L’autunno è appena iniziato e il rischio di dover fare i conti con quotazioni del gas molto elevate nel corso dei prossimi mesi è concreto. Nel frattempo, però, l’Italia ha già raggiunto livelli elevati per quanto riguarda gli stoccaggi, anche se i consumi sono in crescita, a causa dell’utilizzo del gas per la produzione di energia elettrica tramite la termoelettricità. Questi dati emergono da quanto rilevato da Snam e Gie, l’associazione europea dei gestori di rete. Ricordiamo che l'Italia sta lavorando per incrementare i livelli di gas e petrolio nazionali.
Dalle informazioni diffuse la scorsa settimana, l’Italia ha già raggiunto l’85% degli stoccaggi di gas in vista della stagione invernale. Snam, inoltre, ha confermato che l’obiettivo è toccare il 90% entro fine ottobre, in modo da poter affrontare l’inverno in totale sicurezza.
L’Italia guida il settore UE per quanto riguarda gli stoccaggi, almeno in termini di volumi complessivi. Dalle rilevazioni di due settimane fa, infatti, l’UE era ferma al 67,3%, in netto calo rispetto ai dati dello scorso anno (79,6% a inizio settembre).
Per il mercato europeo, quindi, l’autunno-inverno potrebbe essere particolarmente complicato, anche se l’Italia, con gli stoccaggi pieni, potrà affrontare la stagione fredda con maggiore sicurezza, al netto della questione dei costi per i clienti finali.
C’è da considerare anche la questione dei consumi, in netta crescita rispetto allo scorso anno, almeno per quanto riguarda le rilevazioni del mese di agosto. Chiaramente, durante l’estate il gas non viene utilizzato per il riscaldamento ma è l’elemento centrale per il termoelettrico e, quindi, per la produzione di energia elettrica.
Snam ha rilevato una crescita sostenuta dei consumi di gas in Italia, proprio a causa del costante ricorso al termoelettrico, che ha anche un impatto netto sul costo dell’energia elettrica all’ingrosso e, di conseguenza, anche al dettaglio. Per quanto riguarda il mese di agosto, in particolare, le rilevazioni hanno confermato un incremento dei consumi del 15%, per un totale di 3,7 miliardi di metri cubi.
Il contributo del termoelettrico, in questa crescita, è stato determinante. Ad agosto, infatti, i consumi sono aumentati di oltre 600 milioni di metri cubi, pari a un incremento percentuale del 36%. Il dato in questione è legato a due fattori. Il primo è, chiaramente, quello delle alte temperature che hanno caratterizzato il mese di agosto, con valori ben al di sopra della media.
Nello stesso tempo, a causa della siccità, si è registrato un netto calo della produzione dell’idroelettricità. Di conseguenza, il ricorso al termoelettrico per la produzione di energia elettrica tramite gas naturale è stato fondamentale per poter garantire il sostentamento del fabbisogno energetico. Per il mese di settembre, questa necessità non ci dovrebbe essere e i consumi potrebbero calare.