⏰In 30 secondi:
- Stop rinviato: la Camera cancella le nuove regole anti-telemarketing TLC
- Niente divieto: per ora restano possibili le chiamate commerciali non richieste
- Decreto in Senato: il testo dovrà essere approvato entro il 29 giugno
La maggioranza ha presentato quattro emendamenti soppressivi al decreto Accise ter, che conteneva una misura — approvata dal Senato — per estendere le regole contro il telemarketing aggressivo, già previste per le offerte luce e gas, anche al settore delle telecomunicazioni
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L’11 giugno la Commissione Finanze del Senato aveva approvato un emendamento al cosiddetto decreto Accise ter, proposto dalla Lega, che introduceva a partire dal 19 giugno 2026 nuove regole contro il telemarketing selvaggio per le offerte di telefonia mobile e rete fissa, ampliando le misure inserite nel decreto Bollette approvato ad aprile che già si applicavano ai contratti luce e gas.
Il testo verrà invece nuovamente modificato nel passaggio alla Camera a causa del numero di emendamenti, ritenuto “esorbitante”, e per mancanza di coerenza rispetto al tema centrale del decreto.
La maggioranza ha annunciato di aver presentato quattro emendamenti soppressivi al decreto (noto anche come decreto Carburanti ter), attualmente al vaglio della Camera e già approvato dal Senato. In particolare, la proposta è volta a eliminare il divieto di telemarketing aggressivo nel mercato delle telecomunicazioni. La maggioranza aveva già tentato di inserire la misura nel precedente decreto Accise, ma aveva poi deciso di ritirarla per estraneità di materia. Il testo dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 29 giugno per evitare che decada.
L’emendamento firmato dai senatori Massimo Garavaglia e Giorgio Maria Bergesio, da loro stessi descritto come “un segnale importante a tutela dei cittadini, spesso bersaglio di telefonate invasive e ingannevoli”, era finalizzato a risolvere un'evidente asimmetria competitiva.
Le telco che offrono anche servizi energetici non possono infatti contattare i propri clienti di telefonia mobile e rete fissa per proporre loro offerte luce e gas. I fornitori di energia, al contrario, possono continuare a fare cross-selling contattando i clienti per offrire loro servizi di connettività.
Le principali novità previste dall’emendamento al dl Accise sono:
Estensione del divieto al settore TLC: Divieto di effettuare contatti commerciali telefonici o tramite messaggio senza una richiesta esplicita con estensione anche ai contratti di telefonia fissa e mobile e connettività Internet
La misura aveva incontrato un ampio consenso anche tra le associazioni dei consumatori e gli operatori TLC, che riscontravano l’applicazione di regole differenziate in mercati che in realtà sono sempre più integrati.
Il Codacons aveva accolto con soddisfazione l’approvazione dell’emendamento da parte del Senato, affermando che “finalmente le tutele previste per l’energia elettrica e il gas si estenderanno anche al settore delle TLC, mentre si attendono i provvedimenti di AGCOM e Garante Privacy per rendere pienamente operative tutte le misure previste dal decreto Bollette, che scatteranno il prossimo 19 giugno”.
Il passaggio al Senato era poi stato descritto come “un’ottima notizia” da parte di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani sono arcistufi di ricevere telefonate moleste negli orari meno opportuni, – aveva spiegato il numero uno dell'UNC –. Ben venga, quindi, l’estensione alla telefonia del divieto di telefonate commerciali non richieste, già previsto per i contratti di energia elettrica e gas. Anche se la materia è meno complessa rispetto all’energia, dove è impossibile nell’arco di una chiamata avere un quadro adeguato per una scelta consapevole, si tratta di un giro di vite sacrosanto”.
“Si tratta di una correzione necessaria che conferma l’importanza del ruolo di garanzia esercitato dal Quirinale e della rigorosa osservanza dei principi costituzionali che disciplinano la decretazione d’urgenza – afferma Virginio Merola, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Finanze – Tuttavia questa vicenda mette in evidenza un problema più generale: la maggioranza continua a trasformare sistematicamente i decreti legge in provvedimenti omnibus, utilizzandoli come contenitori nei quali far confluire le materie più disparate, spesso prive di qualsiasi legame con l’oggetto e le finalità originarie del decreto”.
