⏰In 30 secondi:
- Smart home: la domotica aiuta a ridurre consumi e bollette
- IA: dispositivi intelligenti ottimizzano l'energia in casa
- Risparmio: cresce l'interesse per efficienza e comunità energetiche
Con l'aumento dei costi energetici e la crescente necessità di ridurre le emissioni di anidride carbonica, le tecnologie di domotica offrono non solo comfort e sicurezza, ma anche un'opportunità concreta per ottimizzare i consumi e abbattere le bollette.
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Negli ultimi anni il concetto di smart home ha guadagnato sempre più attenzione, non solo per il comfort che offre, ma anche per il suo potenziale nel risparmio energetico. Con l'aumento dei costi energetici e l'urgente necessità di ridurre le emissioni di CO2, la domotica rappresenta una soluzione innovativa per ottimizzare i consumi domestici. Utilizzando tecnologie intelligenti, le abitazioni possono diventare più efficienti, contribuendo così a ridurre le bollette.
Il mercato della smart home in Italia continua a crescere: nel 2025 ha toccato per la prima volta quota 1 miliardo di euro, con un incremento dell'11% rispetto al 2024. Questa crescita è in linea con i principali mercati europei, dove l’aumento varia tra l'8% e il 12%. Nonostante ciò, la spesa pro-capite italiana rimane inferiore alla media UE, con 16,9 euro per abitante contro 34,2.
Secondo l'Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, il mercato è trainato soprattutto dalle soluzioni per la sicurezza, che rappresentano il 30% del valore totale, raggiungendo 305 milioni di euro. Le videocamere, i sensori per porte e finestre e le serrature connesse stanno diventando sempre più popolari, registrando un incremento del 22%. Gli elettrodomestici connessi seguono, generando 195 milioni di euro (20%), mentre i dispositivi dedicati al risparmio energetico coprono il 14% del mercato, pari a 142 milioni di euro.
La domotica integra diversi dispositivi e sistemi per automatizzare e controllare vari aspetti della casa, come l'illuminazione, il riscaldamento e gli elettrodomestici. Grazie a sensori e attuatori connessi a internet, gli utenti possono monitorare e gestire i consumi energetici in tempo reale. Ad esempio, i termostati intelligenti possono apprendere le abitudini degli utenti e regolare automaticamente la temperatura, ottimizzando così il riscaldamento e il raffreddamento.
Il 2025 segna una svolta sul fronte dell'offerta, con l'Intelligenza Artificiale (IA) che diventa un elemento centrale nelle soluzioni per la smart home. Questa tecnologia abilita automazione domestica, manutenzione predittiva e ottimizzazione dei consumi energetici. Come afferma Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, "aumenta la consapevolezza dei consumatori, sempre più convinti del valore delle soluzioni per la casa smart".
Un progetto significativo in questo contesto è il progetto europeo EU-DREAM, coordinato dall'Università di Porto e supportato da ENEA. Questo progetto mira a sviluppare un sistema basato su un'interfaccia conversazionale in grado di interagire direttamente con il sistema energetico domestico. Amedeo Buonanno, ricercatore del Laboratorio ENEA Smart grid, spiega che "l'intelligenza artificiale conversazionale permetterà di guidare i consumatori verso scelte più consapevoli in campo energetico, con benefici concreti in termini di riduzione di consumi e costi in bolletta".
Un'altra applicazione interessante di queste tecnologie è nelle comunità energetiche rinnovabili (CER). I membri di queste comunità possono utilizzare il sistema conversazionale per avere una visione chiara dell'andamento dell'autoconsumo collettivo. La trasparenza è fondamentale per ottimizzare il consumo energetico e migliorare l'efficienza complessiva della comunità.
Guardando al futuro, l'interesse dei consumatori verso applicazioni in grado di migliorare l’efficienza energetica e il comfort abitativo resta elevato. Il 71% degli utenti è interessato a soluzioni per ottimizzare i consumi energetici della propria abitazione. Bonus e incentivi per la smart home potrebbero giocare un ruolo determinante, contribuendo a una riduzione dei consumi energetici annuali compresa tra 2.600 e 3.100 GWh su scala nazionale.
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