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Gas e petrolio ai massimi dal 2022: nuova crisi energetica in arrivo?

I prezzi di gas e petrolio che continuano a salire spingono l'economia globale verso la crisi economica. Le quotazioni toccano livelli mai visti dal 2022, mentre la mancanza di indicazioni chiare sulla guerra in Iran non fa che aumentare l'incertezza.

Paolo Benazzi
A cura di Paolo Benazzi

Esperto di mercati energetici e telefonia

crisi energetica 2026
Le quotazioni di petrolio e gas spingono verso una nuova crisi energetica.

⏰In 30 secondi:

  • Gas e petrolio tornano ai massimi dal 2022 a causa della guerra in Iran.
  • Il blocco dello Stretto di Hormuz spinge in alto le quotazioni energetiche.
  • Il rischio è una nuova crisi energetica globale con rincari per famiglie e imprese.

Sono giorni estremamente complicati per i mercati energetici. Lo scoppio della guerra in Iran, ormai estesa a Paesi limitrofi, porta con sé conseguenze prima di tutto umanitarie, ma anche economiche. Le ripercussioni maggiori sono quelle legate al prezzo di gas e petrolio, visto che tra le aree interessate dal conflitto rientrano molti player di importanza cruciale, a partire dal Qatar. Cerchiamo allora di riepilogare quanto successo nelle ultime ore, così da capire se ci stiamo avvicinando a una nuova crisi energetica, o se ci siamo già dentro.

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Il saliscendi delle quotazioni del petrolio

Da fine febbraio 2026, la curva delle quotazioni del petrolio greggio WTI è facilmente interpretabile anche da chi è poco avvezzo a queste tematiche. L’inizio dell’offensiva di Israele e Stati Uniti in Iran, infatti, ha portato a un balzo in avanti delle quotazioni. Ciò è dovuto soprattutto alla chiusura quasi totale dello Stretto di Hormuz, il tratto di mare dove transitano le navi petrolifere (e di gas naturale liquefatto) dirette soprattutto verso i Paesi di Asia ed Europa. Vediamo i valori degli ultimi giorni:

DataUltimoAperturaMassimoMinimoVar %
11.03.2026 87,25 86,89 88,99 81,79 +4,55%
10.03.2026 83,45 85,75 91,48 76,73 -11,94%
09.03.2026 94,77 98,00 119,48 81,19 +4,26%
06.03.2026 90,90 79,08 92,61 78,24 +12,21%
05.03.2026 81,01 76,15 82,16 74,97 +8,51%
04.03.2026 74,66 74,74 77,23 73,28 +0,13%
03.03.2026 74,56 71,23 77,98 70,41 +4,67%
02.03.2026 71,23 75,00 75,33 69,20

fonte: Investing.com

Se si considera che a febbraio le quotazioni oscillavano tra 62 e 67 dollari al barile, si comprende quale sia la portata del trend rialzista. Il 9 marzo si è andati persino oltre i 100 dollari, per la prima volta dal 2022. Volata in avanti che è parzialmente rientrata nei giorni seguenti, anche dopo gli annunci del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che parlava della conclusione a breve del conflitto.

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Le tensioni sul mercato del gas

Non va meglio per il gas, il quale ha registrato una vera e propria impennata. Considerando l’indice europeo TTF, tra il 27 febbraio e il 2 marzo si registra un balzo in avanti del 39,26% delle quotazioni. Anche in questo caso, a essere coinvolto è lo Stretto di Hormuz, dove le navi dei Paesi esportatori (Qatar in primis) sono bloccate per paura di attacchi da parte dell’Iran. Vediamo allora le quotazioni degli ultimi giorni:

DataUltimoAperturaMassimoMinimoVar %
11.03.2026 49,989 47,000 51,345 46,800 +5,48%
10.03.2026 47,393 47,805 49,580 46,400 -16.05%
09.03.2026 56,453 62,660 62,900 55,800 +5,75%
06.03.2026 53,385 48,805 53,670 48,145 +5,23%
05.03.2026 50,731 52,850 53,920 47,895 +4,03%
04.03.2026 48,767 56,800 57,145 45,895 -10,17%
03.03.2026 54,290 52,250 63,750 50,900 +21,98%
02.03.2026 44,506 38,590 48,590 38,320

fonte: Investing.com

Dai valori di febbraio, intorno ai 30 €/MWh, si è passati rapidamente a picchi superiori a 60 €/MWh. Anche per questo, i vari Paesi stanno cercando di correre ai ripari, prima che questi aumenti si ripercuotano sui cittadini. In Italia sono state varate nuove misure contro l’incremento dei prezzi, con particolare attenzione ai fenomeni speculativi e alle possibili modifiche unilaterali dei contratti, che difatti sono vietate.

Per quanto andranno avanti questi aumenti?

La domanda che si pongono sia esperti che semplici consumatori riguarda la durata di questi aumenti. La risposta è complessa e, quando si prova a darla, piuttosto preoccupante. In un’intervista rilasciata a Bloomberg, Warren Patterson di ING si è espresso così: “Se il mercato iniziasse a scontare una perdita prolungata delle forniture dal Qatar, il prezzo del TTF potrebbe potenzialmente schizzare tra gli 80 e i 100 euro per MWh. Va ancora peggio se si legge quanto scrive Ziad Daoud di Bloomberg Economics, secondo il quale “né l'Iran, né gli Stati Uniti e Israele stanno mostrando segnali di distensione.

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