° novembre per la zona D, il 15 novembre per la zona C e il 1° dicembre per le zone A e B. In zona F non sono previsti limiti nazionali al periodo e alla durata giornaliera di accensione.
Le zone climatiche sono definite dal DPR 412/1993, mentre i limiti ordinari relativi ai periodi e alle ore di funzionamento sono indicati nell’articolo 4 del DPR 74/2013. La tabella riassume il calendario nazionale, da verificare insieme alle disposizioni applicabili nel proprio Comune.
| Zona climatica | Accensione ordinaria | Spegnimento ordinario | Ore massime al giorno |
|---|---|---|---|
| A | 1° dicembre 2026 | 15 marzo 2027 | 6 ore |
| B | 1° dicembre 2026 | 31 marzo 2027 | 8 ore |
| C | 15 novembre 2026 | 31 marzo 2027 | 10 ore |
| D | 1° novembre 2026 | 15 aprile 2027 | 12 ore |
| E | 15 ottobre 2026 | 15 aprile 2027 | 14 ore |
| F | Nessun limite nazionale di periodo | Nessun limite nazionale di periodo | Nessun limite nazionale di durata |
Per le zone dalla A alla E, il funzionamento è consentito di norma tra le 5 e le 23, nel rispetto del limite giornaliero previsto. Le ore possono essere distribuite in più intervalli: non è necessario mantenere i termosifoni accesi consecutivamente. Sono previste deroghe per specifici edifici e impianti.
Appartenere alla stessa zona climatica non significa avere sempre le stesse date e gli stessi orari. Per la stagione 2026-2027, le disposizioni pubblicate dalle amministrazioni locali prevedono queste differenze:
| Comune | Periodo di accensione | Ore massime giornaliere | Indicazioni |
|---|---|---|---|
| Milano | Dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 | 8 ore dal 15 al 30 ottobre; 13 ore dal 31 ottobre | Funzionamento tra le 5 e le 23; temperatura massima di 19 °C più 2 °C di tolleranza, fatte salve le esenzioni previste. |
| Monza | Dal 22 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 | 14 ore | Accensione ordinaria posticipata; funzionamento tra le 5 e le 23. Per gli edifici privati il Comune indica una temperatura massima di 19 °C. |
| Bolzano | Dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 | 14 ore | Il Comune appartiene alla zona E; funzionamento tra le 5 e le 23. |
Prima di accendere l’impianto è quindi necessario controllare le comunicazioni del proprio Comune, comprese eventuali ordinanze successive. Le date riportate nel calendario nazionale indicano il periodo ordinariamente consentito e non un obbligo di accensione.
Sì, se le condizioni climatiche lo giustificano e nel rispetto delle disposizioni locali. Fuori dal periodo ordinario, il DPR 74/2013 consente l’attivazione degli impianti per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella normalmente prevista.
Per la zona E, il limite nazionale ordinario di 14 ore corrisponde quindi a un massimo di 7 ore giornaliere fuori stagione, quando il clima ne giustifica l’utilizzo. È comunque necessario verificare eventuali provvedimenti locali applicabili.
Il limite nazionale ordinario per le abitazioni è di 20 °C più 2 °C di tolleranza, secondo quanto previsto dall’articolo 3 del DPR 74/2013. Possono però essere applicate disposizioni locali più restrittive.
A Milano, per esempio, per la stagione 2026-2027 il limite è fissato a 19 °C più 2 °C di tolleranza, con le esenzioni previste dall’ordinanza. La temperatura dell’ambiente non va confusa con quella dell’acqua impostata sulla caldaia.
Avere una caldaia autonoma non esclude automaticamente l’applicazione dei limiti. Occorre considerare la zona climatica, le disposizioni locali e le caratteristiche dell’impianto.
La normativa prevede infatti deroghe ai limiti di durata giornaliera per specifici sistemi, compresi determinati impianti autonomi dotati di termoregolazione e programmazione. Non è quindi corretto affermare che tutti gli impianti autonomi possano funzionare senza vincoli o che abbiano sempre regole identiche.
Chi utilizza il riscaldamento centralizzato può verificare con l’amministratore gli orari programmati e le disposizioni applicabili al proprio condominio.
Non esiste una spesa uguale per tutte le famiglie. Il costo dipende dai consumi, dalla tariffa sottoscritta, dall’isolamento dell’abitazione, dalla zona climatica, dalla temperatura mantenuta in casa e dall’efficienza dell’impianto.
Per valutare la spesa è utile partire dai consumi delle precedenti stagioni e dalle condizioni economiche del contratto. Se il gas viene utilizzato anche per cucinare e produrre acqua calda, il consumo totale in bolletta non coincide con quello del solo riscaldamento.
Un esempio aiuta a capire quanto incida il prezzo: a parità di tutte le altre condizioni, una differenza di 0,10 €/Smc sulla componente variabile della materia gas produce questi scostamenti di spesa, prima degli effetti fiscali:
| Consumo ipotetico nel periodo considerato | Differenza di prezzo | Differenza sulla componente variabile della materia gas |
|---|---|---|
| 300 Smc | 0,10 €/Smc | 30 euro |
| 600 Smc | 0,10 €/Smc | 60 euro |
| 1.000 Smc | 0,10 €/Smc | 100 euro |
Si tratta di un esempio matematico, non di una previsione dei prezzi o della bolletta invernale. Gli importi non comprendono quote fisse, trasporto, oneri e imposte. Per confrontare due offerte bisogna quindi considerare anche queste voci, oltre al prezzo per Smc.
Per contenere la spesa è utile intervenire sia sui consumi sia sulle condizioni della fornitura:
Per confrontare le soluzioni disponibili puoi utilizzare il comparatore oppure chiamare lo 02 5005 3003: un consulente ti aiuterà a valutare le offerte in modo gratuito e senza impegno.
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