In 30 secondi:
- ARERA riduce del 15% la componente tariffaria CRVI del gas.
- Il valore scende da 0,721 a 0,613 €cent/Smc dal 1° ottobre 2026.
- La misura mira a limitare i rincari dovuti alla crisi energetica.
ARERA punta a diminuire il peso delle bollette intervenendo sul costo di una delle componenti che vanno a formare il prezzo del gas. Grazie a questa operazione si cerca di limitare le turbolenze dei mercati energetici dovuti allo scoppio della guerra in Iran.
In un periodo di forti turbolenze dei prezzi dovute alla guerra in Iran, ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) corre ai ripari. Tra le misure varate contro l’aumento dei costi ce n’è una che va a diminuire una componente che concorre alla formazione dell’importo delle bollette del gas: scopriamo di cosa si tratta.
Attraverso la delibera 62/2026/R/gas, ARERA ha ridotto la componente tariffaria CRVI, responsabile della formazione del prezzo del gas in bolletta. L’Autorità ha chiarito tale iniziativa attraverso un comunicato stampa nel quale si legge: “In considerazione delle persistenti tensioni geopolitiche che interessano il mercato energetico internazionale e del conseguente rischio di incrementi dei prezzi all’ingrosso del gas naturale, ARERA ha ridotto del 15% la componente tariffaria CRVI per il periodo compreso tra il 1° ottobre 2026 e il 30 settembre 2027. Tale intervento, effettuato in via eccezionale, porta il valore della componente destinata alla copertura dei costi per i progetti di riduzione generale dei consumi gas da 0,721 €cent/Smc a 0,613 €cent/Smc”.
Pertanto, a partire dal prossimo 1° ottobre 2026 la componente tariffaria verrà ridotta del 15%, passando da 0,721 €cent/Smc a 0,613 €cent/Smc.
La componente tariffaria CRVI viene espressa in €/Smc ed è applicata ai quantitativi di gas riconsegnati agli utenti finali. Senza entrare troppo nei particolari tecnici, si sta parlando di una voce di costo relativa al trasporto del gas metano lungo la rete e fino ai clienti finali.
Non è la prima volta che ARERA interviene su questo parametro. Già con la delibera 31/2024/R/gas del febbraio 2024, l’Autorità era andata ad aggiornare il corrispettivo a copertura degli oneri per il trasporto del gas, così da mitigare la spesa per i clienti finali.
Nel comunicato diffuso sul suo sito ufficiale, ARERA chiarisce il senso di questa nuova iniziativa: “La delibera 62/2026/R/gas persegue l’obiettivo prioritario di mitigare l’impatto della volatilità dei mercati internazionali sulla spesa energetica finale dei clienti, sia domestici sia non domestici, per il prossimo inverno. Per garantire tale tutela in una fase di incertezza globale, l’Autorità ha disposto l’utilizzo in via eccezionale di una quota del saldo netto del conto oneri di interrompibilità riferito alla competenza 2024/2025, assicurando così il necessario bilanciamento finanziario senza gravare ulteriormente sulle utenze finali”.
Come si può comprendere, l’obiettivo di questa operazione è cercare di stabilizzare la spesa in bolletta per i clienti finali, soprattutto in vista del prossimo inverno. Un traguardo non semplice, viste le stangate su luce e gas che potrebbero arrivare a causa della guerra in Iran.
I provvedimenti di ARERA si aggiungono a quelli del Governo, che con il bonus bollette 2026 consente di accedere ad agevolazioni per tagliare il costo delle utenze di luce e gas. Per cercare di tagliare la spesa relativa a elettricità e metano, però, è necessario agire in prima persona e scandagliare il mercato alla ricerca delle soluzioni che più si adattano alle proprie necessità.
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