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TIM e Fastweb + Vodafone si alleano: un piano per le torri 5G

Fastweb + Vodafone e TIM hanno annunciato la nascita di una joint venture per la realizzazione di 6.000 nuove torri in tutto il Paese allo scopo di accelerare lo sviluppo delle reti 5G. La notizia non è piaciuta a INWIT, che ora minaccia di portare in tribunale l'azienda guidata da Walter Renna

Matteo Testa
A cura di Matteo Testa
mano di donna usa smartphone con città moderna sfocata come sfondo
Joint venture tra Fastweb + Vodafone e TIM per nuove torri

⏰In 30 secondi:

  • L'accordo prevede la costruzione di nuova 6.000 antenne 5G
  • INWIT ritiene che l'accordo violi i contratti MSA in corso
  • Swisscom e INWIT minacciano di passare alle vie legali

TIM e Fastweb + Vodafone hanno annunciato un’intesa per ampliare le infrastrutture di rete in Italia e accelerare lo sviluppo del 5G. L’accordo non vincolante, che permette ai due operatori di suddividere gli elevati investimenti necessari nell’implementazione del più recente standard per la telefonia mobile, prevede la realizzazione e gestione di nuove torri, con l’obiettivo di arrivare a 6.000 siti su tutto il territorio nazionale.

Nei mesi scorsi i due operatori avevano già annunciato un accordo per lo sviluppo del 5G nei piccoli Comuni.

Fastweb + Vodafone con TIM: in cosa consiste il progetto

Il progetto prevede per prima cosa la creazione di una joint venture con partecipazione paritetica tra Fastweb + Vodafone e TIM. Successivamente le due aziende valuteranno l’eventuale ingresso di investitori terzi, allo scopo di ottimizzare la struttura finanziaria della nuova realtà. Le nuove torri verranno messe a disposizione anche per altri operatori tramite un modello di accesso aperto. Tale strategia è finalizzata a favorire l’utilizzo condiviso delle infrastrutture passive ed evitare duplicazioni, soprattutto nelle Aree Bianche dove è più complesso portare la copertura in 5G e i costi sono meno sostenibili.

Le due telco agiranno come “anchor tenants”, ovvero saranno i principali utenti delle nuove infrastrutture, stipulando accordi di lungo periodo per l’utilizzo delle torri a condizioni di mercato. Il piano si svilupperà nell’arco di diversi anni. La joint venture tra i due operatori è comunque condizionata dall’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

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INWIT parte all’attacco contro la joint venture

A seguito dell’annuncio dell’accordo tra TIM e Fastweb + Vodafone per la costruzione di nuove torri per la telefonia mobile, il titolo in borsa di INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.) è crollato. Il tower operator ha in essere dei contratti MSA (Master Service Agreement) a lungo termine con i due operatori per l’utilizzo delle torri. L’impatto negativo sulle quotazioni di INWIT è dovuto alla possibilità di revisione di questi accordi o di uscita delle due telco.

Il Cda dell’azienda attiva nel settore delle infrastrutture per telecomunicazioni si è quindi riunito proprio per valutare i rapporti con i suoi anchor tenants, ovvero TIM e Fastweb S.p.A – società del gruppo Swisscom che ha ereditato il contratto con INWIT da Vodafone Italia S.p.A a seguito dell’acquisizione di quest’ultima e l’incorporazione in Fastweb divenuta ufficiale il primo gennaio 2026.

INWIT ha quindi diffuso una nota in cui precisa che il patto tra TIM e Fastweb + Vodafone violerebbe i contratti sottoscritti con i suoi anchor tenants e sottolinea di aver “suo malgrado” constatato una maggiore conflittualità da parte loro nei suoi confronti. L’azienda in particolare cita alcune recenti dichiarazioni di Swisscom sulla possibile cessazione anticipata degli effetti del contratto MSA, ma anche le accuse da parte di TIM di un “preteso inadempimento del MSA”.

Da qui, secondo INWIT, nasce l’accordo per una joint venture tra Fastweb e TIM per le nuove torri che è frutto della “volontà di queste ultime di ottenere una squilibrata e ingiustificata revisione degli originari termini dei due MSA a suo tempo sottoscritti”.

Tale progetto, spiega INWIT, sarebbe “in evidente contrasto con gli MSA”. L’azienda quindi rimanda al mittente tutte le eccezioni avanzate a vario titolo dagli anchor tenants in merito a durata ed esecuzione di tali contratti. Il tower operator ricorda che si tratta di accordi a lungo termine e che rientrano in una operazione unica e inscindibile completata nel 2020 che ha comportato da parte sua un investimento iniziale di circa 10 miliardi di euro per l’acquisto dell’infrastruttura detenuta all’epoca da TIM e Vodafone Italia S.p.A., poi incorporata in Fastweb.

