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Fibra ottica, il Governo prepara voucher e controlli contro i ritardi nelle attivazioni

Nonostante la vasta copertura, l'adozione della fibra FTTH resta bassa a causa di ritardi e disservizi tecnici. Per colmare questo divario, il governo punta sulla nuova Strategia BUL, introducendo voucher mirati per famiglie, imprese e PMI, oltre a una maggiore trasparenza nelle offerte di rete fissa

Marco Rigamonti
A cura di Marco Rigamonti

Esperto di mercati energetici e telefonia

fibra ottica
Il governo studia incentivi e voucher per ridurre il tasso di take up per la fibra ottica
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⏰ In 30 secondi:

  • Il Governo prepara nuovi voucher per incentivare l’attivazione della fibra e ridurre il digital divide.
  • Obiettivo: portare l’adozione della FTTH al 52% entro il 2031, superando ritardi e ostacoli tecnici.
  • Più controlli e trasparenza sulle reti per facilitare le attivazioni e migliorare l’esperienza degli utenti.

In Italia chi vuole attivare una linea in fibra FTTH (Fiber to the Home) deve spesso affrontare una serie di problemi che molto probabilmente spiegano perché il tasso di adozione di questa tecnologia nel nostro Paese sia al di sotto della media europea, nonostante la copertura sia ormai sostanzialmente diffusa in modo capillare sul territorio. Un’inchiesta pubblicata domenica scorsa da Il Sole 24 Ore ha descritto le difficoltà incontrate dagli utenti ad accedere alla fibra ottica, tra ritardi, appuntamenti mancati, problemi di natura tecnica ed edifici non cablati.

La situazione è stata spiegata tramite un sondaggio a cui hanno partecipato i principali wholesaler di banda ultralarga (Open Fiber e FiberCop) e i più importanti operatori consumer in termini di numero di utenti come Fastweb + Vodafone, TIM, WINDTRE e Iliad.

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La nuova Strategia BUL e gli obiettivi del governo

Ora il governo sembra aver preso a cuore il problema, come confermano le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Alessio Butti, che ha annunciato che il tema dell’accesso alla fibra FTTH sarà al centro dell’aggiornamento della Strategia per la banda ultralarga, che definirà le iniziative per il triennio 2027-2030 (fermo restando l’incognita di chi sarà al governo dopo le elezioni dell’anno prossimo). Il documento verrà esaminato nella prossima riunione dal Comitato interministeriale per la transizione digitale.

L’Italia con un tasso di take up inferiore al 30% si piazza al quint’ultimo posto a livello internazionale nel rapporto tra connessioni attive e unità immobiliari coperte in fibra FTTH. L’obiettivo del governo è arrivare al 52% entro il 2031. Per raggiungerlo il Dipartimento per la transizione digitale sta valutando un doppio intervento che prevede l’erogazione di appositi voucher e interventi per aumentare la trasparenza sulle unità immobiliari che non solo sono coperte e quindi idealmente pronte al collegamento ma anche pronte a un’attivazione rapida della linea.

“Quando emerge una criticità, il nostro compito è capirne le cause e trovare una soluzione concreta”, ha spiegato Butti. “Per questo la nuova Strategia BUL (Banda Ultra Larga) affronta il divario tra disponibilità delle reti e utilizzo effettivo. Lavoriamo a incentivi, servizi e formazione che aiutino cittadini, imprese e PA a utilizzare connessioni ad altissima capacità. La Strategia che stiamo preparando punta ad almeno il 52% di utilizzo entro il 2031, con misure di sostegno e una verifica costante dei risultati”. Il nodo è costruire un’unità di intenti al di là della politica. “Per questo – ha aggiunto il sottosegretario all’Innovazione – stiamo coinvolgendo tutte le amministrazioni interessate per costruire una risposta condivisa”.

Soluzioni, voucher e trasparenza per la connettività

Tra le ipotesi del governo per incentivare l’attivazione della fibra ottica c’è un voucher per le famiglie, di cui si stanno ancora valutando le coperture finanziarie in base alla possibile platea di beneficiari che potranno accedere all’incentivo.

Il Sole 24 Ore parla di voucher che non riguardano solamente la fibra FTTH ma anche altre tecnologie per la connettività. Al vaglio anche contributi per l’Internet satellitare fino a 1.300 euro, rivolti a un massimo di 40mila civici nelle aree dove la posa dei cavi in fibra ottica risulta problematica o antieconomica. Per questo incentivo sarebbero stanziati circa 50 milioni di euro. Tra le proposte anche un incentivo ad hoc per le imprese agricole che attivano una connessione in banda ultralarga per promuovere l'agricoltura 4.0 e il monitoraggio da remoto con un bacino potenziale di beneficiari di 247mila aziende (250 milioni le risorse necessarie) e nuovi voucher per i servizi cloud e cybersecurity per le PMI e i lavoratori autonomi (150 milioni).

Per risolvere i problemi di natura tecnica, invece, l’idea è quella di imporre agli operatori di rete fissa una maggiore trasparenza sull’offerta Internet, anche attraverso la Broadband Map dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e altri strumenti informativi sulle tipologie di connessioni disponibili al proprio indirizzo.

Infine, è previsto un lavoro sulle banche dati con rafforzamento del monitoraggio del take up, al fine di verificare l’effettiva disponibilità delle reti e il loro utilizzo. Verranno anche valutati la possibilità di trasformare la connettività mobile in rete fissa a livello domestico, che frena la sottoscrizione dei contratti in fibra ottica, e la destinazione d’uso delle unità immobiliari (ad esempio se si tratta di seconda casa).

Il Dipartimento per la trasformazione digitale ha fatto sapere che i tavoli con i gestori sono già aperti e l’intenzione è quella di incentivare la domanda di banda ultralarga estendendo temporalmente i programmi di connettività di scuole e strutture e lavorando sulla formazione in termini di cultura digitale.

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