⏰In 30 secondi:
- Si valuta l’ora legale permanente per eliminare il cambio stagionale.
- Possibili benefici su consumi energetici e bollette.
- Decisione ancora in corso tra Italia ed Europa.
L'abolizione del cambio dell'ora con il passaggio a un sistema di ora legale permanente è un tema al centro di una nuova indagine conoscitiva alla Camera che potrebbe aprire le porte a una riforma: ecco tutti i dettagli in merito alla questione e cosa potrebbe cambiare.
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Nella notte tra sabato 28 marzo e domenica 29 marzo è previsto il ritorno all’ora legale, con il tradizionale spostamento delle lancette. Il nuovo orario sarà in vigore fino al ritorno dell’ora solare, previsto per fine ottobre.
All’orizzonte, però, c’è un possibile cambiamento del sistema orario che potrebbe portare all’introduzione dell’ora legale permanente. Si tratta di un tema che già da tempo è al centro del dibattito e che ora entra in una fase più avanzata, arrivando anche alla Camera.
Andiamo a riepilogare le ultime novità in merito.
La prima introduzione dell'ora legale in Italia risale al 1916. Dopo una serie di modifiche e sperimentazioni, dal 1966 è attivo il sistema che viene utilizzato ancora oggi. Nel corso degli anni, però, sono state modificate le date di applicazione con un incremento dei giorni di validità dell'ora legale che oggi è attiva dalla fine di marzo alla fine di ottobre.
Nei giorni scorsi, la Commissione Attività produttive della Camera ha dato il via libera a un’indagine conoscitiva relativa alla possibile adozione di un orario unico per tutto l’anno, con un conseguente addio all’ora solare.
Si tratta di un punto di svolta: l’avvio del percorso che potrebbe portare a una riforma del sistema orario era da tempo sostenuto da varie iniziative e studi ma non aveva mai “fatto breccia” in Parlamento. L’indagine punta a verificare la possibilità di una riforma del sistema con un’eliminazione del cambio stagionale dell’ora.
La valutazione dovrà tenere conto degli aspetti energetici (quanto mai attuali considerando la crisi in corso dovuta alla guerra in Iran) ma anche gli effetti sulla salute, sulla produttività e sulla società. L’indagine si concluderà il prossimo 30 giugno. Bisognerà attendere qualche mese, quindi, per capire se il progetto di un’ora legale permanente avrà seguito e potrà essere oggetto di un’azione legislativa.
Il tema energetico è sempre molto attuale e l’ora legale potrebbe rappresentare un’opportunità per ridurre i consumi e incrementare il risparmio. Secondo le rilevazioni di Terna, infatti, l’ora legale ha permesso di risparmiare oltre 12 miliardi di kWh di energia elettrica all’Italia, considerando i consumi registrati tra il 2024 e il 2025. Questo dato si traduce in un risparmio di 2,3 miliardi di euro sulle bollette e in circa 160-200 mila tonnellate di CO2 in meno immesse in atmosfera (secondo le stime della Società Italiana di Medicina Ambientale).
Con la crisi in corso, per evitare rincari improvvisi in bolletta, diventa sempre più importante bloccare il prezzo di luce e gas. Scegliere le offerte più convenienti oggi è molto semplice: con il comparatore di Segugio.it è possibile confrontare le proposte dei fornitori partner e trovare l'offerta giusta. Per avviare il confronto basta premere sul box qui di sotto. In alternativa, è possibile richiedere una consulenza chiamando al numero 02 5005 3003.
La questione dell’ora legale è anche un tema europeo. La Commissione europea, infatti, avviò una consultazione in merito nel 2018, ottenendo numerose risposte e, soprattutto, rilevando una sostanziale preferenza verso l’addio al cambio dell’ora.
Il Parlamento, successivamente, ha approvato una proposta direttiva che lasciava ai singoli Stati membri la possibilità di decidere. Le posizioni in merito sono diverse. In Nord Europa, ad esempio, il sistema del cambio dell’ora è fortemente sostenuto, per conservare le ore di luce al mattino.
Al Sud, invece, si preferirebbe l’abolizione del cambio dell’ora per poter ottenere più luce la sera, con vantaggi di natura economica e sociale. Il tema resta dibattuto e, per il momento, l’Italia non ha preso ancora una decisione. La nuova indagine conoscitiva alla Camera, però, segna un vero e proprio punto di svolta in merito.
Secondo i dati forniti da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, l'ora legale offre notevoli vantaggi sia in termini di risparmio energetico sia di impatto ambientale. Durante i sette mesi di ora legale, nel corso del 2025 il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi di energia per 310 milioni di kWh, che corrispondono al fabbisogno medio annuo di circa 120.000 famiglie. Questo si traduce in un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro.
A causa della guerra in Iran, il mercato energetico sta registrando rincari significativi che potrebbero avere un impatto anche sugli utenti finali nel corso del prossimo futuro. Per questo motivo, optare per soluzioni a prezzo bloccato può essere decisivo.
Nel corso del mese di febbraio 2026 si sta registrando un calo del prezzo del PUN, l'indice del mercato all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia. Il dato parziale conferma una riduzione della quotazione rispetto ai valori registrati a gennaio 2026.