⏰In 30 secondi:
- Fibra oltre 10 Gbps: target futuri fino a 50 Gigabit
- IA gestirà reti: manutenzione predittiva e qualità segnale
- Nuovi servizi smart: Wi-Fi sensing e fibra fino alle stanze
La fibra ottica del futuro non verrà considerata solo in termini di infrastrutture e copertura. A farla da padrone saranno i servizi a valore aggiunto, resi possibili dall'implementazione dell'intelligenza artificiale. Come saranno, allora, le reti di domani?
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La fibra ottica del futuro non sarà soltanto un’infrastruttura d’accesso, ma un vero e proprio hub per utilizzare servizi avanzati, governati dall’intelligenza artificiale e capaci di performance oltre i 10 gigabit. È il panorama emerso dalla Ftth Conference 2026 tenutasi a Londra nei giorni scorsi, che disegna la nuova era della connettività. Scopriamo i maggiori temi di interesse.
Quello che emerge dalla Ftth Conference 2026 è un cambio di paradigma. La fibra ottica, in altre parole, non deve essere più pensata solamente in termini di infrastrutture e copertura di unità immobiliari (che comunque in Europa sta crescendo). La connettività ad alte prestazioni rappresenta invece una piattaforma che include al suo interno performance multigigabit, intelligenza artificiale e servizi predittivi che consentono di individuare cosa accade dentro le abitazioni senza l'impiego di telecamere.
In particolare, sono tre le direttrici lungo le quali si muoverà questo cambiamento: evoluzione tecnologica, customer experience e servizi innovativi.
Per entrare nella nuova era della fibra ottica, la base da cui partire riguarda le performance. Gli operatori del settore guardano ormai oltre i 10 gigabit, con traiettorie di crescita che già ora intravedono i 50 gigabit come un obiettivo tangibile e realistico.
La vera discontinuità, però, sarà costituita dall'intelligenza artificiale, che consentirà un inedito controllo della rete. Telemetria, controllo di qualità del segnale, individuazione delle interferenze, comportamento di dispositivi e anomalie nel traffico saranno attività interamente delegate all’IA. È la logica della proactive network care, secondo la quale la rete non deve più attendere un guasto per intervenire, ma fare di tutto per prevederlo.
Al di là delle prestazioni, il vero campo di battaglia sul quale si giocherà la partita della fibra di nuova generazione è la customer experience. Gli elementi sui quali concentrarsi saranno la semplificazione e la rapidità delle attivazioni, ma anche e soprattutto la qualità della connessione all'interno delle abitazioni.
Il traguardo da centrare non è più quindi solo quello di portare la fibra all'interno dell'edificio, ma garantire performance stabili e uniformi in ogni ambiente. Si passa così dall’FTTH, Fiber-to-the-Home, all’FTTR, Fiber-to-the-room. Tutto ciò sarà possibile grazie ai nuovi sistemi wireless, a partire dal Wi-Fi 7.
Sul fronte dei servizi, uno dei nuovi termini è “Wi-Fi Sensing”. Utilizzando le variazioni del segnale sarà possibile rilevare presenza, movimento e attività, trasformando il router domestico in un vero e proprio hub di domotica. Le applicazioni sono numerose, dalla sicurezza alla salute, fino all'efficienza energetica.
Tutto ciò ha una doppia rilevanza sul piano industriale: da una parte, saranno necessari nuovi dispositivi, dall'altra sarà possibile abilitare modelli di servizio scalabili, con conseguenti nuove fonti di ricavo per gli operatori.
Francesco Nonno, Direttore Affari Regolatori ed Europei di Open Fiber e presidente di Ftth Council Europe, spiega come la transizione dal rame alla fibra appaia ancora più necessaria per esprimere il vero potenziale della connettività di ultima generazione: “Lo switch-off del rame è il passaggio decisivo per liberare il pieno valore della fibra. Il vero salto, oggi, non è solo costruire altra rete, ma accelerarne l’utilizzo”.
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Nell'Europa allargata, il tasso di copertura della fibra ottica FTTH continua a crescere, in un mercato che si avvicina ormai alla maturità. Nonostante i grandi investimenti, nel Vecchio Continente la quota di adozione rimane piuttosto bassa, come già visto in Italia.
In molti Paesi europei i progressi nello switch-off delle reti in rame prosegue più lentamente di altri, riducendo la competitivà dell'intera Ue rispetto a realtà più digitalizzate. Il Digital Network Act potrebbe contribuire ad accelerare la migrazione definitiva verso la fibra ottica
L’analisi condotta da Deloitte Economics sull’impatto della Banda Ultra Larga nelle aree bianche italiane dipinge quindi un quadro estremamente positivo: la fase di costruzione dell'infrastruttura ha finora apportato circa 5,3 miliardi di euro al PIL italiano e ha creato oltre 300.000 posti di lavoro, stimolando settori chiave come l'edilizia, l'industria manifatturiera e i servizi professionali, oltre a generare un rilevante gettito fiscale.