⏰In 30 secondi:
- Con l’ora legale si risparmiano fino a 302 milioni di kWh nel 2026.
- Il beneficio economico stimato è di circa 80 milioni di euro.
- Riduzione delle emissioni: fino a 142 mila tonnellate di CO2 in meno.
Con il cambio dell'ora e il passaggio all'ora legale, secondo alcune stime di Terna, si ottengono notevoli benefici con un taglio dei consumi energetici e, quindi, con una riduzione della spesa per l'energia elettrica e delle emissioni in atmosfera. Ecco tutti i dati.
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Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo è previsto il ritorno dell’ora legale, con il tradizionale spostamento delle lancette che garantirà un’ora di luce aggiuntiva la sera. Il nuovo orario sarà in vigore fino a fine ottobre anche se è in corso un’indagine conoscitiva per valutare il passaggio all’ora legale permanente.
Il cambio dell’ora, in questo momento, assume una rilevanza ancora più importante per via dell’impatto sui consumi energetici. L’ora legale, infatti, può garantire una riduzione dei consumi a livello nazionale e, quindi, può rappresentare un vantaggio economico per il Paese oltre che un sistema per ridurre le emissioni e l’impatto ambientale.
Il tema dei consumi energetici è quanto mai attuale, soprattutto per via dell'aumento del costo all'ingrosso. Le famiglie possono contrastare il caro energia puntando sulle migliori offerte luce e gas disponibili sul mercato. Tramite il comparatore di Segugio.it, in particolare, è possibile individuare le opzioni a prezzo fisso più vantaggiose andando così a bloccare l'aumento dei prezzi. Per scoprire le offerte migliori basta premere sul box qui di sotto.
A chiarire l’impatto dell’ora legale sui consumi energetici è Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale. Secondo le stime, infatti, durante i sette mesi di validità del nuovo orario nel corso del 2026 sono previsti diversi vantaggi dal punto di vista energetico.
In particolare, il sistema elettrico registrerà un consumo più basso di 302 milioni di kWh. Questo dato rappresenta un beneficio economico di circa 80 milioni di euro e può essere equiparato al fabbisogno medio di circa 115 mila famiglie italiane.
Il calcolo sul risparmio medio tiene conto del prezzo medio dell’energia elettrica per un cliente domestico in regime di Tutela della vulnerabilità. Questo valore è pari a 26,63 centesimi di euro per kWh, considerando anche le imposte.
Il dato è destinato a crescere, per effetto degli aumenti registrati dal prezzo all’ingrosso. Di conseguenza, quando ARERA comunicherà il prezzo per il secondo trimestre dell’anno, le stime di Terna dovranno essere riviste verso l’alto e il risparmio sarà maggiore.
Da non sottovalutare la possibilità di ridurre le emissioni con il passaggio all’ora legale (un aspetto strettamente collegato al calo dei consumi). Le stime evidenziano la possibilità di tagliare le emissioni di 142 mila tonnellate di CO2 all’anno.
Il taglio dei consumi complessivi rappresenta uno degli aspetti più importanti in merito al possibile passaggio all'ora legale permanente in quanto potrebbe garantire una riduzione del ricorso ai combustibili fossili e, in particolare, al gas naturale che rappresenta il fattore decisivo nella crescita dei prezzi dell'energia in Italia.
In un contesto di crisi energetica, con un costante aumento dei prezzi, la Commissione Attività produttive della Camera ha dato il via libera all’indagine conoscitiva per valutare il passaggio all’ora legale permanente. Quest’indagine si concluderà il prossimo 30 giugno 2026 e punta a stabilire un quadro chiaro in merito ai vantaggi dell’ora legale estesa a tutto l’anno e non solo al periodo compreso tra fine marzo e fine ottobre. Maggiori dettagli in tal senso arriveranno nei prossimi mesi.
Secondo i dati forniti da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, l'ora legale offre notevoli vantaggi sia in termini di risparmio energetico sia di impatto ambientale. Durante i sette mesi di ora legale, nel corso del 2025 il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi di energia per 310 milioni di kWh, che corrispondono al fabbisogno medio annuo di circa 120.000 famiglie. Questo si traduce in un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro.
A causa della guerra in Iran, il mercato energetico sta registrando rincari significativi che potrebbero avere un impatto anche sugli utenti finali nel corso del prossimo futuro. Per questo motivo, optare per soluzioni a prezzo bloccato può essere decisivo.
Nel corso del mese di febbraio 2026 si sta registrando un calo del prezzo del PUN, l'indice del mercato all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia. Il dato parziale conferma una riduzione della quotazione rispetto ai valori registrati a gennaio 2026.