⏰ In 30 secondi:
- Gli stoccaggi europei sono al 63%, contro una media quinquennale del 79%.
- Le tariffe variabili sono più esposte agli aumenti del prezzo del gas all'ingrosso.
- L'Italia rischia rincari più rapidi per la sua elevata dipendenza dal gas.
I prezzi del gas sono destinati a salire in tutta Europa da qui alle prossime settimane, a causa dell'instabilità sui mercati. La bassa quota degli stoccaggi a livello comunitario, inoltre, mette ancora più sotto stress i sistemi nazionali, a partire dal nostro.
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Ormai è un dato di fatto: le bollette di luce e gas sono destinate a salire nelle prossime settimane. Occuparsi di quanto sarà pesante questo aumento è certamente giusto, ma è altrettanto importante capire chi verrà penalizzato maggiormente da questa nuova ondata di rialzi.
Per capire di più, è necessario partire dai dati legati agli stoccaggi europei: la situazione, come vedremo, non è delle migliori.
Natasha Fielding, responsabile editoriale per gas, GNL, carbone e biomassa di Argus Media, sintetizza così lo scenario attuale: “Le scorte di gas europee sono insolitamente basse per il periodo dell'anno”. Il livello attuale, infatti, si attesta a poco meno del 63%, ben al di sotto della media quinquennale del 79%. Il perché di questa flessione è semplice da individuare, almeno per Fielding: “L'unica altra volta negli ultimi 15 anni in cui le scorte sono state quasi così basse è stata nel 2021, alla vigilia dell'ultima grande crisi del gas”.
Ecco quindi che entra in gioco il termine crisi. Le difficoltà dovute allo stallo nello Stretto di Hormuz, che secondo le previsioni peggiori potrebbe rimanere chiuso fino a questo inverno, non fanno che portare nuova instabilità. La chiusura prolungata del canale che normalmente vede transitare un quinto del commercio mondiale di GNL mette in moto meccanismi di mercato dannosi, a cominciare dalla maggiore concorrenza a livello continentale. La vera e propria asta che può scatenarsi tra Europa e Asia per la corsa alle forniture di gas fa temere per ulteriori rialzi.
D’altra parte, già ora la situazione è tutt’altro che rosea. Samantha Dart e Laura Cyr, di Goldman Sachs, commentano che i prezzi attuali “non basteranno perché l'Europa riesca a gestire gli stoccaggi durante l'inverno”. Ciò potrebbe portare a mosse inattese, come la riapertura alle importazioni di gas russo.
Il rialzo del prezzo del gas all’ingrosso (in Europa rappresentato dall’indice TTF) non si traduce immediatamente in un aumento delle tariffe. Il prolungarsi degli aumenti, invece, si rifletterà sui nuovi contratti e sulle condizioni di rinnovo.
In tutta Europa, spiega Fielding, “le famiglie con tariffe del gas variabili sarebbero tra le prime a sentire gli effetti dei prezzi all'ingrosso più elevati”.
Oxford Economics si lancia in un confronto più approfondito: “L'attuale struttura di mercato, in cui prevalgono contratti a prezzo fisso di 12 o perfino 24 mesi, fa sì che serva quasi un anno perché il trasferimento dei prezzi raggiunga il massimo in mercati come Germania e Austria. Nei Paesi come Francia, Italia e Spagna i prezzi del gas per i consumatori possono reagire nel giro di pochi mesi. In alcuni mercati, come i Paesi Bassi, il trasferimento è quasi immediato”.
Si arriva qui alle cattive notizie, visto che l’Italia viene segnalata come il Paese più esposto allo shock dei prezzi del gas, per via di “un’interazione tra un trasferimento [di prezzo, n.d.r.] relativamente rapido e una dipendenza dal gas nettamente superiore alla media”. D’altra parte, dipenderà anche da quanto sarà rigido il prossimo inverno: “l'ossatura del riscaldamento degli ambienti nell'UE resta il gas; di conseguenza, i prezzi del gas dell'UE rimangono ostaggio delle temperature esterne nel prossimo inverno”.
Conviene quindi prepararsi a tempi duri: per essere certi di affrontarli al meglio, è utile dare uno sguardo alle migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner.
Nel 2025 la produzione nazionale lorda di energia elettrica è cresciuta del 2,4%, raggiungendo i 277,4 TWh. Tuttavia, si è notata un'inversione di tendenza per quanto riguarda l'uso delle fonti rinnovabili, che coprono il 48% del mix energetico, ma hanno registrato una diminuzione del 1,5%.
Per l'anno 2025, si è assistito a un incremento significativo del numero di nuclei familiari che hanno beneficiato di bonus sociali per disagio economico. Sono stati oltre 4 milioni i nuclei con un ISEE inferiore o uguale a 9.530 euro che hanno potuto accedere a tali agevolazioni. Inoltre le famiglie con almeno 4 figli a carico hanno visto ampliata la soglia ISEE fino a 20.000 euro, permettendo così a un numero ancora maggiore di persone di ricevere un supporto economico.
Continua la crescita degli stoccaggi di gas in Europa che, per la prima volta da inizio anno, ha superato quota 50%. L'Italia guida la crescita mentre cresce la preoccupazione in vista del prossimo inverno, in un cotnesto geopolitico sempre molto complicato.