INWIT inoltre ricorda che la struttura degli MSA si basa su un modello di business che è “standard per il settore a livello globale” e che assicurerebbe la “generazione di valore economico e industriale per tutte le parti coinvolte, garantendo la massima efficienza ai propri clienti anche grazie all’ottimizzazione del costo del capitale e all’elevata specializzazione industriale”.

Infine, INWIT ritiene che debba essergli attribuita la qualifica di fornitore privilegiato della joint venture tra TIM e Fastweb + Vodafone, impedendo quindi di fatto la possibilità per i due operatori di affidare a terzi la realizzazione di nuovi siti senza che il tower operator possa esercitare il proprio diritto di prelazione. INWIT alla luce dell’accordo per la joint venture si sarebbe poi vista costretta a rivedere al ribasso le stime per il periodo 2026-2030.

Swisscom e INWIT passano alle vie legali

La questione alla fine sembra si risolverà nelle aule di tribunale. Swisscom il 25 marzo in una nota ha annunciato che Fastweb + Vodafone ha notificato la disdetta dei contratti MSA con INWITnel pieno rispetto delle disposizioni contrattuali. In conformità al periodo di preavviso previsto dal contratto, l’MSA avrà termine formalmente alla fine di marzo 2028”. La telco avvierà quindi le trattative “per definire un piano di migrazione pluriennale in linea con le disposizioni dell’MSA al fine di garantire la continuità operativa fino a marzo 2028 e oltre tale data”. Swisscom cita poi la joint venture con TIM, affermando che “il piano di migrazione si baserà su accordi con fornitori terzi di infrastrutture passive e su iniziative che vedono la partecipazione di Fastweb + Vodafone”.

La decisione di porre termine all’MSA deriva dalla constatazione che i costi dei servizi di INWIT non risultano in linea con i benchmark di mercato, – si legge nella nota – nonché dalla mancata disponibilità della società ad avviare un confronto formale volto al loro allineamento”. In sostanza i prezzi applicati da INWIT non consentirebbero alla telco di effettuare gli investimenti necessari ad offrire servizi di telefonia mobile di alta qualità e sostenere la digitalizzazione del Paese tramite lo sviluppo del 5G.

Fastweb + Vodafone - conclude il colosso delle telecomunicazioni svizzero - conferma che tutte le azioni intraprese sono pienamente conformi all’MSA, compreso il diritto di recedere dall’accordo con un preavviso di due anni, e con decorrenza da marzo 2028. A seguito del cambio di controllo avvenuto a dicembre 2020 (di cui è fornita una definizione inequivocabile nell’MSA), INWIT non ha esercitato la sua opzione per prolungare la durata dell’MSA, perciò rimane valida la scadenza inizialmente pattuita”.

Ovviamente non poteva mancare la replica di INWIT, che ritiene il mancato rinnovo dei contratti da parte di Fastweb + Vodafoneprivo di fondamento giuridico e come tale sarà impugnato in ogni sede competente”. L’azienda nata dallo spin-off del ramo torri di Telecom Italia quindi “provvederà a richiedere con effetto immediato al Tribunale di Milano un provvedimento cautelare per inibire gli effetti della disdetta”.

INWIT descrive come “infondate e pretestuose” le tesi sostenute da Swisscom e poi non solo afferma che “i canoni sono più bassi della media europea” ma anche di aver “proposto prima arbitrato e poi negoziazione assistita che gli svizzeri non hanno accettato”.

Dopo le parole si passa quindi ai fatti. “Alla luce delle ripetute dichiarazioni di INWIT secondo cui l’attuale MSA ha durata fino al 2038, Fastweb + Vodafone ha promosso un’azione legale nelle sedi competenti per far valere il proprio diritto contrattuale a porre fine all’accordo”, si legge nella nota dell’azienda guidata dal Walter Renna.

INWIT, invece, dal canto suo in un comunicato afferma che “qualsiasi tentativo di risolvere anticipatamente il contratto deve ritenersi pretestuoso e finalizzato esercitare indebite pressioni su INWIT volte a una rinegoziazione dei termini del MSA. A fronte di tali iniziative, INWIT ha dato mandato ai propri legali di agire in ogni sede competente, anche cautelare, per la piena tutela degli interessi propri e di tutti gli stakeholders”.

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