Smart Home in Italia: la fotografia delle case intelligenti nel 2026
Le smart home sono ormai una realtà consolidata nel contesto italiano. Lo dimostra la crescita marcata del settore della domotica, testimoniata dai numeri di una recente ricerca del Politecnico di Milano. Scopriamo allora come sono le case intelligenti del 2026.
Il termine domotica, ormai, è diventato di uso comune anche nei contesti domestici. L’utilizzo di dispositivi definiti “intelligenti”, capaci di reagire sia ai comandi dell’utente che al verificarsi di determinate condizioni ambientali, riguarda una larga parte di pubblico.
Avere una casa smart non significa solo possedere lampadine intelligenti, termostati comandabili dal telefono o speaker dotati di comandi vocali. Nel 2026, la domotica riguarda soprattutto aspetti come sicurezza, comfort ed efficienza energetica.
Facciamo allora il punto della situazione partendo dai risultati di una ricerca portata avanti dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano.
Stando ai dati del report redatto dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, nel 2023 il mercato della domotica in Italia muoveva cifre superiori ai 900 milioni di euro, segnando uno sviluppo costante rispetto agli anni precedenti. Una crescita che viene descritta al meglio dai numeri. Nel periodo 2020-2025, ad esempio, si è notato che:
il 59% degli intervistati (6 italiani su 10) possedeva almeno un dispositivo smart in casa, rispetto al 42% dei cinque anni precedenti;
l’80% delle grandi aziende manifatturiere ha implementato una soluzione di Industrial IoT, rispetto al 66% del 2019;
il 65% dei comuni italiani ha avviato un progetto Smart City, mentre cinque anni fa questa percentuale era pari al 42%.
Si comprende quindi come si stia parlando di una tematica sempre più centrale sia dal punto di vista economico che da quello sociale. Ecco perché è utile chiedersi come sia, oggi, una casa intelligente.
Una cosiddetta casa intelligente, nel 2026, appare come un sistema interconnesso di differenti tecnologie, in grado di comunicare tra loro in maniera armonica. Negli ecosistemi più complessi possono interagire:
termostati intelligenti - per la regolazione e l'ottimizzazione automatizzata della temperatura di casa;
illuminazione connessa - per il controllo a distanza, la programmazione e la personalizzazione di luci e ambienti;
serrature smart - per la gestione degli accessi in sicurezza direttamente dallo smartphone.
sensori di sicurezza (acqua e fumo) - per il monitoraggio costante e l'invio immediato di allarmi in caso di fughe o emergenze;
tapparelle e tende automatizzate - per l'apertura e la chiusura programmata o integrata con gli scenari domotici;
sistemi di videosorveglianza da remoto - per il controllo in tempo reale degli spazi interni ed esterni ovunque ci si trovi.
In che modo le smart home migliorano l’efficienza energetica?
Il binomio tra smart home e risparmio energetico è ben documentato. La domotica, infatti, incide in maniera evidente sull’efficienza energetica delle abitazioni. Le applicazioni sono diverse:
regolazione termica multizona - gestisce la temperatura stanza per stanza, evitando sprechi negli ambienti inutilizzati;
taglio dei consumi - spegne automaticamente i dispositivi in stand-by per ridurre i costi in bolletta;
monitoraggio dei consumi - traccia l'uso dell'energia in tempo reale e segnala subito eventuali anomalie o guasti;
integrazione con fotovoltaico e accumulo - ottimizza l'uso dell'energia solare e delle batterie per massimizzare l'autoconsumo.
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