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Ecobonus, allo studio il ritorno al 65%: cosa cambia in bolletta

Il governo lavora a un Ecobonus con aliquote differenziate e valuta il ritorno al 65% per alcuni interventi. Secondo indiscrezioni di stampa, nel nuovo perimetro potrebbero entrare anche i pannelli fotovoltaici, oggi agevolati con il bonus casa. Restano da definire requisiti, tempi e percentuali delle detrazioni

Luigi Dell'Olio
A cura di Luigi Dell'Olio

Esperto di mercati energetici e telefonia

pile di monete con su scritto bonus

⏰ In 30 secondi:

  • Ecobonus al 65% allo studio: il Governo valuta di aumentare le detrazioni per gli interventi che riducono i consumi energetici.
  • Fotovoltaico tra i possibili beneficiari: i pannelli solari potrebbero entrare nel perimetro dell'Ecobonus.
  • Più risparmio sui lavori: con una spesa di 20.000 euro la detrazione passerebbe da 10.000 a 13.000 euro.

Il governo valuta un rafforzamento delle detrazioni fiscali legate ai lavori sugli immobili, con incentivi diversi a seconda dell’impatto in termini di consumi energetici, e quindi di peso sulla bolletta.

L’apertura è arrivata dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, intervenuto nei giorni scorsi alla giunta esecutiva di Confartigianato. “Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti”, ha spiegato, secondo quanto riporta la stessa Confederazione. Confartigianato chiede di aumentare la detrazione dal 50% al 65% e di assicurare stabilità ai bonus per almeno un triennio.

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Le regole sui lavori di ristrutturazione in campo immobiliare

Per chi sta programmando lavori, il riferimento resta la disciplina attuale. Come precisa l’Agenzia delle entrate, sulle spese sostenute nel 2026 l’Ecobonus riconosce una detrazione del 36%, elevata al 50% per gli interventi sull’abitazione principale realizzati dai proprietari o dai titolari di un diritto reale di godimento. Il limite di spesa è di 96 mila euro per unità immobiliare, condiviso con gli altri interventi che rientrano nello stesso bonus: non è un plafond aggiuntivo riservato ai pannelli. Il beneficio viene recuperato in dieci rate annuali di pari importo.

Per il 2027, in assenza di modifiche, le aliquote scenderanno al 36% per l’abitazione principale e al 30% negli altri casi, secondo il calendario riportato dall’Agenzia delle entrate.

Fotovoltaico e solare termico: benefici a confronto

Una delle novità allo studio riguarda il possibile ingresso del fotovoltaico nell’Ecobonus. I pannelli fotovoltaici producono elettricità, mentre i collettori solari termici sfruttano l’energia del sole per produrre acqua calda.

Il solare termico è già compreso nell’Ecobonus. Il fotovoltaico domestico può invece beneficiare del bonus ristrutturazioni, anche quando l’installazione non è accompagnata da altri lavori edilizi, purché siano rispettate le condizioni previste per l’impianto al servizio dell’abitazione.

Gli interventi agevolabili e quanto si potrebbe recuperare

Il passaggio dal 50% al 65% avrebbe un effetto concreto sul costo dei lavori. Con una spesa agevolabile di 20 mila euro, la detrazione salirebbe da 10 mila a 13 mila euro: 3 mila euro in più. È un esempio di calcolo, subordinato all’approvazione della misura e al rispetto degli eventuali massimali.

Una detrazione fiscale riduce le imposte dovute e richiede una capienza sufficiente per utilizzare le quote annuali.

Tra gli interventi già contemplati dall’Ecobonus figurano la coibentazione dell’edificio, la sostituzione degli infissi, le schermature solari e le pompe di calore, secondo i vademecum Enea. Ciascuna categoria ha condizioni specifiche: per esempio, la sostituzione dei serramenti deve rispettare i limiti di trasmittanza termica, mentre per le pompe di calore sono richieste prestazioni minime.

Da cosa dipende il risparmio

Il risparmio dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dall’impianto esistente e dalle abitudini di consumo. Per questo la scelta dei lavori richiede una valutazione tecnica, oltre al confronto tra le agevolazioni.

Gli aspetti da considerare prima di firmare

In attesa delle nuove disposizioni, un preventivo dovrebbe separare costo dei lavori, spese tecniche e beneficio fiscale ottenibile con le regole vigenti. Per l’ecobonus vanno inoltre rispettati gli adempimenti documentali: i vademecum Enea prevedono l’invio della scheda descrittiva entro 90 giorni dalla fine dei lavori, salvo le specifiche indicazioni sui termini di apertura dei portali.

Per il fotovoltaico, il preventivo dovrebbe stimare anche la produzione e la quota consumabile in casa. L’eventuale bonus potenziato potrà migliorare i conti, quando saranno definiti beneficiari, lavori ammessi e decorrenza.

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