⏰In 30 secondi:
- Le sinergie tra Poste Italiane e TIM si giocano tra telecomunicazioni, energia e assicurazioni
- A febbraio è iniziata la migrazione dei clienti di PosteMobile sulla rete di TIM
- Poste prepara l'ingresso nel Polo Strategico Nazionale
Poste Italiane e TIM, come confermato durante la presentazione dei rispettivi conti per il 2025, hanno intenzione di spingere sulle sinergie non solo nel campo delle telecomunicazioni ma anche in quello dell'energia e delle assicurazioni. Poste inoltre prepara l'ingresso nel Polo Strategico Nazionale
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Poste Italiane e TIM accelerano sulle sinergie, anche se per vedere gli effetti tangibili dell’integrazione si dovrà aspettare il 2027. Questo è quanto emerge dalle rispettive presentazioni dei risultati finanziari delle due aziende per il 2025. Vi ricordiamo che Poste Italiane a febbraio dell’anno scorso è diventata il primo azionista di TIM con il 27,3% delle quote, che scenderanno al 20,10% a seguito dell’approvazione, a fine gennaio, della proposta di conversione delle azioni di risparmio della telco in azioni ordinarie.
Alcune indicazioni sul futuro dell’unione tra le due aziende ci arrivano dalla lista di obiettivi stilata da Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane. “Continuiamo a lavorare a stretto contatto con TIM per realizzare sinergie di lungo periodo. In qualità di maggiore azionista strategico, abbiamo contribuito alla stabilizzazione della governance e allo sblocco delle priorità strategiche a beneficio della creazione futura di valore e di rendimenti sostenibili per gli azionisti”, ha detto Del Fante.
L’AD ha anche annunciato che dall’investimento in TIM sono attesi “dividendi cash per circa 100 milioni nel 2027” ma “ci vorrà più tempo per vedere l'impatto totale del progetto”. In sostanza, i primi ricavi dell’operazione si vedranno solo fra un anno, ma molto dipenderà dai risultati delle sinergie per attività come energia e assicurazioni.
Sulla stessa linea si è espresso anche Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM: “Non prevediamo un contributo sostanziale dalle sinergie con Poste nel 2026”. Dalle slide mostrate in occasione della conference call con gli analisti si scopre che le sinergie frutto di PosteMobile, la cui migrazione completa sulla rete di TIM è prevista entro giugno, ammontano a 100 milioni di euro annui. Le sinergie legate ad energia ed assicurazioni, invece, valgono 50 milioni l’anno e, afferma Labriola, “altre aree di sinergia sono in discussione”.
Per quanto riguarda PosteMobile, operatore virtuale che Poste Italiane controlla tramite Postepay S.p.A., la migrazione dei già clienti per la telefonia mobile dalla rete dell’ex Vodafone Italia (oggi Fastweb + Vodafone) a quella TIM è partita ufficialmente il 23 febbraio 2026 e avverrà per scaglioni. Ancora non c’è invece una data a partire dalla quale le nuove attivazioni avverranno direttamente sulla nuova rete.
L’infrastruttura di TIM permette di navigare in 5G fino a 2 Gbps in download e 200 Mbps in upload in 6.155 Comuni e in 4G+ fino a 700 Mbps in download in 6.448 Comuni. La percentuale di copertura della popolazione nazionale in 4G outdoor è superiore al 99%.
Ulteriori informazioni sulla migrazione per i clienti di PosteMobile e come recedere gratuitamente dal contratto, se non si è interessati al cambio di rete, sono disponibili cliccando qui.
“La base clienti Telco crescerà a 5,2 milioni grazie alla migrazione verso la rete mobile di TIM e allo sviluppo della rete a banda ultralarga, supportata da nuove soluzioni di connettività e soluzioni integrate”, ha annunciato Poste Italiane. L’azienda di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) stima quindi una crescita dell’utenza di oltre il 5% rispetto al 2025.
La partnership tra le due aziende non si limita però al settore delle telecomunicazioni. In circa 700 negozi di TIM è oggi possibile attivare l’offerta PosteEnergia. La telco nell’ultimo trimestre ha anche ampliato la protezione assicurativa per le Piccole e Medie Imprese (PMI) con le coperture cyber, catastrofali e tutela legale fornite dal Gruppo Poste Vita. A partire dal primo trimestre del 2026, poi, è stata ulteriormente migliorata l’offerta per i i clienti retail con le coperture casa e cyber. Inoltre, alla fine del 2025 è stata anche firmata una lettera di intenti per la nascita di una joint venture con TIM Enterprise dedicata ai servizi di IT basati sul cloud.
Poste Italiane sta trattando per acquisire da CDP il 20% del Polo Strategico Nazionale (PSN), ovvero l’infrastruttura che si prefigge di dotare la Pubblica Amministrazione (PA) e tutti gli asset strategici per il Paese di tecnologie e infrastrutture cloud caratterizzate da “garanzie di affidabilità, resilienza e indipendenza”, come si legge sul sito del Dipartimento per la transizione digitale.
Al PSN partecipano Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti attraverso la controllata CDP Equity, Sogei e TIM con il 45% delle quote azionarie.
“Acquisteremo la partecipazione da CDP, il patrimonio è di qualche milione di euro, un piccolo investimento che ci può aiutare a supportare TIM nel processo in fieri di far migrare le PA italiane verso il cloud”, ha annunciato Del Fante. L’amministratore delegato ha poi puntualizzato che Poste Italiane non investirà direttamente nei data center con TIM, in quanto la telco starebbe “prendendo in esame investimenti di questo tipo con fondi specializzati che si focalizzano specificamente su questa classe di asset”.
A livello di management, Labriola è stato confermato con un secondo mandato nel ruolo di amministratore delegato di TIM ad aprile 2024. Il suo contratto, a seguito dell’approvazione del bilancio 2026, scadrà però l’anno prossimo. Nei mesi scorsi si ventilava l’ipotesi che Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste Italiane e considerato uno dei principali attori nella scalata a TIM, potesse assumere un ruolo centrale all’interno della telco. Al momento, però, si tratterebbe solo di voci, comprese quelle che vedono l’ingresso di altri rappresentanti nel Cda. Non è però da escludere che Poste Italiane, dato il peso all’interno di TIM, decida prima o poi di ampliare la sua presenza nel board della telco.
Poste Italiane nel marzo del 2025 aveva acquistato il 9,81% di TIM pagando in contanti e con il 3,87% in azioni di Nexi, il sistema di servizi interbancari di cui CDP già deteneva una quota vicina al 15%.
Il mese successivo Poste Italiane ha poi acquistato da Vivendi il 15% di TIM per 648 milioni di euro, diventando così il primo azionista della telco con il 24,81%. Oltre il 25% scatterebbe l’obbligo di OPA (Offerta Pubblica di Acquisto), ma l’azienda guidata da Del Fante all’epoca aveva annunciato di non avere intenzione di superare tale soglia.
Poste Italiane e TIM il 5 novembre 2025 hanno quindi siglato un Memorandum of Understanding (MoU) in cui si impegnavano a trasferire i servizi di PosteMobile sulla rete di TIM entro il primo trimestre del 2026.
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