⏰In 30 secondi:
- Fibra FTTH in crescita: l’Italia ha recuperato il gap con i principali Paesi UE
- Base per l’AI: reti ad alta capacità essenziali per dati e data center
- Nuova sfida: aumentare l’adozione della fibra nelle famiglie italiane
Nel corso dell'incontro "Intelligenza artificiale e data center, da dove arriverà l’energia" durante il Festival dell’Economia di Trento è emerso il tema della centralità dell'Italia a livello europeo nella nuova economia dei dati. Il nostro Paese ha le carte in regola per un ruolo da protagonista
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L’Italia non è più fanalino di coda in Europa per quanto riguarda la fibra ottica ma, anzi, sta diventando tra i protagonisti a livello continentale. Il nostro Paese si candida come una piattaforma a livello di infrastrutture sempre più centrale nella crescita di tecnologie chiave del mondo digitale come intelligenza artificiale, data center e servizi cloud.
Il tema è emerso nel corso del Festival dell’Economia di Trento, durante l’incontro “Intelligenza artificiale e data center, da dove arriverà l’energia” a Palazzo Sardagna. Al centro del confronto la questione dei consumi energetici associati alla nuova economia dei dati. L’intelligenza artificiale richiede infatti una rete che garantisca continuità di servizio e bassa latenza per poter macinare enormi quantità di dati in modo rapido ed efficiente. In futuro, poi, la richiesta di banda continuerà a crescere e con essa anche i consumi di energia.
La fibra ottica in questo scenario diventa una tecnologia non solo necessaria ma anche il principale motore per permettere all’intelligenza artificiale di esprimere tutto il suo potenziale. Come ha sottolineato Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, AI e data center necessitano di reti solide, capillarmente diffuse sul territorio e ad alta capacità. Il nuovo ecosistema digitale non può quindi funzionare senza la fibra ottica.
La domanda di connettività oggi non arriva più soltanto da famiglie e imprese, ma anche da servizi digitali, sanità connessa, sistemi di monitoraggio, smart city, manifattura avanzata e applicazioni di intelligenza artificiale generativa. Tutti questi ambiti richiedono una rete stabile, performante e diffusa anche al di fuori delle grandi aree metropolitane.
Negli ultimi anni l’Italia ha recuperato il gap infrastrutturale rispetto ad altri Paesi europei, come confermano i dati dell’Osservatorio sulle comunicazioni n. 2/2025 dell’AGCOM, che certificano la crescita costante delle connessioni in fibra FTTH (Fiber to the Home). Va però ricordato che, a livello residenziale, la fibra misto rame (FTTC) resta ancora la tecnologia predominante.
Open Fiber ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo della rete FTTH, portando la banda ultralarga anche nelle cosiddette Aree Bianche, considerate meno redditizie dal mercato. Il wholesaler continua inoltre a sperimentare tecnologie sempre più avanzate per la connettività. Negli ultimi mesi ha testato con successo a Milano una connessione in fibra FTTH fino a 50 Gbps, sia in download sia in upload, e ha avviato la sperimentazione della fibra multicore, che consente di quadruplicare la capacità dell’infrastruttura esistente trasportando i dati su quattro canali distinti all’interno dello stesso cavo.
All’interno del dibattito è emerso anche il tema dell’efficienza energetica. La sostituzione delle reti legacy con infrastrutture completamente in fibra potrebbe ridurre fino all’86% il fabbisogno di elettricità, con un risparmio stimato di quasi un miliardo di euro all’anno.
Nell’ottica di contenere i consumi energetici, cresce inoltre l’attenzione verso gli edge data center, piccoli centri di elaborazione collocati più vicino agli utenti finali che consentono di ottimizzare il flusso dei dati, alleggerire il carico sui grandi data center e ridurre la latenza.
In questo contesto la fibra ottica può trasformarsi in un importante vantaggio competitivo per l’Italia. Una rete più capillare permette infatti non solo di distribuire meglio i carichi di traffico, ma anche di portare servizi innovativi al di fuori dei grandi centri urbani, raggiungendo distretti produttivi, aree interne, città di medie dimensioni e territori industriali che necessitano di infrastrutture adeguate per competere nella nuova economia digitale.
Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ha evidenziato come l’Italia sia tra i Paesi più avanzati, insieme a Giappone e Stati Uniti, sul fronte dell’infrastruttura di calcolo. Rimane tuttavia una criticità significativa: nonostante la fibra sia già disponibile per oltre il 77% delle famiglie italiane, il tasso di adozione resta inferiore rispetto a quello delle principali nazioni europee. La sfida dei prossimi anni sarà quindi passare dall’ampliamento della copertura all’incentivazione dell’utilizzo effettivo della fibra.
Per vincere questa sfida servono investimenti, competenze e una gestione più efficiente delle infrastrutture. Non a caso il CEO di TIM, Pietro Labriola, nel suo ebook ha sottolineato che la strategia vincente per il nostro Paese consiste nel lavorare sulla qualità dell’esperienza più che sul semplice aumento della copertura.
La fibra multicore è una nuova tecnologia sperimentata a Milano da Open Fiber che permette di trasmettere il segnale su quattro canali indipendenti contenuti all'interno dello stesso cavo in fibra ottica, sfruttando l'infrastruttura già esistente e quadruplicando la portata senza effettuare nuovi scabi per la posa dei cavi
Secondo i report di Agcom e della Commissione Europea, l'Italia si posiziona tra i paesi leader in Europa per la crescita della banda ultralarga. Nel 2025, il 75% delle connessioni a banda larga registrate nel paese erano superiori ai 100 Mbps. Inoltre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi nel settore della digitalizzazione, con l'obiettivo di garantire una copertura totale della banda ultralarga entro fine 2026.
Le connessioni in fibra ottica oltre i 10 Gbps possono essere sfruttate al meglio servendosi degli strumenti adeguati. Router veloci, schede di rete per PC e cavi LAN dovranno supportare questa tecnologia, che promette una navigazione sempre più rapida.
Secondo l'ultimo rapporto IDATE/FTTH Council, l'Italia ha raggiunto una copertura della fibra ottica FTTH (Fiber To The Home) del 72% a settembre 2025. Questo è un progresso significativo, ma ancora al di sotto della media dell'Unione Europea, che si attesta al 76,8%. Attualmente, la migliore opzione di fibra in Italia è rappresentata dalla tecnologia FTTH, ovvero Fiber to the Home.