⏰ In 30 secondi:
- La crisi energetica pesa per 11,6 miliardi su famiglie e imprese italiane.
- Carburanti e bollette in aumento colpiscono soprattutto le piccole imprese.
- Il Governo prepara nuovi aiuti per ridurre la dipendenza energetica dall'estero.
Cittadini e imprese, soprattutto quelle di minori dimensioni, si ritrovano a fronteggiare una crisi energetica che va avanti ormai da mesi. I dati parlano di costi sostenuti per quasi 12 miliardi di euro, in uno scenario di forte incertezza per il futuro.
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Solo pochi giorni fa, le rilevazioni Nomisma Energia annunciavano stangate in bolletta per le imprese, con aumenti complessivi del 54% rispetto all’anno precedente, stimabili in circa 572mila euro.
A rincarare la dose arrivano le analisi effettuate da Cna Trentino-Alto Adige, che approfondisce i numeri di quella che appare come una vera e propria ondata di rialzi alla quale è difficile ribattere.
L’analisi di Cna Trentino-Alto Adige parte dagli effetti della guerra tra Stati Uniti e Iran, che si trascina ormai da mesi e destabilizza l’economia globale. In circa sei mesi di conflitto, il costo sostenuto dall’Italia è di quasi 12 miliardi di euro: “Tra il primo marzo e il 31 agosto, il maggior esborso per carburanti, energia elettrica e gas è stimato in circa 11,6 miliardi di euro rispetto ai livelli precedenti all'esplosione della crisi. Un conto che grava sulle famiglie e sulle imprese e che per oltre la metà è riconducibile alla mobilità”.
Spostare merci e persone diventa perciò sempre più caro, con spese per quasi 6 miliardi di euro dovute solo all’aumento di benzina e gasolio. A luglio, in particolare, è stato rilevato che:
Per Cna, l’impatto sulle imprese è notevole: “Per le piccole imprese l'impatto è pesante, perché hanno minori possibilità rispetto alle grandi aziende di proteggersi dalle oscillazioni dei mercati energetici, una minore capacità contrattuale negli acquisti e maggiori difficoltà a trasferire gli aumenti dei costi sui prezzi finali”.
I carburanti rincarano e le bollette della luce fanno altrettanto. Nel semestre preso in esame, nonostante gli stoccaggi di gas siano quasi pieni, l’esborso supplementare richiesto per pagare le fatture elettriche è stato di circa 3,7 miliardi di euro.
Cna, a questo proposito, spiega: “I dati mostrano che lo shock dei prezzi non si è accompagnato a una contrazione della domanda. A luglio il fabbisogno elettrico italiano ha raggiunto il massimo storico, 32,5 TWh, in aumento dell’8,3% rispetto a luglio 2025. Le quotazioni sul mercato elettrico continuano a mostrare valori molto elevati anche nella seconda parte di agosto. A completare il conto è il gas consumato da famiglie e imprese. Cna stima un maggiore costo di 2-2,2 miliardi di euro”.
Per attenuare gli effetti dello shock energetico, il Governo è intervenuto in vari modi. Secondo Cna, al momento, sarebbero stati investiti oltre 2,3 miliardi di euro tra riduzione di accise, crediti d’imposta e altre misure. Le operazioni a sostegno della collettività non sono destinate a terminare, visto che è allo studio un pacchetto di agevolazioni da 14 miliardi di euro. Si tratterà, però, di soluzioni destinate a ridurre la dipendenza dal gas estero nel lungo termine, piuttosto che a ribassare immediatamente prezzi e tariffe.
Lo Stretto di Hormuz è meno chiuso di quanto possa sembrare. I flussi petroliferi sarebbero tornati quasi ai livelli precedenti al conflitto tra Iran e Stati Uniti. La domanda, allora, è perché i prezzi di carburanti e gas rimangono ancora così elevati.
Una recente indagine CNA testimonia tutta la difficoltà delle imprese italiane nel far fronte alla crisi energetica attuale. Nei casi peggiori, gli aumenti registrati arrivano a essere superiori al 20%, il che porta a una evidente riduzione della competitività.
Il prezzo della luce è alto per via di numerosi motivi. Secondo il presidente ARERA, Nicola Dell’Acqua, bisognerebbe intervenire sulle distorsioni del mercato, sulla dipendenza dal metano e sulla lenta attuazione del Pniec, che limita la transizione energetica.
L’inflazione sale al 3,3% ad agosto 2026, dal 2,9% di luglio, spinta soprattutto dall’accelerazione dei prezzi energetici. Gli energetici crescono del 17% su base annua, mentre benzina, diesel e bollette restano sotto pressione. L’inflazione di fondo rallenta invece all’1,5%, segnalando che il nuovo aumento dei prezzi è concentrato soprattutto sull’energia. Per le famiglie, settembre diventa quindi un mese chiave per controllare consumi e contratti.
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