“Il paradosso di oggi – spiega Merola – è che il governo è stato costretto a modificare norme introdotte dalla stessa maggioranza nel corso dell’esame al Senato, determinando il ritorno del decreto a Palazzo Madama per una nuova lettura a ridosso della scadenza del 29 giugno. Da questa vicenda dovrebbe emergere una lezione chiara: meno decreti omnibus, meno forzature procedurali e più rispetto per il lavoro parlamentare”.
Piero De Luca, capogruppo del Pd in Commissione Affari europei della Camera e primo firmatario della proposta di legge del suo partito per contrastare il telemarketing selvaggio parla di “metodo sbagliato nel merito e nel metodo, che produce soltanto confusione e ritardi”. De Luca afferma che “non ci sono più alibi” e chiede “di agire con la massima urgenza e rapidità per mettere finalmente fine a questo fenomeno insopportabile. I cittadini meritano tutele concrete e strumenti efficaci contro il Telemarketing aggressivo e indiscriminato”.
“Non abbiamo fatto in tempo, qualche giorno fa, a plaudire all’estensione della norma sul telemarketing anche al settore TLC (avanzata su nostra richiesta), che già si minaccia un passo indietro. - afferma in un comunicato Fedeconsumatori - La norma introdotta con il dl Carburanti ter, che estende il divieto di telemarketing senza consenso esplicito anche al settore delle telecomunicazioni, è una conquista che non può essere messa in discussione”.
“Che il Governo torni indietro, dopo aver illuso i cittadini esasperati dalle chiamate moleste di telemarketing, sarebbe inaccettabile. - continua l’associazione - Le telefonate commerciali indesiderate spesso generano pratiche commerciali scorrette, abusi, contratti non richiesti, specialmente a danno di soggetti vulnerabili, e rappresentano un vulnus quotidiano alla fiducia dei consumatori nella trasparenza e nella correttezza del mercato”.
Federconsumatori quindi sottolinea che “la limitazione della norma al solo settore energetico genera tutele diseguali e squilibri competitivi ingiustificati”.di cui le forze parlamentari dovrebbero tenere conto. L’associazione auspica quindi che la misura venga estesa “a ogni settore in cui è utilizzato il telemarketing: dalle assicurazioni alla finanza, ai servizi di diverso genere” arrivando a una ”regolamentazione universale del telemarketing”.
“Giù le mani dalla stretta sul telemarketing nel settore della telefonia – ha affermato Donà dell’UNC – Nessun passo indietro deve essere fatto sul sacrosanto giro di vite dato al Senato, nel dl accise, contro le telefonate selvagge e che estende anche alle comunicazioni quanto già previsto per luce e gas. La scusa è che la norma sarebbe esorbitante. Ma l’unica cosa esorbitante sono le telefonate che ricevono continuamente gli italiani. E’ inaccettabile che, per una volta che si fa una cosa a favore dei consumatori, poi si facciano passi indietro”.
In Italia il mercato del telemarketing e del teleselling conta oltre 2.000 call center e più di 80.000 addetti, per un giro d’affari che supera i 3 miliardi di euro l’anno. Si stima che le chiamate indesiderate siano circa 15 miliardi l’anno.
Secondo i dati dell’AGCOM, tra il 19 e il 30 novembre 2025 sono state bloccate quasi 49,3 milioni di chiamate illecite provenienti da numerazioni mobili italiane contraffatte, con una media di oltre 4 milioni al giorno. A queste si aggiungono circa 10 milioni di chiamate dall’estero con numerazioni italiane falsificate tramite la tecnica dello spoofing.
Attualmente, inoltre, oltre 23 milioni di chiamate indesiderate al giorno provengono da numerazioni con prefisso estero, pari a circa tre quarti del totale delle telefonate moleste. Spesso si tratta di operatori collocati al di fuori dei confini italiani e, di conseguenza, difficilmente perseguibili.
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