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Bonus Elettrodomestici: in arrivo il rinnovo fino al 2027?

Il click-day del Bonus Elettrodomestici ha mostrato una domanda ben superiore alle risorse disponibili, con 300.000 voucher emessi. Governo e associazioni valutano ora un rinnovo fino al 2027, o persino una misura strutturale per sostenere famiglie e produzione UE.

A cura di: Paola Campanelli
A cura di: Esperta di prodotti finanziari, mercati energetici e telefonia
Dopo la laurea in Economia Aziendale e due Master in Copywriting e Comunicazione Digitale, si dedica ora alla scrittura di news specializzate per Segugio.it, oggi parte di Moltiply Group, con cui collabora dal 2014.

linea editoriale Segugio.it
Tempo di lettura 3 minuti
Pubblicato 08/12/2025
tasto rosso con scritta bonus
Bonus Elettrodomestici: boom di richieste e ipotesi di proroga fino al 2027

Il Bonus Elettrodomestici 2025 è stato uno degli incentivi più fortunati degli ultimi anni. La misura, pensata per favorire la sostituzione di elettrodomestici obsoleti con modelli più efficienti e prodotti nell’Unione Europea, ha registrato numeri tali da spingere Governo e associazioni di settore a valutare una sua estensione anche per il 2026 e il 2027. L’ipotesi non è più solo un’idea sul tavolo, ma una possibilità che sta assumendo connotati sempre più concreti.

Una corsa allo sconto superiore alle attese

Il bonus, definito la scorsa primavera, è diventato operativo solo a metà novembre. Nel momento dell’apertura delle domande, il sistema è stato travolto da un afflusso di richieste superiore a qualunque previsione. In poche ore sono stati esauriti tutti i fondi disponibili — poco meno di 50 milioni di euro — con l’emissione di circa 300.000 voucher.

Il dato più rilevante riguarda la composizione della platea: circa il 60% dei bonus è stato richiesto da famiglie con ISEE inferiore a 25.000 euro, che dunque avranno accesso allo sconto massimo di 200 euro, anziché ai 100 euro previsti per gli altri nuclei familiari.

L’impatto sociale della misura è evidente: una larga fetta dei beneficiari appartiene a fasce economicamente fragili, spesso con elettrodomestici molto datati e ad alto consumo. La possibilità di sostituirli con modelli più efficienti, grazie a uno sconto immediato in fattura, ha rappresentato per molti un’occasione preziosa.

Voucher da convertire in tempi stretti

Una peculiarità della misura è la tempistica: i voucher emessi devono essere convertiti in bonus entro 15 giorni. Chi non effettua l’acquisto entro questo limite perde la possibilità di utilizzare lo sconto, che viene automaticamente riassegnato a chi è rimasto fuori dal primo click-day. Lo scorrimento della graduatoria segue rigorosamente l’ordine cronologico delle domande.

Questa caratteristica, se da un lato garantisce il pieno utilizzo delle risorse stanziate, dall’altro conferma quanto sia elevata la pressione sulla misura: la domanda è talmente ampia che ogni voucher non utilizzato viene immediatamente ricollocato.

Perché si parla già di rinnovo

L’effetto “tutto esaurito” non è passato inosservato. L’associazione dei produttori Applia, che rappresenta i principali marchi del settore, ha sottolineato come il bonus abbia generato benefici su più fronti: ha sostenuto le famiglie, ha incentivato la sostituzione di apparecchi energivori e ha dato impulso alla produzione europea di elettrodomestici efficienti.

Non sorprende, quindi, che un emendamento alla manovra punti a replicare la misura nel 2026 e nel 2027, mantenendo le sue caratteristiche principali: sconto del 30% sull’acquisto, tetti di 100 o 200 euro, obbligo di rottamazione e requisito della produzione UE.

Riproporre la misura richiederebbe una dotazione simile a quella del 2025 — circa 50 milioni di euro per ciascun anno — con la possibilità di ampliarla se si volesse evitare un esaurimento lampo delle risorse.

L’ipotesi di un bonus strutturale

Oltre alla proroga biennale, si sta facendo strada un’altra ipotesi: quella di trasformare il Bonus Elettrodomestici in una misura strutturale, stabile nel tempo.
L’idea risponde a tre esigenze precise:

  1. energetica: accelerare la sostituzione degli elettrodomestici più vecchi, ancora diffusissimi nelle case italiane per risparmiare sulla luce;
  2. ambientale: ridurre i consumi e, conseguentemente, le emissioni legate al comparto domestico;
  3. industriale: sostenere il mercato europeo degli elettrodomestici di fascia alta, un settore in cui l’Italia e vari Paesi UE giocano un ruolo importante.

Una misura ricorrente eviterebbe i problemi tipici dei click-day, permetterebbe una pianificazione pluriennale alle famiglie e darebbe maggiore stabilità alla domanda interna, con ricadute positive sulla filiera.

Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma la direzione appare tracciata: l’enorme adesione registrata nel 2025 ha mostrato che la domanda reale è molto più vasta dei fondi disponibili. Questo aumenterà la pressione politica affinché il bonus venga riproposto.

Il verdetto finale dipenderà dalla manovra di bilancio e dalla capacità di trovare le coperture necessarie. Il Bonus Elettrodomestici ha intercettato un bisogno concreto e diffuso, e ha restituito un messaggio preciso: le famiglie sono pronte a investire in apparecchi più efficienti, purché l’incentivo sia semplice, accessibile e sufficientemente sostenuto da risorse adeguate.

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Parole chiave

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