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- Fibra più veloce: capacità fino a 5 volte superiore
- Niente nuovi cavi: sfrutta le infrastrutture già esistenti
- Test riusciti: tecnologia già sperimentata in Cina e Italia
In Cina è stata testata in un ambiente reale una nuova tecnologia per la fibra ottica che consente di quintuplicare la quantità di dati trasmessi utilizzando le infrastrutture esistenti. Questa soluzione combina un utilizzo più ampio dello spettro luminoso con l'aumento dei canali di trasmissione interni al cavo
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La fibra ottica è una tecnologia che ha ancora un elevato potenziale di crescita, non tanto dal lato della copertura quanto da quello tecnico. Dalla Cina infatti arriva una nuova soluzione che promette di raggiungere una velocità di navigazione fino a cinque volte superiore a quella attuale. Nel dettaglio questa soluzione prevede l’utilizzo combinato di tre bande di frequenza e quattro nuclei indipendenti.
L’innovazione cinese sta nel modo in cui la luce viaggia all’interno dei filamenti di vetro che compongono la fibra ottica. Attualmente la maggior parte delle connessioni Internet di tipo commerciale utilizza in contemporanea le bande C e L per la trasmissione dei dati. Gli scienziati sono riusciti a integrare anche la banda S, ottimizzando lo spettro luminoso disponibile senza dover aumentare le dimensioni del cavo. Una tecnologia di questo tipo è potenzialmente in grado di azzerare il problema della congestione della rete.
La banda S per le attuali reti in fibra FTTH (Fiber to the Home) era stata accantonata perché il segnale aveva la tendenza ad affievolirsi sulle lunghe distanze e gli amplificatori tradizionali non riuscivano a ridurre la dispersione dei dati in modo economico. La nuova tecnologia ha permesso di superare questi ostacoli e di incrementare di quasi il 50% la capacità di trasmissione per un singolo nucleo.
La sperimentazione sul campo è avvenuta grazie alla collaborazione tra China Mobile e diversi partner industriali, tra cui Hengtong Optic-Electric. I portavoce del colosso cinese delle telecomunicazioni hanno paragonato la portata di questa innovazione all’allargamento di un'autostrada da due a tre corsie, ma senza dover effettivamente costruire nuove infrastrutture.
La tecnologia cinese all’utilizzo della banda S abbina anche un'innovazione dal punto di vista strutturale. I cavi standard per la fibra ottica prevedono un solo nucleo centrale. Il nuovo sistema, invece, ne integra quattro all’interno dello stesso cavo e ognuno di essi opera in autonomia. Le due soluzioni combinate hanno permesso di aumentare fino a cinque volte la quantità di dati trasmessi.
Un ulteriore potenziamento della fibra ottica è già necessario per sostenere la mole in costante crescita di dati macinati dai grandi data center con l’espandersi dell’intelligenza artificiale. I modelli di AI più avanzati collegano migliaia di processori grafici, che ogni secondo si scambiano costantemente terabit di dati. Nella maggior parte dei casi il limite non è nella potenza dei singoli chip quanto nella velocità con cui riescono a comunicare tra loro.
Il progetto cinese, rispetto ad altri test simili condotti in laboratorio in Giappone, Stati Uniti ed Europa, è quello più avanzato in termini di applicazione reale. Gli esperimenti, infatti, hanno coperto con successo una distanza di circa 35 chilometri di una rete in fibra ottica già esistente nella città di Qingdao, nella provincia orientale dello Shandong.
Open Fiber a marzo ha annunciato di aver testato per la prima volta in Italia la fibra multicore, che si caratterizza per l’utilizzo di quattro differenti canali indipendenti all’interno dello stesso cavo. Il wholesaler di banda ultralarga per questo progetto si è avvalso della collaborazione industriale di Tratos Cavi, che ha realizzato il microcavo, e Heraeus Covantics, fornitore della fibra multicore a quattro canali. L’esperimento si è svolto a Milano e ha previsto un collegamento di oltre 2 chilometri tra i POP (Point of Presence - Punto di Presenza) di Baggio e Galvani.
I principali punti di forza della fibra multicore sono la possibilità di quadruplicare la quantità di dati trasmessi utilizzando le infrastrutture di rete già esistenti, quindi senza dover posare nuovi cavi e allestire nuovi cantieri, e di ridurre drasticamente i consumi energetici. L’utilizzo di un numero inferiore di apparati, infatti, comporta una minore domanda di elettricità e di sistemi di raffreddamento.
"Investire in tecnologie come la fibra multicore significa anticipare l’evoluzione del mercato – ha dichiarato Nicola Grassi, direttore Technology di Open Fiber –. Con questo progetto costruiamo una rete più efficiente, sostenibile e capace di rispondere alla crescita del traffico dati nei prossimi anni".
L'Italia ha recuperato il divario con gli altri Paesi europei in termini di copertura in fibra ottica. La nostra rete è oggi ampiamente diffusa, ma affinché l'Italia possa assumere un ruolo da progonista a livello continentale serve incentivare l'utilizzo di questa tecnologia. Il nostro livello di adozione è molto al di sotto della media europea
La fibra multicore è una nuova tecnologia sperimentata a Milano da Open Fiber che permette di trasmettere il segnale su quattro canali indipendenti contenuti all'interno dello stesso cavo in fibra ottica, sfruttando l'infrastruttura già esistente e quadruplicando la portata senza effettuare nuovi scabi per la posa dei cavi
Secondo i report di Agcom e della Commissione Europea, l'Italia si posiziona tra i paesi leader in Europa per la crescita della banda ultralarga. Nel 2025, il 75% delle connessioni a banda larga registrate nel paese erano superiori ai 100 Mbps. Inoltre il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi nel settore della digitalizzazione, con l'obiettivo di garantire una copertura totale della banda ultralarga entro fine 2026.