⏰ In 30 secondi:
- Il 6G punta a 2,4 miliardi di connessioni nel mondo entro il 2035.
- Reti più intelligenti e integrate con l'IA segneranno l'evoluzione dopo il 5G.
- La diffusione sarà graduale, con 5G e 6G destinati a convivere per anni.
Il 5G non ha ancora raggiunto ovunque la piena maturità, ma il settore delle telecomunicazioni guarda già alla generazione successiva. Il 6G promette di trasformare la connettività entro il 2035, con reti più intelligenti, veloci e integrate con l'intelligenza artificiale.
⏰ In 30 secondi:
Il 6G muove i primi passi, ma la sua diffusione su scala globale è ancora lontana. Secondo le nuove previsioni di GSMA Intelligence, entro il 2035 le connessioni alla rete di nuova generazione potrebbero raggiungere quota 2,4 miliardi. Una cifra significativa, che però non coinciderà con la scomparsa del 5G: nello stesso anno, infatti, quest'ultimo dovrebbe rappresentare ancora circa il 60% delle connessioni mondiali di telefonia mobile.
Il percorso verso il 6G è iniziato ufficialmente nel 2023, quando l'Unione internazionale delle telecomunicazioni ha definito il quadro di riferimento IMT-2030. A febbraio 2026 sono stati inoltre concordati i primi requisiti tecnici, destinati a guidare lo sviluppo dello standard.
Le previsioni indicano una crescita graduale. Alla fine del 2030 si stimano circa 50 milioni di connessioni 6G, pari appena allo 0,5% del totale. Nel 2031 il numero potrebbe salire a 275 milioni, per arrivare a quasi 740 milioni nel 2032. Il superamento del miliardo è previsto nel 2033, con 1,3 miliardi di connessioni, mentre nel 2034 si potrebbe raggiungere quota 1,9 miliardi.
Il 2035 rappresenterà quindi una tappa importante, ma non il punto di arrivo. In quell’anno il 6G dovrebbe coprire circa il 23% delle connessioni mobili globali, mentre il 4G manterrà una quota vicina al 17%.
Secondo lo studio di GSMA Intelligence, la nuova tecnologia non arriverà contemporaneamente in tutti i Paesi. La prima fase di adozione dovrebbe concentrarsi nei mercati più avanzati dell’Asia orientale, del Nord America e in alcune aree europee. Qui la diffusione del 5G, la presenza di ecosistemi tecnologici già sviluppati e la crescente domanda di capacità di rete creeranno le condizioni per un passaggio più rapido.
La Cina avrà un peso decisivo nei numeri globali, anche per le dimensioni del suo mercato mobile. Entro il 2035, più della metà delle connessioni del Paese potrebbe utilizzare il 6G. Anche altri grandi mercati internazionali potrebbero raggiungere livelli simili.
A livello regionale, il Nord America e l'Asia orientale saranno probabilmente in prima fila, con circa la metà delle connessioni già migrate al 6G. L’Europa dovrebbe seguire con una quota vicina al 25%. Nei mercati emergenti, invece, l'adozione potrebbe rimanere sotto il 10%, perché molti operatori saranno ancora impegnati a completare il passaggio dal 4G al 5G.
A spingere l'evoluzione delle reti sarà anche la crescita del traffico dati. GSMA Intelligence prevede un aumento da circa 144 exabyte al mese nel 2025 a 604 exabyte nel 2035: oltre quattro volte tanto.
Il video resterà la principale fonte di consumo, ma aumenteranno anche le applicazioni legate all'intelligenza artificiale, alla realtà estesa e al 5G Fixed Wireless Access. A cambiare sarà soprattutto il comportamento dei dispositivi: fotocamere, sensori e strumenti basati sull’intelligenza artificiale non si limiteranno a ricevere contenuti, ma ne produrranno e trasmetteranno sempre di più.
Questo scenario richiederà reti più efficienti, maggiore capacità e nuove risorse in termini di spettro radio. Secondo le stime GSMA, nei luoghi a maggiore densità abitativa potrebbe servire fino a 2,5 GHz aggiuntivi di spettro in banda media tra il 2035 e il 2040.
Il 6G, però, non sarà soltanto una versione più veloce del 5G. L'obiettivo è trasformare la rete in una piattaforma intelligente, capace di integrare comunicazione, calcolo e automazione. L'intelligenza artificiale potrà essere utilizzata per gestire il traffico, distribuire le risorse, ottimizzare le prestazioni e ridurre i consumi energetici. Un'altra novità sarà rappresentata dall'Integrated Sensing and Communications, o ISAC: i segnali radio potrebbero essere impiegati non solo per trasmettere dati, ma anche per rilevare movimenti, oggetti e caratteristiche dell’ambiente.
Le applicazioni potrebbero riguardare il monitoraggio delle infrastrutture, l'industria, la mobilità autonoma e la gestione delle città. Il vero valore del 6G, quindi, non dipenderà soltanto dalla velocità di download, ma dalla capacità di rendere possibili servizi oggi ancora difficili da realizzare.
Entro il 2035, il 6G sarà entrato stabilmente nel panorama delle telecomunicazioni, ma non sostituirà in modo uniforme le tecnologie precedenti. La prima metà degli anni Trenta sarà caratterizzata dalla coesistenza tra 4G, 5G e 6G, con tempi diversi a seconda dei mercati.
Gli operatori continueranno a investire nella copertura 5G, nelle reti 5G Standalone e nelle funzionalità 5G-Advanced. Il passaggio alla nuova generazione sarà quindi progressivo e selettivo: non una rivoluzione concentrata in un'unica data, ma un’evoluzione distribuita e destinata a cambiare il modo in cui le reti comunicano e interagiscono con il mondo reale.
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