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Fibra, Open Fiber supera 2.000 km di nuova dorsale: cosa cambia per Internet in Italia

Il progetto Backbone 2.0 di Open Fiber supera i 2.000 km di fibra, rafforzando la spina dorsale del Paese in vista dei 3.200 km finali nel 2027. L'investimento aumenta la flessibilità per i nuovi servizi digitali, affiancando l'avanzamento dei piani governativi per ampliare la copertura in banda ultralarga

Marco Rigamonti
A cura di Marco Rigamonti

Esperto di mercati energetici e telefonia

fibra ottica
Il progetto Backbone 2.0 di Open Fiber supera i 2.000 km di fibra
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⏰ In 30 secondi:

  • Posati oltre 2.000 km di fibra ottica per il Backbone 2.0
  • Obiettivo 3.200 chilometri completati entro metà 2027
  • Nuova infrastruttura per gestire la crescita di traffico dati

Open Fiber ha annunciato di aver superato 2.000 chilometri di nuovi cavi in fibra ottica posati nell’ambito del Backbone 2.0, il progetto per potenziare la rete nazionale e creare nuovi collegamenti in banda ultralarga tra le principali città italiane avviato nel 2025. Il piano prevede la posa di complessivamente oltre 3.200 chilometri di nuovi cavi e si prevede sarà completato nel primo semestre del 2027.

Open Fiber ha anche annunciato di aver collegato in fibra ottica oltre 260.000 unità immobiliari in 232 Comuni della provincia di Bergamo, che si aggiungono a più di 42.000 coperte nel capoluogo con un investimento privato.

Gli utenti di 25 Comuni del Lazio, invece, possono ottenere un voucher di 100 euro grazie all’iniziativa “La fibra che ti premia” attivando una linea in fibra FTTH con uno degli operatori partner di Open Fiber dal 4 maggio al 31 dicembre 2026. Il voucher può essere convertito in un buono regalo Amazon.it, in una gift card MediaWorld, in buoni carburante Enilive o Q8 oppure in buoni spesa Coop e Conad.

Il ruolo strategico della spina dorsale

Il backbone si può considerare la “spina dorsale” della rete, che permette di trasportare grandi quantità di dati su lunghe distanze e di creare nuove direttrici che si affiancheranno all’infrastruttura esistente.

L’obiettivo è quello di aumentare la capacità disponibile, realizzando percorsi alternativi per il traffico di dati e ampliando i collegamenti in fibra spenta sulle tratte nazionali. Quest’ultima è una particolare tecnologia che gli utenti possono utilizzare e gestire direttamente con i propri apparati, configurandola in funzione delle proprie specifiche necessità di connettività.

Le direttrici attive e gli sviluppi futuri

A settembre 2026 sono già attive le principali direttrici: Genova-Roma, passando per Sestri Levante, La Spezia, Livorno, Follonica, Grosseto e Tuscania; Milano-Genova; Milano-Bologna, attraverso Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena; Bologna-Roma, attraverso Firenze, Arezzo e Viterbo; Milano-Padova, attraverso Bergamo e Vicenza; e Padova-Bologna. Il progetto poi proseguirà lungo la direttrice adriatica tra Bologna e Bari, passando per Ancona, e sulla tratta Genova-Torino, completando così l'ampliamento previsto dal piano.

Aree a fallimento di mercato: a che punto siamo

Il progetto di Open Fiber per il rafforzamento della dorsale è sicuramente un’ottima notizia nell’ottica di eliminare il digital divide, ma nel frattempo il progetto italiano per portare la fibra ottica nelle aree a fallimento di mercato e remote ancora non coperte è ancora lontano dal raggiungere gli obiettivi fissati inizialmente.

Entro il 2026 il Piano Italia 1 Giga, finanziato anche con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), avrebbe dovuto garantire una connessione da almeno 1 Gbps in download e 200 Mbps in upload a coloro che abitano nelle aree del Paese ancora non raggiunte da una connessione ad alte prestazioni. Stando al monitoraggio indipendente di OpenPNRR, però, tale obiettivo risulta “in ritardo”.

Procede invece a ritmo più spedito il Piano Banda Ultra Larga (BUL). Gli ultimi dati disponibili riportano di 7.099 Comuni in commercializzazione, 5.487 Comuni collaudati positivamente e 11.008 cantieri aperti, che corrispondono al 99% di avanzamento. Infratel Italia, che si occupa della gestione e messa in atto del Piano BUL, al 31 luglio 2026 ha collaudato positivamente 5.487 Comuni in fibra FTTH e 2.937 siti FWA (Fixed Wireless Access). Altri 177 sono stati collaudati con prescrizioni fibra e 30 in fibra misto radio.

Esigenze di rete e servizi di domani

Backbone 2.0 nasce per rispondere alla crescita di traffico dati generato da data center, aree industriali e nuovi ecosistemi digitali, oltre ai nuovi sistemi di cavi sottomarini che raggiungeranno le coste italiane.

Le nuove tecnologie introdotte da Open Fiber permetteranno anche di sviluppare servizi con latenza garantita e una gestione dinamica dei percorsi di rete, rendendo la rete più flessibile e pronta a sostenere elevati volumi di dati.

“La crescita dei volumi di dati e lo sviluppo di nuovi servizi e data center stanno trasformando le esigenze delle reti di telecomunicazioni. - ha spiegato Andrea Lazzaroli, Head of Business Marketing di Open Fiber - Non basta aumentare la banda disponibile: servono infrastrutture con maggiore capacità, più flessibili e diversificate. Backbone 2.0 nasce proprio con questo obiettivo: costruire oggi una rete capace di accompagnare l’evoluzione dei servizi digitali e le esigenze di connettività di domani”.

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