⏰In 30 secondi:
- Gas e petrolio tornano ai massimi dal 2022 a causa della guerra in Iran.
- Il blocco dello Stretto di Hormuz spinge in alto le quotazioni energetiche.
- Il rischio è una nuova crisi energetica globale con rincari per famiglie e imprese.
I prezzi di gas e petrolio che continuano a salire spingono l'economia globale verso la crisi economica. Le quotazioni toccano livelli mai visti dal 2022, mentre la mancanza di indicazioni chiare sulla guerra in Iran non fa che aumentare l'incertezza.
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Sono giorni estremamente complicati per i mercati energetici. Lo scoppio della guerra in Iran, ormai estesa a Paesi limitrofi, porta con sé conseguenze prima di tutto umanitarie, ma anche economiche. Le ripercussioni maggiori sono quelle legate al prezzo di gas e petrolio, visto che tra le aree interessate dal conflitto rientrano molti player di importanza cruciale, a partire dal Qatar. Cerchiamo allora di riepilogare quanto successo nelle ultime ore, così da capire se ci stiamo avvicinando a una nuova crisi energetica, o se ci siamo già dentro.
Da fine febbraio 2026, la curva delle quotazioni del petrolio greggio WTI è facilmente interpretabile anche da chi è poco avvezzo a queste tematiche. L’inizio dell’offensiva di Israele e Stati Uniti in Iran, infatti, ha portato a un balzo in avanti delle quotazioni. Ciò è dovuto soprattutto alla chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz, il tratto di mare dove transitano le navi petrolifere (e di gas naturale liquefatto) dirette soprattutto verso i Paesi di Asia ed Europa. Vediamo i valori degli ultimi giorni:
| Data | Ultimo | Apertura | Massimo | Minimo | Var % |
|---|---|---|---|---|---|
| 11.03.2026 | 87,25 | 86,89 | 88,99 | 81,79 | +4,55% |
| 10.03.2026 | 83,45 | 85,75 | 91,48 | 76,73 | -11,94% |
| 09.03.2026 | 94,77 | 98,00 | 119,48 | 81,19 | +4,26% |
| 06.03.2026 | 90,90 | 79,08 | 92,61 | 78,24 | +12,21% |
| 05.03.2026 | 81,01 | 76,15 | 82,16 | 74,97 | +8,51% |
| 04.03.2026 | 74,66 | 74,74 | 77,23 | 73,28 | +0,13% |
| 03.03.2026 | 74,56 | 71,23 | 77,98 | 70,41 | +4,67% |
| 02.03.2026 | 71,23 | 75,00 | 75,33 | 69,20 |
fonte: Investing.com
Se si considera che a febbraio le quotazioni oscillavano tra 62 e 67 dollari al barile, si comprende quale sia la portata del trend rialzista. Il 9 marzo si è andati persino oltre i 100 dollari, per la prima volta dal 2022. Volata in avanti che è parzialmente rientrata nei giorni seguenti, anche dopo gli annunci del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che parlava della conclusione a breve del conflitto.
Non va meglio per il gas, il quale ha registrato una vera e propria impennata. Considerando l’indice europeo TTF, tra il 27 febbraio e il 2 marzo si registra un balzo in avanti del 39,26% delle quotazioni. Anche in questo caso, a essere coinvolto è lo Stretto di Hormuz, dove le navi dei Paesi esportatori (Qatar in primis) sono bloccate per paura di attacchi da parte dell’Iran. Vediamo allora le quotazioni degli ultimi giorni:
| Data | Ultimo | Apertura | Massimo | Minimo | Var % |
|---|---|---|---|---|---|
| 11.03.2026 | 49,989 | 47,000 | 51,345 | 46,800 | +5,48% |
| 10.03.2026 | 47,393 | 47,805 | 49,580 | 46,400 | -16.05% |
| 09.03.2026 | 56,453 | 62,660 | 62,900 | 55,800 | +5,75% |
| 06.03.2026 | 53,385 | 48,805 | 53,670 | 48,145 | +5,23% |
| 05.03.2026 | 50,731 | 52,850 | 53,920 | 47,895 | +4,03% |
| 04.03.2026 | 48,767 | 56,800 | 57,145 | 45,895 | -10,17% |
| 03.03.2026 | 54,290 | 52,250 | 63,750 | 50,900 | +21,98% |
| 02.03.2026 | 44,506 | 38,590 | 48,590 | 38,320 |
fonte: Investing.com
Dai valori di febbraio, intorno ai 30 €/MWh, si è passati rapidamente a picchi superiori a 60 €/MWh. Anche per questo, i vari Paesi stanno cercando di correre ai ripari, prima che questi aumenti si ripercuotano sui cittadini. In Italia sono state varate nuove misure contro l’incremento dei prezzi, con particolare attenzione ai fenomeni speculativi e alle possibili modifiche unilaterali dei contratti, che difatti sono vietate.
La domanda che si pongono sia esperti che semplici consumatori riguarda la durata di questi aumenti. La risposta è complessa e, quando si prova a darla, piuttosto preoccupante. In un’intervista rilasciata a Bloomberg, Warren Patterson di ING si è espresso così: “Se il mercato iniziasse a scontare una perdita prolungata delle forniture dal Qatar, il prezzo del TTF potrebbe potenzialmente schizzare tra gli 80 e i 100 euro per MWh”. Va ancora peggio se si legge quanto scrive Ziad Daoud di Bloomberg Economics, secondo il quale “né l'Iran, né gli Stati Uniti e Israele stanno mostrando segnali di distensione”.
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Il piano AccelerateEU al vaglio dell'Unione Europea si concentra su iniziative a breve termine e interventi di medio-lungo periodo per far fronte alla crisi energetica dovuta al conflitto in Medio Oriente. Diversi saranno i sostegni a famiglie e imprese.
Un incontro rapido per confermare una collaborazione strategica: la premier Giorgia Meloni e il presidente Abdelmadjid Tebboune ribadiscono l'intenzione di stringere ulteriormente la partnership legata all'acquisto di gas naturale, in sostituzione di quello dal Qatar.
A causa della guerra in Iran, il mercato energetico sta registrando rincari significativi che potrebbero avere un impatto anche sugli utenti finali nel corso del prossimo futuro. Per questo motivo, optare per soluzioni a prezzo bloccato può essere decisivo.