⏰ In 30 secondi:
- Il Governo studia nuovi bonus energetici per un valore fino a 14 miliardi.
- Incentivi per pompe di calore e fotovoltaico per ridurre il consumo di gas.
- Nuovi aiuti per auto elettriche e colonnine per ridurre l'uso dei carburanti.
Il Governo studia nuove misure per combattere la crisi energetica. Al vaglio, nuovi incentivi per la sostituzione delle vecchie caldaie a gas, delle auto a benzina e diesel e, stando alle indiscrezioni, dei classici fornelli a metano. Ecco i primi dettagli.
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Visto che le bollette di luce e gas continuano a salire, il Governo tenta come può di correre ai ripari. Stando alle ultime indiscrezioni, l’esecutivo starebbe studiando un piano da 13-14 miliardi di euro per cercare di arginare l’ondata di rialzi. Scopriamo quali potrebbero essere le iniziative messe in campo.
Uno dei nuovi bonus in arrivo potrebbe riguardare la sostituzione delle vecchie caldaie a gas, e dovrebbe essere incentrato sulle famiglie vulnerabili. Nel dettaglio, dovrebbero essere erogati dei contributi o voucher per acquistare soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico.
Al posto della classica caldaia a gas, quindi, dovrebbero essere installati sistemi con pompe di calore e altre tecnologie più efficienti. Non si tratterebbe, quindi, di un nuovo incentivo all’acquisto delle caldaie nel senso tradizionale del termine, visto che l'obiettivo sembra essere proprio di ridurre l'utilizzo del gas nelle abitazioni. Una direzione già intrapresa dal bonus caldaia 2026, che riconosce benefici a chi acquista impianti ibridi, microcogeneratori e apparecchi simili.
Il secondo tema sul quale si concentrerebbero i nuovi bonus energetici voluti dal Governo è il fotovoltaico domestico. L’intenzione sarebbe quella di introdurre nuovi incentivi per l’acquisto di pannelli solari, possibilmente dotati di sistemi di accumulo, così da poter conservare l’energia prodotta durante il giorno e utilizzarla di sera.
Sarebbe un singolare inedito, poi, il bonus sui piani cottura a induzione. La logica, anche in questo caso, è quella di incentivare l'abbandono di sistemi che impiegano il gas, come i classici fornelli a metano. Sulla natura di questo incentivo, però, al momento non esiste alcuna conferma in fatto di importi, beneficiari, requisiti ISEE e modalità di richiesta.
Una parte importante dei fondi previsti per i nuovi bonus energetici dovrebbe essere indirizzata ai trasporti. L’obiettivo, qui, è ridurre la circolazione di mezzi che impiegano benzina e diesel, attenuando la dipendenza dal petrolio. I possibili interventi riguarderanno quindi incentivi per auto elettriche, così come per le colonnine di ricarica. Potrebbero essere previsti sostegni alla rottamazione e sostituzione delle vetture endotermiche, a favore di quelle elettrificate.
Vista la natura dei possibili interventi descritti finora, dedicati a specifici scenari, verrebbe da chiedersi perché non si proceda con meccanismi che andrebbero a coinvolgere in maniera più diretta la collettività. Ad esempio, perché non sono allo studio sconti in bolletta o sui carburanti?
La ragione è da trovare nella natura dei fondi impiegati. I 14 miliardi di euro in gioco costituiscono la spesa sostenibile in deficit, senza che questa debba essere conteggiata nel bilancio nazionale. Questi fondi, secondo le regole europee, devono essere utilizzati però solo per aumentare la sicurezza energetica. Con questa dicitura si intendono tutte le iniziative che puntano a diminuire la dipendenza degli Stati dal gas e dal petrolio, al fine di rendere l’Eurozona meno soggetta alle fluttuazioni di prezzo dovute alle dinamiche geopolitiche globali.
Diminuire il prezzo della benzina renderebbe più conveniente l’uso di combustibili fossili, motivo per il quale non è possibile usare i fondi disponibili per nuovi tagli delle accise.
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