⏰In 30 secondi:
- Fibra multicore: quattro canali nella stessa fibra per più capacità
- Rete più efficiente: meno cavi, meno apparati e minori consumi energetici
- Pronta per il futuro: supporta cloud, AI e servizi ad alta intensità di dati
Open Fiber ha sperimentato la nuova tecnologia della fibra multicore, che consente la trasmissione dei dati su quattro canali distinti all'interno dello stesso cavo in fibra ottica. Questa soluzione permette non solo di aumentare la capacità della banda, ma porta vantaggi anche dal lato dei consumi energetici
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Open Fiber per la prima volta in Italia ha testato una nuova tecnologia chiamata fibra multicore, che permette di trasmettere i pacchetti di dati su quattro canali indipendenti all’interno della stessa fibra ottica. Il wholesaler di banda ultralarga ha già avviato la sperimentazione a Milano con un collegamento di oltre 2 chilometri tra i POP (Point of Presence - Punto di Presenza) di Baggio e Galvani.
Open Fiber alla fine di aprile aveva annunciato di aver completato la prima sperimentazione in ambiente reale della tecnologia 50G-PON sulla rete in fibra ottica, connettendo il primo cliente in Italia con una velocità di 50 Gbps sia in download che in upload.
La fibra multicore rappresenta un passo avanti non indifferente nel campo della connettività. Oggi per sostenere il traffico dati in costante crescita è necessario aumentare il numero di cavi in fibra ottica. La fibra multicore, invece, permette di moltiplicare per quattro la capacità della rete sfruttando l’infrastruttura già esistente. Tutto questo si traduce in una maggiore disponibilità di banda per servizi digitali innovativi, cloud, intelligenza artificiale e streaming in altissima qualità. Non solo, la tecnologia testata da Open Fiber riduce la necessità di realizzare nuovi cantieri in città per la posa di altri cavi in fibra ottica e questo si riflette direttamente sulla qualità della vita dei cittadini, che dovranno affrontare meno disagi urbani dovuti agli scavi.
Il punto focale delle reti in fibra ottica oggi si concentra nella cosiddetta parte “alta” che collega centrali, data center e i principali nodi di traffico. L’infrastruttura in questo segmento è particolarmente “stressata” a causa della crescita esponenziale dei dati generati dall’intelligenza artificiale, piattaforme cloud e servizi digitali di ultima generazione. Open Fiber con la fibra multicore si pone l’obiettivo di rendere queste infrastrutture più efficienti e scalabili, riducendo allo stesso tempo la quantità di apparati funzionali a gestire il traffico sulla rete fissa.
Il wholesaler stima che la fibra multicore possa permettere di ridurre fino a un quarto il numero complessivo di collegamenti, con meno cavi da installare e mantenere e un impatto positivo sui consumi energetici. Meno apparati significa infatti un minor dispendio di elettricità e necessità di raffreddamento, soprattutto nei data center, che sono tra le infrastrutture in campo digitale che più consumano energia.
Il progetto segna il passaggio dalla sperimentazione all’applicazione operativa di una tecnologia destinata a sostenere la crescita della domanda di banda, trainata da cloud, intelligenza artificiale ed edge computing. La soluzione sviluppata da Open Fiber ha visto la collaborazione con partner industriali come Tratos Cavi, che ha realizzato il microcavo, e Heraeus Covantics, fornitore della fibra multicore a quattro canali.
"Investire in tecnologie come la fibra multicore significa anticipare l’evoluzione del mercato. - ha spiegato Nicola Grassi, direttore Technology di Open Fiber - Con questo progetto costruiamo una rete più efficiente, sostenibile e capace di rispondere alla crescita del traffico dati nei prossimi anni".
La fibra ottica oggi è la tecnologia su cui l’Italia punta per connettere il Paese. Stando ai dati dell’Osservatorio n.2/2025 dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), i collegamenti in fibra FTTH (Fiber to the Home) sono in costante crescita nel nostro Paese, ma la fibra misto rame o FTTC (Fiber to the Cabinet) resta ancora la tecnologia predominante.
Il problema oggi, come ha sottolineato in un ebook il CEO di TIM, Pietro Labriola, non è tanto espandere la copertura quanto migliorare la qualità dell’esperienza dell’utente. Tale strategia è già stata adottata dagli operatori di diversi mercati maturi, che infatti per competere puntano sugli upgrade e offerte altamente personalizzate.
L'Italia ha recuperato il divario con gli altri Paesi europei in termini di copertura in fibra ottica. La nostra rete è oggi ampiamente diffusa, ma affinché l'Italia possa assumere un ruolo da progonista a livello continentale serve incentivare l'utilizzo di questa tecnologia. Il nostro livello di adozione è molto al di sotto della media europea
Secondo i report di Agcom e della Commissione Europea, l'Italia si posiziona tra i paesi leader in Europa per la crescita della banda ultralarga. Nel 2025, il 75% delle connessioni a banda larga registrate nel paese erano superiori ai 100 Mbps. Inoltre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi nel settore della digitalizzazione, con l'obiettivo di garantire una copertura totale della banda ultralarga entro fine 2026.
Le connessioni in fibra ottica oltre i 10 Gbps possono essere sfruttate al meglio servendosi degli strumenti adeguati. Router veloci, schede di rete per PC e cavi LAN dovranno supportare questa tecnologia, che promette una navigazione sempre più rapida.
Secondo l'ultimo rapporto IDATE/FTTH Council, l'Italia ha raggiunto una copertura della fibra ottica FTTH (Fiber To The Home) del 72% a settembre 2025. Questo è un progresso significativo, ma ancora al di sotto della media dell'Unione Europea, che si attesta al 76,8%. Attualmente, la migliore opzione di fibra in Italia è rappresentata dalla tecnologia FTTH, ovvero Fiber to the Home.