⏰In 30 secondi:
- Poste e TIM: le principali sinergie attese dal 2027
- Rete mobile e energia: integrazione già in corso
- Nessun impatto immediato sui risultati atteso nel 2026
L'intesa tra Poste e TIM entrerà nel vivo nel 2027, secondo quanto si può intuire dalle parole degli amministratori delegati delle due società. Sono diverse le dinamiche coinvolte, relative sia al settore energetico che a quello delle telecomunicazioni.
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Ormai da tempo si prospetta l’eventualità che Poste e TIM diventino un unico operatore del mercato TELCO. Resta da capire come si concretizzeranno le manovre relative a questa importante operazione: le ultime dichiarazioni dell'amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, potrebbero aver fatto luce sulle tempistiche.
Prima di procedere, è bene fare un rapido riepilogo. A seguito della “scalata” degli scorsi mesi, Poste risulta il maggior azionista di TIM, con una quota del 27,3%, destinata a scendere al 20,1% per la conversione delle azioni di risparmio TIM in azioni ordinarie.
Detto ciò, cosa succederà nel prossimo futuro? A fare chiarezza è intervenuto Matteo Del Fante, che ha spiegato: “Continuiamo a lavorare a stretto contatto con TIM per realizzare sinergie di lungo periodo. In qualità di maggiore azionista strategico, abbiamo contribuito alla stabilizzazione della governance e allo sblocco delle priorità strategiche a beneficio della creazione futura di valore e di rendimenti sostenibili per gli azionisti”. Il passaggio più importante riguarda però l’annuncio che l’investimento in TIM permetterà di registrare “dividendi cash per circa 100 milioni nel 2027”.
In altri termini, i primi ritorni sull’investimento saranno visibili solo tra un anno, se non di più: “Ci vorrà più tempo per vedere l'impatto totale del progetto”, ha puntualizzato Del Fante.
Dello stesso avviso è l’amministratore delegato TIM, Pietro Labriola, che ha chiosato con un sibillino: “Non prevediamo un contributo sostanziale dalle sinergie con Poste nel 2026”.
Sul fronte delle telecomunicazioni, la migrazione di Poste verso l’infrastruttura di rete mobile TIM dovrebbe completarsi entro l'anno in corso. A tal proposito, la società guidata da Del Fante ha annunciato: “La base clienti Telco crescerà a 5,2 milioni (+5% rispetto al 2025, ndr), grazie alla migrazione verso la rete mobile di TIM e allo sviluppo della rete a banda ultralarga, supportata da nuove soluzioni di connettività e soluzioni integrate”.
Allo stesso tempo, nei circa 700 negozi TIM sparsi in tutta Italia è già possibile attivare le offerte di Poste Energia. Ulteriori sinergie si registrano nel campo delle assicurazioni, oltre che sui servizi IT basati sul cloud. L’intenzione è quella di creare una joint venture con Tim Enterprise per sfruttare ulteriori opportunità di collaborazione.
Per quanto riguarda lo sviluppo di data center, invece, al momento non sembrano esserci convergenze. Del Fante ha specificato: “Sappiamo che TIM sta prendendo in esame investimenti di questo tipo con fondi specializzati che si focalizzano specificamente su questa classe di asset”.
È interessante capire quale sarà la governance che guiderà il nuovo assetto Poste-TIM. Per il momento, la discussione maggiore riguarda chi sarà al timone della stessa TIM: Labriola è stato confermato AD ad aprile 2024 per un secondo mandato, che scadrà nel 2027. Al suo posto potrebbe succedere Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste, per il quale non è difficile pensare a un ruolo da “regista” dell’integrazione tra le due compagnie. Al momento, però, su questi punti non sono emerse informazioni ufficiali.
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