⏰ In 30 secondi:
- UE: Italia promossa sulla fibra, ma in ritardo su IA e 5G Standalone
- PMI: scarsa adozione dell'IA frena innovazione e produttività
- Obiettivo: accelerare lo sviluppo del 5G SA e la trasformazione digitale
La digitalizzazione dell'Italia procede bene ma ci sono alcuni ritardi, come evidenziato dalla Commissione europea. Il Paese deve fare i conti con un ritardo nello sviluppo della rete 5G e anche con la diffusione dell'intelligenza artificiale per la crescita economica.
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L’Italia sta avviando una profonda trasformazione digitale. In questi ultimi anni, infatti, il Paese ha registrato tante novità, evidenziando anche una sostanziale crescita della copertura in fibra ottica, elemento essenziale per incrementare la competitività del Paese.
In ottica futura, però, restano ancora diversi aspetti da evidenziare e chiarire. La crescita economica dell’Italia, infatti, è legata anche alla necessità di digitalizzare il Paese, andando a realizzare investimenti importanti su intelligenza artificiale e 5G.
A chiarire la situazione è stato l’Eurobarometro del decennio digitale al 2030, rapporto della Commissione UE che ha analizzato vari aspetti dell’economia italiana, con un focus sulla digitalizzazione.
Il rapporto della Commissione Europea ha evidenziato anche alcuni elementi positivi. In particolare, lo studio ha chiarito come il Paese abbia compiuto importanti passi in avanti in termini di digitalizzazione, soprattutto per quanto riguarda la rete in fibra ottica.
Quello dell’intelligenza artificiale è uno dei grandi temi dell’attualità e, in particolare, rappresenta un elemento centrale per la crescita economica, essendo uno strumento in grado di poter fare la differenza.
Secondo la Commissione UE, però, l’Italia è ancora indietro per quanto riguarda l’intelligenza artificiale. Il problema è legato, principalmente, alle PMI dove le nuove tecnologie IA non rientrano ancora nei modelli di business.
Questo trend si traduce in un impatto negativo sulla produttività e andrà affrontato per poter risolvere la criticità e gettare le basi per una crescita importante nel corso dei prossimi anni, sfruttando appieno le risorse dell’IA.
Un altro tema di grande rilevanza che viene incluso dalla Commissione UE nel rapporto è quello del 5G in Italia. In particolare, il rapporto si concentra sulla diffusione del 5G Standalone (SA)che risulta essere in netto ritardo, in questo momento.
Attualmente, in Italia, la copertura del 5G è più che buona e risulta essere superiore alla media UE. Si tratta di un dato sicuramente positivo e che conferma lo stato avanzato di sviluppo dell’infrastruttura.
C’è, però, una criticità enorme da affrontare. La rete 5G si basa, principalmente, su architettura non standalone (NSA), realizzata partendo dalle già esistenti reti 4G e in grado di offrire prestazioni meno avanzate rispetto alle potenzialità del 5G.
Per un salto di qualità, infatti, servirà potenziare la rete 5G Standalone. Nel rapporto viene evidenziato che:
“L’Italia attualmente non dispone di stazioni base 5G standalone (SA) e pertanto è in ritardo rispetto alla media UE del 20,9%. Le principali licenze per lo spettro (800 MHz, 900 MHz, 1,5 GHz, 1,8 GHz, 2,1 GHz, 2,6 GHz, 3,4-3,8 GHz) scadranno nel 2029. La transizione al 5G SA sta emergendo solo ora come nuova priorità politica.”.
Per colmare il gap, quindi, sarà fondamentale accelerare il programma di sviluppo per il 5G Standalone dal punto di vista normativo, in modo da poter consentire agli operatori del settore di potenziare l’infrastruttura nel corso dei prossimi anni.
Dal punto di vista commerciale, il 5G è già facilmente accessibile ai consumatori (anche se principalmente in versione NSA). Per scoprire le offerte è sufficiente consultare il comparatore di Segugio.it, accessibile tramite il box qui di sotto. Con pochi euro al mese è possibile accedere a tanti Giga in 5G per navigare ad alta velocità.
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