⏰In 30 secondi:
- TTF in calo: -19% dopo la tregua tra USA e Iran
- Mercati: scendono anche petrolio (WTI e Brent) con effetto domino
- Impatto bollette: possibili benefici ma non immediati e legati alla stabilità geopolitica
La sospirata tregua tra Stati Uniti e Iran produce i primi effetti concreti. Le quotazioni dell'indice del gas all'ingrosso europeo, ovvero il TTF, sono in netta discesa, così come quelle del petrolio. Per quanto durerà questa corsa al ribasso dei prezzi?
⏰In 30 secondi:
Nella notte italiana, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato l’estensione di altre due settimane dell’ultimatum all’Iran. Per fortuna, quindi, la profezia del capo della Casa Bianca (che ipotizzava la distruzione della civiltà iraniana) non si è avverata, e ciò ha portato a diverse conseguenze.
Una, la più importante, è quella umanitaria, con lo scongiurato pericolo di una probabile perdita di vite umane. L’altra riguarda l’economia mondiale, e in particolare il prezzo del gas. Il TTF, l’indice del metano all’ingrosso scambiato alla borsa europea di Amsterdam, poco dopo l’annuncio di quella che è possibile definire tregua tra USA e Iran è sceso di colpo, con un tonfo del 19%. Scopriamo i dettagli.
I mercati hanno reagito decisamente bene all’annuncio della tregua di due settimane tra USA e Iran. Guardando al prezzo del TTF gas, il dato attuale si aggira al di sotto dei 44 €/MWh, con un calo che oscilla tra il 17% e il 19% rispetto alla giornata di ieri, quando le quotazioni erano ben sopra i 50 €/MWh.
Mettendo il tutto in prospettiva, si vede come le quotazioni attuali siano comunque molto al di sopra di quanto succedeva prima dello scoppio della guerra, quando si veleggiava sui 30 €/MWh. Si tratta, in ogni caso, di un primo segnale di discesa, che non riguarda peraltro solo il gas naturale. Anche il mercato del petrolio è pervaso dallo stesso ottimismo, se è vero che i due indici principali, WTI e Brent, sono in calo rispettivamente del 16% e 14%. Ecco allora che il prezzo al barile scende di nuovo al di sotto dei 100 dollari, fatto che non si verificava da diversi giorni.
Detto del ribasso generalizzato, cosa accadrà da qui in avanti?
È evidente che il calo generalizzato delle quotazioni sui mercati sia dovuto allo stop (totale o presunto) ai combattimenti. Resta da capire, ora, cosa accadrà da qui alle prossime settimane. L'attenzione torna nuovamente alle vicende che riguardano lo Stretto di Hormuz, il canale di mare tra Iran e Oman dal quale passano le navi cariche di petrolio e gas naturale dirette in tutto il mondo.
La prima a muoversi è stata l'Europa, insieme al Canada. I leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friedrich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Rob Jetten e Pedro Sanchez, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney hanno diffuso una nota. La missiva recita: “I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Sarà proprio la tenuta di questo indispensabile tratto di mare a far comprendere se i ribassi attuali potranno continuare nel tempo, fino a stabilizzarsi.
Il forte ribasso delle quotazioni del TTF e del petrolio è da prendere come un'ottima notizia, ma è bene procedere con cautela. Gli eventuali cali si vedranno solo tra qualche tempo, e anche se lo Stretto di Hormuz dovesse riaprire totalmente, le conseguenze del conflitto continueranno a essere visibili a lungo.
Si tratta comunque di una prima notizia positiva dopo diverse settimane. Ora, a maggior ragione, è utile verificare quali sono le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner, così da individuare le maggiori opportunità di risparmio.
Un incontro rapido per confermare una collaborazione strategica: la premier Giorgia Meloni e il presidente Abdelmadjid Tebboune ribadiscono l'intenzione di stringere ulteriormente la partnership legata all'acquisto di gas naturale, in sostituzione di quello dal Qatar.
L'estrema volatilità dei prezzi di petrolio e gas dovuta alla guerra in Iran spinge l'economia globale verso una nuova crisi energetica. La mancanza di prospettive chiare sulla fine del conflitto non fa che aumentare l'incertezza, con ricadute negative sull'economia.
A causa della guerra in Iran, il mercato energetico sta registrando rincari significativi che potrebbero avere un impatto anche sugli utenti finali nel corso del prossimo futuro. Per questo motivo, optare per soluzioni a prezzo bloccato può essere decisivo.