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Ecco come funziona il nuovo Conto Termico 2026

Un bonus sui consumi elettrici. Il nuovo Conto Termico, identificato come 3.0, permette di recuperare fino al 65% delle spese per rinnovare gli impianti di riscaldamento con tecnologie rinnovabili, trasformando un investimento iniziale in risparmi tangibili e immediati.

A cura di: Luigi Dell'Olio
A cura di: Esperto di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia
Si laurea in Giurisprudenza e diventa in seguito giornalista professionista, specializzandosi in economia e finanza. Collabora con primarie testate italiane, tra cui “la Repubblica” e “Affari&Finanza”. È inoltre coordinatore del mensile “Private” e autore per Segugio.it.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 2 minuti
Pubblicato 27/01/2026
mano di donna regola caldaia a condensazione
Conto termico 2026: le novità

Con le quotazioni delle materie prime che sono tornate estremamente volatili per il moltiplicarsi delle incognite a livello internazionale, è il momento di valutare con grande attenzione le opportunità di risparmio. Il discorso vale per i comparatori online luce e gas, che consentono – con pochi passaggi – di individuare la fornitura più adatta alle proprie esigenze, così come per gli strumenti incentivanti. In particolare il Conto Termico ribattezzato 3.0 per identificare l’evoluzione rispetto al passato, lanciato a inizio anno grazie al decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Cosa prevede il nuovo Conto Termico e come attivarsi

Questo incentivo del Gse (Gestore dei servizi energetici) permette di recuperare fino al 65% delle spese per rinnovare gli impianti di riscaldamento con tecnologie rinnovabili, trasformando un investimento iniziale in risparmi tangibili e immediati.

Immaginiamo di poter dire addio alla vecchia caldaia a gas che ci sta prosciugando il portafoglio ogni inverno: il Conto Termico 3.0 entra in gioco proprio qui, offrendo rimborsi diretti per interventi come l’installazione di pompe di calore, sistemi a biomassa o solari termici. Non si tratta solo di ecologia, ma di un ritorno economico reale: famiglie e imprese possono ridurre i consumi del 40-70%, a seconda della tecnologia scelta e dell’integrazione con altri sistemi come il fotovoltaico. Per un appartamento medio, questo significa centinaia di euro risparmiati all’anno sulle bollette, con tempi di ammortamento spesso inferiori ai cinque anni.

Aumentano i massimali dei rimborsi. Ecco i lavori ammessi

Queste novità in vigore dal nuovo anno ampliano i massimali di rimborso rispetto alla versione 2.0 e introducono bonus per la building automation, rendendo gli edifici più intelligenti e reattivi ai consumi reali. È un’occasione unica, soprattutto per chi vive in zone fredde come alcune del Nord Italia, dove il riscaldamento pesa per oltre il 60% della bolletta.

Quanto ai lavori ammessi, spaziano dalla sostituzione di caldaie obsolete con pompe di calore elettriche – aerotermiche, geotermiche o idrotermiche – fino a sistemi ibridi e solari termici. Per le pompe di calore, ad esempio, è richiesto un COP minimo certificato secondo la norma UNI EN 14511, mentre per gli impianti più grandi oltre i 200 kW scatta l’obbligo di contabilizzazione individuale del calore. Immaginiamo di equilibrare il vostro sistema idraulico e installare valvole termostatiche su ogni radiatore: questi accorgimenti da soli possono tagliare il 20-30% dei consumi, e il Conto Termico li incentiva direttamente.

Tra le novità del 3.0 ci sono anche i sistemi di gestione avanzata (Bacs/Bms), adatti per condomini o uffici, che ottimizzano i flussi termici in tempo reale. Tutti gli interventi devono essere eseguiti da installatori certificati, garantendo qualità e conformità, per un risparmio che va oltre il rimborso: bollette più leggere grazie a tecnologie che consumano meno gas e prediligono l’elettrico rinnovabile.

Chi beneficia e quali risparmi aspettarsi in pratica

Possono accedere persone fisiche, condomini, imprese e pubbliche amministrazioni – escluse solo le categorie F/3 come laboratori – con rimborsi che oscillano tra il 35% e il 65% delle spese, calibrati su tipo di edificio e intervento. Prendete una pompa di calore da 10 mila euro: è possibile recuperarne fino a 6.500, e il resto si ripaga con bollette dimezzate, passando da 2.500 euro annui di gas a meno di mille euro di elettricità.

Per un appartamento milanese da 100 mq, sostituire la caldaia con una pompa dal COP 4.0 costa 8-12 mila euro, ma con il 65% di rimborso (5.200-7.800 euro) e un calo dei consumi da 2.000 mc di gas a 3.000 kWh elettrici, risparmiate quasi 1.900 euro netti ogni anno.

La procedura da seguire

Richiedere l’incentivo è più snello che mai: tutto online sul portale del Gse a sportello, con asseverazione tecnica, fatture e preventivo. Per spese fino a 15 mila euro, il rimborso arriva unico entro 60 giorni; oltre, si spalma in rate biennali, che in genere sono da due a cinque. La semplificazione del 3.0 riduce la burocrazia, permettendo di combinare con l’Ecobonus al 50% per massimizzare i benefici.

Quanto ai passaggi, è bene verificare preventivi da professionisti certificati. Quindi è il momento di calcolare il risparmio sul tool Gse e partite: è un processo intuitivo che premia i rapidi, vista la capienza limitata del fondo.

Per riassumere:

  • Conto Termico 3.0 più vantaggioso, con rimborsi fino al 65% per impianti di riscaldamento efficienti.
  • Interventi ammessi ampliati, incluse pompe di calore, solare termico e building automation.
  • Risparmi immediati in bolletta, con tempi di recupero dell’investimento spesso sotto i 5 anni.

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