⏰ In 30 secondi:
- Conto Termico 3.0 verso la revisione delle regole.
- Fondi più flessibili per evitare nuovi blocchi.
- Cambiano requisiti e pagamenti degli incentivi.
Le novità del Conto Termico 3.0 dopo l'intesa in Conferenza Unificata. Cambiano la distribuzione del budget, i requisiti tecnici e le tempistiche di erogazione con l'obiettivo di risolvere le criticità che sono emerse negli ultimi mesi per quanto riguarda l'accesso agli incentivi.
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Il meccanismo del Conto Termico 3.0, introdotto dal DM 7 agosto 2025, si appresta a ricevere la sua prima revisione strutturale a meno di un anno dal lancio. Il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata ha sancito l'intesa sullo schema di decreto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che modificherà le regole di accesso e la gestione dei fondi per superare le criticità emerse nei mesi scorsi. Si tratta di un aggiornamento necessario che mira a risolvere i problemi dell’esaurimento rapido dei fondi, legato anche a un eccesso di richieste. Andiamo ad analizzare la questione.
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La revisione del Conto Termico 3.0 è legata soprattutto a una questione di fondi e di overbooking, dopo che a inizio anno sono arrivate molte più richieste rispetto al budget iniziale. Per gestire la saturazione del plafond e l’accesso ai fondi, quindi, c’è la necessità di un regolamento più stabile e definito.
Per comprendere la portata del problema, basti pensare che lo scorso 3 marzo il GSE è stato costretto a sospendere l'invio delle richieste sul portale dedicato. Le istanze pervenute, infatti, avevano toccato la soglia di 1,3 miliardi di euro, superando abbondantemente il limite annuo di spesa.
Questo aveva reso necessaria una misura d'emergenza ad aprile per riequilibrare temporaneamente i tetti di spesa, in attesa proprio di questa riforma definitiva che ha l’obiettivo di aggiornare il meccanismo, rendendolo più efficiente e in linea con le reali necessità.
Il correttivo in arrivo non modifica il tetto di spesa previsto (900 milioni di euro annui), ma cambia il modo in cui tali risorse vengono distribuite. Non ci sarà più, infatti, una divisione netta e preventiva tra le quote destinate alla Pubblica Amministrazione e quelle destinate ai privati.
Questo sistema sarà sostituito da un meccanismo basato su fondi di riserva che dovrebbe garantire una maggiore flessibilità, evitando i blocchi del meccanismo di erogazione delle risorse.
Da segnalare anche una serie di novità di natura tecnica, legate alle procedure di prenotazione degli incentivi e alle tempistiche di erogazione dei pagamenti, con un aggiornamento dei parametri richiesti per alcuni interventi, in modo da adeguare il tutto alle reali esigenze del mercato.
Lo schema di correttivo del MASE supera la ripartizione rigida introducendo una riserva minima di 300 milioni di euro per categoria, sblocca le prenotazioni per le PA fissando un tetto massimo del 50% delle risorse destinate, apre una quota del plafond alle procedure d'asta per i grandi impianti e rimodula gli incentivi per i Comuni fino a 15.000 abitanti, coprendo il 100% solo per un unico intervento e l'80% per i successivi.
L’ok da parte della Conferenza Unificata non si traduce in un’immediata entrata in vigore delle novità per il Conto Termico 3.0. A questo punto, infatti, bisognerà attendere l’intervento da parte del Ministero dell’Ambiente, che dovrà delineare un decreto apposito che andrà poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per il momento, quindi, l’erogazione degli incentivi segue le regole definite dal DM del 7 agosto 2025.
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