La crisi energetica è uno dei temi di maggiore attualità in Europa, in questo momento. Anche l’Italia deve fare i conti con il caro energia che si traduce in prezzi elevati di luce e gas oltre che in una forte crescita del costo del carburante.
In queste settimane, il dialogo tra il Governo italiano e l’Europa è stato costante, per via della necessità di individuare le soluzioni giuste per contrastare il possibile aumento delle bollette (e i suoi effetti sull’economia) pur mantenendo in ordine i conti. Ricordiamo che l'Italia punta a incrementare la quota nazionale di gas e petrolio per contrastare l'aumento dei prezzi.
Come anticipato la settimana scorsa dal Ministro dell’economia, Giorgetti, l’Italia, da tempo, ha spinto per una deroga al Patto di stabilità legata al problema del caro energia che sta mettendo a dura prova famiglie e imprese.
Nel corso degli ultimi mesi, soprattutto a causa della guerra in Iran, il costo dell’energia all’ingrosso è schizzato verso l’alto, con quotazioni che oggi sono tornate ai livelli di inizio 2023, per quanto riguarda gli indici PUN e PSV che regolano il mercato all’ingrosso di luce e gas, rispettivamente, in Italia.
Per poter definire nuovi aiuti in bolletta, anche in considerazione dell’impatto sul bilancio dei provvedimenti già attuati (come il ripetuto taglio alle accise), per l’Italia è necessaria una maggiore flessibilità finanziaria.
Il Governo ha già avviato l'iter per attivare la flessibilità del Patto di stabilità sulle spese per l'energia, per un margine massimo pari allo 0,6% del PIL nel triennio 2026-2028. La situazione è delicata in quanto, come confermato da Istat, il deficit resta al 3,1% del PIL.
Questo dato rimanda l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo che dovrebbe avvenire soltanto nel corso del 2027. La situazione andrà monitorata nel corso del prossimo futuro. I conti pubblici sono un problema e limitano i margini di azione del Governo che si prepara ad affrontare un autunno-inverno potenzialmente molto complicato per via del caro energia.
Nel corso dei prossimi mesi, il Governo dovrebbe definire una nuova strategia per contrastare la crisi energetica, nella speranza che le quotazioni non continuino a salire e che arrivino buone notizie dal Medio Oriente dove la chiusura dello Stretto di Hormuz sta contribuendo all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche.
Le opzioni sul tavolo sono diverse. Per quanto riguarda le bollette, ad esempio, non si può escludere un potenziamento delle misure di sostegno per le famiglie (con un nuovo bonus extra da corrispondere come sconto sulle bollette) e per le imprese (con aiuti fiscali per compensare l’aumento della spesa energetica).