⏰In 30 secondi:
- La guerra in Iran fa salire i prezzi all’ingrosso di luce e gas.
- Il Decreto Energia rischia di avere un impatto limitato sulle bollette.
- Il Governo mantiene il bonus straordinario ma monitora i prezzi.
Il Decreto Energia varato lo scorso mese di febbraio 2026 rischia di perdere di efficacia a causa dell'aumento dei prezzi registrato sul mercato all'ingrosso di luce e gas a causa della guerra in Iran. Per il momento, però, il Governo non intende mettere mano al testo.
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Il Decreto Energia varato nel corso del mese di febbraio rischia di passare quasi inosservato, almeno per quanto riguarda i tentativi di alleggerire le bollette delle famiglie italiane in difficoltà economica. Il motivo è legato a doppio filo alla guerra in Iran e all’improvviso incremento dei prezzi all’ingrosso che ha caratterizzato la prima parte del mese di marzo 2026. Le misure definite nelle scorse settimane, con quotazioni di luce e gas decisamente più alte, rischiano di avere un impatto minimo in bolletta.
Per evitare i rincari del costo dell’energia è fondamentale bloccare il prezzo di luce e gas, puntando sulle migliori offerte a prezzo fisso disponibili sul Mercato Libero. Si tratta di un vero e proprio scudo contro i rincari del mercato all’ingrosso. La scelta delle offerte più vantaggiose può avvenire tramite il comparatore di Segugio.it, accessibile premendo sul box qui di sotto. In alternativa, è possibile chiamare al numero 02 5005 3003 per una consulenza gratuita e senza alcun impegno.
L’aumento delle materie prime energetiche, come gas e petrolio, sta portando a un rapido incremento delle quotazioni all’ingrosso per il mercato italiano. Un esempio arriva dal PUN, l’indice di riferimento del mercato elettrico nazionale. Il valore medio di marzo 2026 è pari a 142 €/MWh. Si tratta di una crescita di circa il 25% rispetto al dato di febbraio 2026. Per trovare un valore così elevato bisogna tornare a febbraio 2025.
Per quanto riguarda il gas, invece, possiamo considerare l’andamento dell’indice PSV. Il valore medio di marzo 2026 risulta essere di circa 0,5 €/Smc. In questo caso, si tratta di un incremento di circa il 35% rispetto alla media di febbraio 2026. Per ritrovare un valore così elevato per il costo del gas sul mercato all’ingrosso in Italia è necessario tornare, anche in questo caso, a febbraio 2025. Questi dati sono arrivati dopo il calo di febbraio di PUN e PSV.
Per il momento, nonostante l’aumento dei prezzi all’ingrosso, il Governo non sembra intenzionato a intervenire sul testo del Decreto Energia che, ricordiamo, garantisce un bonus straordinario per gli aventi diritto al Bonus sociale ordinario e prevede per i fornitori la possibilità di erogare un bonus ai loro clienti (ma senza alcun obbligo) con un ISEE fino a 25.000 euro ma che non rientrano nei requisiti previsti dal bonus ordinario. La scelta attendista del Governo è stata confermata dal ministro Pichetto Fratin.
La situazione è comunque da monitorare. In questa prima parte del mese di marzo, infatti, si sta registrando una rapida crescita del costo del carburante, che in questo momento rappresenta il primo problema da affrontare. L’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale non è, però, secondario. L’incremento delle quotazioni all’ingrosso rischia di ridurre la validità del bonus straordinario, spingendo a un nuovo intervento sulle bollette per aiutare le famiglie.
Ricordiamo che per contrastare l’aumento dei prezzi è già arrivato un primo intervento di ARERA che, con una nuova delibera, ha ridotto il costo di una delle componenti delle bollette del gas. Se i prezzi dovessero continuare ad aumentare, però, potrebbero essere necessarie misure con un impatto più significativo, considerando che il bonus straordinario per gli aventi diritto al bonus sociale è di 115 euro (lo scorso anno erano 200 euro con un requisito ISEE più elevato).
La spesa per l’energia continua a essere molto alta: le rilevazioni dell’Osservatorio Segugio.it, infatti, hanno confermato che le famiglie spendono circa 65€ per luce e 56€ per gas al mese.
Le tariffe luce 3 kW sono ideali per le abitazioni di piccole dimensioni o per usi limitati, e con l'attenzione di ARERA sui diritti dei consumatori, è fondamentale scegliere un fornitore che rispetti le normative vigenti. I contratti a prezzo fisso, ad esempio, ai sensi del decreto legislativo n. 3/2026, non possono essere modificati unilateralmente dai fornitori, offrendo così una maggiore sicurezza.
Con l'aumento del PUN, le famiglie e le imprese si trovano a dover affrontare bollette più elevate rispetto al passato. Da qui la necessità di confrontare le varie offerte disponibili sul mercato per trovare soluzioni che possano garantire un risparmio significativo. L'opzione ideale per chi ha un consumo di energia elettrica moderato è rappresentata dalle offerte luce con potenza di 3 kW.
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