⏰In 30 secondi:
- Energia più cara: imprese italiane sopra la media UE
- Colpa del gas: mix energetico ancora troppo dipendente
- Mercato isolato: poche interconnessioni con l’Europa
Il prezzo dell'energia pagato dalle imprese italiane è il più caro d'Europa. Un primato non certo invidiabile, dovuto soprattutto alla composizione del mix energetico, in gran parte dipendente dal gas. Inoltre, il nostro mercato appare piuttosto isolato.
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Che la situazione energetica italiana non fosse delle migliori lo si era capito da tempo. L’ennesima conferma arriva dal report REPowerEU – 4 anni dopo, pubblicato dalla Commissione Europea per stabilire quale sia il grado di indipendenza energetica dei Paesi membri. Il nostro Paese si segnala per l’elevato prezzo dell’elettricità per le imprese, il più alto di tutto il Continente.
I numeri parlano chiaro: nel 2025, il prezzo dell’elettricità all’ingrosso per le imprese italiane è stato pari a 116 €/MWh, contro una media europea di 85 €/MWh. Il dato è ancora peggiore se ci si concentra sulla prima parte dello scorso anno, quando il valore era schizzato a 203 €/MWh, contro la media europea di 164 €/MWh.
Il report della Commissione Europea si spinge a cercare i fattori di questa differenza così marcata. La causa è da ricercare nel ruolo dominante del gas naturale, che nel nostro Paese è largamente utilizzato per produrre energia. Il prezzo del metano si ripercuote perciò su quello della luce, influenzandone il costo anche nelle ore durante le quali le fonti rinnovabili registrano massimi di produzione. L’effetto principale di questa configurazione è una vulnerabilità ai picchi di prezzo, soprattutto nei periodi di punta della domanda.
Guardando al 2026, la situazione non è certo migliorata. Le misure di compensazione introdotte dal Governo (alcune delle quali incluse nel Decreto Bollette 2026) sono di tipo emergenziale, non strutturale. Altri Paesi europei, come Francia e Spagna, si affidano a nucleare e rinnovabili per la produzione di energia, e perciò registrano aumenti limitati. Sebbene sia giusto dire che l’intero Continente è in una situazione di fragilità, visto che l’Europa è il primo importatore al mondo di GNL (gas naturale liquefatto).
La struttura del mix energetico italiano è ancora particolarmente soggetta al volere dei mercati. Nel 2024, i combustibili fossili coprivano l’80% del fabbisogno complessivo italiano: 39% gas, 34% petrolio. Guardando solo all’elettricità, si scopre che nel 2025 gas e fonti simili hanno soddisfatto il 52% della domanda.
Se il gas è così dominante, vuol dire che le rinnovabili stentano. I dati dicono che, nel complesso, le fonti green nel 2025 hanno coperto il 47,7% della produzione energetica, risultato di poco sopra la media europea (ferma al 47%). Il problema è che questo dato riguarda solo la generazione di energia. Considerando il totale dei consumi nazionali – riscaldamento, trasporti, lavorazioni industriali – la quota delle energie pulite scende al 20%, mentre il resto viene coperto dai combustibili fossili. La strada verso gli obiettivi 2030 stabiliti dall’Unione Europea in tema di rinnovabili, insomma, è ancora lunga.
Oltre a essere fortemente legato all’andamento delle quotazioni del gas, il nostro mercato energetico appare poco interconnesso con i Paesi confinanti. Il livello di interazione è del 5,13%, ben lontano dal target del 15% fissato per il 2030.
Riuscire a sviluppare un tasso di interconnessione più alto permette di ottenere, nelle ore di punta, un'elettricità tendenzialmente più economica, riducendo la dipendenza dal gas. Per centrare gli obiettivi prefissati, però, servirebbero ingenti investimenti nelle infrastrutture di trasmissione.
Su questi temi, imprese e utenti hanno poca voce in capitolo. Per ridurre le bollette, però, è possibile visionare le migliori offerte luce e gas delle nostre aziende partner.
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La bella stagione è già alle porte: per non farsi cogliere impreparati, è bene individuare comportamenti di consumo che possono ridurre gli sprechi e alleggerire le bollette. Ulteriori risparmi derivano dalla scelta dell'offerta più vicina alle proprie necessità.
Nonostante il periodo di instabilità, i fornitori di luce e gas vogliono lanciare un segnale introducendo nuove offerte a prezzo bloccato. Queste soluzioni rappresentano alternative alle classiche a costo variabile, legate maggiormente alla volatilità dei mercati.