⏰In 30 secondi:
- Telemarketing limitato: chiamate consentite solo con consenso o su richiesta
- Tutele: obbligo numero identificabile e contratti irregolari nulli
- Impatto: penalizzate le aziende che entrano ora nel mercato energia
La lotta al telemarketing selvaggio si arricchisce di un nuovo capitolo. Nel DL Bollette è inclusa una norma che limita il raggio d'azione delle compagnie luce e gas. Si tratta di una buona notizia, oppure è un provvedimento che vincola troppo le aziende?
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Il nuovo DL Bollette include un emendamento incentrato su una tematica sempre molto discussa, ovvero il telemarketing legato a luce e gas. La norma punta a restringere l'uso delle chiamate commerciali nei soli casi di richiesta diretta del consumatore o di clienti già acquisiti. Entriamo nel dettaglio.
Il testo della norma contenuto nel DL Bollette dispone il divieto generale di “effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche attraverso l’invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta e conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas”. Entrando nel particolare, vengono evidenziate due casistiche nelle quali le aziende potranno contattare gli utenti. Si legge infatti: “il professionista potrà contattare il consumatore per telefono, anche attraverso l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista attraverso interfacce informatiche di quest’ultimo oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso per ricevere proposte commerciali”.
In altre parole, le aziende luce e gas da ora in poi potranno effettuare chiamate di telemarketing solo verso i numeri di utenti che hanno richiesto assistenza, oppure di potenziali clienti che hanno espresso il consenso a essere contattati per finalità commerciali.
A ulteriore difesa dei consumatori, il testo del decreto recita che i “contatti telefonici dovranno essere effettuati dal professionista da un numero che lo identifichi univocamente. I contratti stipulati a seguito di contatto effettuato in violazione di quanto previsto sono nulli”.
In un'epoca di sempre maggior convergenza e concentrazione del mercato, il provvedimento del DL Bollette legato al telemarketing non ha mancato di suscitare polemiche. Le compagnie più colpite, infatti, non sono tanto quelle che già operano nel settore luce e gas, quanto quelle che, provenendo da un altro segmento, stanno provando a entrare in un nuovo mercato.
Le aziende di telecomunicazione che hanno integrato al loro interno servizi di vendita di energia e metano, infatti, non potranno utilizzare le chiamate commerciali in uscita per acquisire nuovi clienti. Ciò non vale nel caso opposto, cioè per le aziende di altri mercati che decidono di entrare nel settore della telefonia.
Da questo punto di vista, l'emendamento rischia di ridisegnare gli equilibri tra le aziende che vendono diverse tipologie di forniture. Non a caso, l'associazione delle aziende di telecomunicazioni, ovvero Asstel, si è espressa contro il provvedimento, parlando di discriminazione nei confronti di “quegli operatori di telecomunicazioni che offrono anche servizi energetici, impedendo loro le comunicazioni commerciali su questo tema ai propri clienti. Le imprese Tlc denunciano da tempo un calo dei ricavi a fronte di investimenti rilevanti e la necessità di una politica industriale dedicata. Siamo il motore dell’innovazione digitale del Paese, ma questo emendamento non sembra tenere conto dell’evoluzione del settore anche verso altri mercati”.
Gli esempi di operazioni di convergenza tra telefonia e mercato energetico sono stati numerosi negli scorsi mesi. Si pensi a Lene, fornitore luce e gas legato a Enel in procinto di diventare operatore virtuale. Oppure a WindTre, entrata da poco nel mercato energetico.
Resta da vedere, quindi, quale sarà l’impatto di questa norma sia sulla vita dei consumatori, sia su quella delle aziende coinvolte.
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