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Internet via satellite, superati i 500 Mbps: il test che riapre la sfida alla fibra

I test su Internet satellitare gestiti da Fastweb e Telespazio in Lombardia hanno raggiunto picchi superiori a 500 Mbps. Questa tecnologia adotta il satellite come ponte di collegamento per servire interi Paesi e aree montane, affiancando la fibra ottica dove risulta difficile posare i cavi terrestri

Matteo Testa
A cura di Matteo Testa

Esperto di telefonia e telecomuncazioni

internet satellitare
Sperimentata in Lombardia una nuova tecnologia che unisce fibra e Internet satellitare
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⏰ In 30 secondi:

  • Superati i 500 Mbps nei test di Internet satellitare condotti in Lombardia.
  • Il satellite integra la fibra nelle aree isolate dove i collegamenti sono più complessi.
  • La tecnologia di backhaul satellitare punta a estendere la banda ultra larga.

La connettività Internet satellitare può diventare il completamento ideale delle reti terrestri, affiancando la fibra ottica nelle aree dove la copertura è più difficoltosa. Questo è quanto dimostrato dalla sperimentazione condotta in Lombardia nell’ambito della Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga.

Il progetto affidato a Fastweb e Telespazio (gruppo Leonardo), con il supporto scientifico dell’Università di Pavia, è stato promosso dal Dipartimento per la Trasformazione digitale insieme a Regione Lombardia e ARIA, l'Azienda Regionale per l'Innovazione e gli Acquisti soggetta a direzione e coordinamento da parte di Palazzo Lombardia.

Come funziona l'architettura di backhauling satellitare

La sperimentazione vede al centro la soluzione proprietaria di backhauling progettata da Telespazio e capace di aggregare più collegamenti satellitari, in modo da condividere la capacità della rete tra più utenze per coprire un’intera area piuttosto che raggiungere un singolo cliente. La particolarità di questo progetto sta nel fatto che il satellite non viene utilizzato per fornire direttamente connettività Internet alle abitazioni, ma funziona come collegamento di trasporto tra le reti locali e le infrastrutture nazionali in rame, fibra FTTH (Fiber to the Home) e FWA (Fixed Wireless Access).

Il traffico viene raccolto in punti territoriali e poi trasportato tramite l’infrastruttura di rete fissa di Fastweb verso il sistema satellitare di Telespazio fino al nodo di aggregazione di Milano Caldera, da cui viene infine instradato dagli operatori verso Internet.

La sperimentazione ha interessato 10 punti di raccolta e 39 configurazioni di “borgo virtuale” con dispositivi capaci di riprodurre il traffico di una comunità complessa. Il programma di test si è articolato su 60 giorni e ha simulato fino a 100 utenti collegati a Internet simultaneamente per attività come navigazione web, videoconferenze, streaming, servizi cloud e telefonia VoIP (Voice over IP).

L’analisi preliminare ha registrato una velocità compresa tra 216,4 e 515,8 Mbps in download e tra 33,7 e 91,9 Mbps in upload, nelle configurazioni sottoposte a prova. Le prestazioni in termini di latenza, ovvero il tempo di risposta della rete, sono risultate in linea di massima sotto le soglie previste.

Il progetto è stato finanziato con 6,5 milioni di euro, di cui 5 milioni messi dal Dipartimento per la Trasformazione digitale e altri 1,5 milioni da Regione Lombardia.

Il ruolo di Starlink e le prospettive future

Nella sperimentazione ha avuto un ruolo anche Starlink, la costellazione satellitare di SpaceX, anche se esclusivamente come fornitore. A tal proposito il sottosegretario all’Innovazione, Alessio Butti, ha voluto sottolineare come l’azienda di Elon Musk “si occupa del trasporto, non del servizio su cui non ha visibilità”. L’obiettivo è quello di rendere possibile l’integrazione di altre costellazioni e fornitori satellitari, evitando una dipendenza eccessiva dal lato strutturale nei confronti di un singolo operatore.

Internet satellitare per il Governo resta una tecnologia complementare alla fibra, come ha tenuto a ribadire Butti: "Naturalmente, proprio la fibra resta la spina dorsale delle nostre infrastrutture digitali, ma il satellite può completarla dove le distanze, la conformazione del territorio e i costi rendono più difficile realizzare i collegamenti terrestri".

La sperimentazione permette di dire che la tecnologia funziona, ma resta da capire quali siano le risorse necessarie e la regolamentazione da applicare per trasformarla in una soluzione industriale per aree montane, piccoli Comuni e territori isolati, dove la posa dei cavi in fibra e la manutenzione delle reti sono nettamente più complesse e costose.

Il prossimo passaggio sarà confrontarsi con gli operatori, proprio per convertire la sperimentazione in Lombardia in un modello tecnico ed economico replicabile. "I risultati sono molto incoraggianti. Ora vogliamo confrontarci con gli operatori per definire le condizioni tecniche ed economiche che consentano di replicare questo modello nel Paese, con requisiti chiari di qualità e sicurezza", ha concluso Butti.

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