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Frequenze 5G: arriva la proroga gratuita per gli operatori al 2037?

AGCOM sta valutando di prorogare la scadenza delle licenze per le frequenze 5G, passando dal 2029 al 2037. Questo permetterebbe agli operatori di concentrare i fondi su ulteriori investimenti infrastrutturali, invece che su nuove aste. Cosa ne pensa il Governo?

Francesco Ursino
A cura di Francesco Ursino

Esperto di mercati energetici e telefonia

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AGCOM pensa alla proroga delle licenze delle frequenze 5G.

AGCOM potrebbe destinare un gradito regalo di Natale agli operatori telefonici. L’Autorità ha espresso parere favorevole alla proroga delle licenze per le frequenze in 5G. La scadenza originariamente programmata per il 2029 verrebbe così spostata al 31 dicembre 2037. Quali sarebbero le conseguenze di questa iniziativa?

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AGCOM favorevole alla continuità del settore 5G

Le strade proposte da AGCOM per la gestione delle frequenze 5G nei prossimi anni sono sostanzialmente due:

  • il rinnovo delle frequenze in scadenza, senza esborso per gli operatori ma con l’obbligo di investimenti;
  • il rinnovo di larga parte delle frequenze e la messa all’asta del resto.

L'Autorità sembra intenzionata a perseguire la prima strada, così da permettere agli operatori di destinare nuove risorse al potenziamento delle reti, piuttosto che all'aggiudicazione di nuove aste. Un dettaglio non da poco, se si considera che nel 2018 le compagnie hanno speso circa 6,5 miliardi di euro per la gara di aggiudicazione delle frequenze 5G; si tratta di risorse drenate alla realizzazione vera e propria della rete, che perciò è partita in ritardo. L’Autorità, evidentemente, vorrebbe evitare di ripetere la stessa dinamica.

AGCOM ha espresso in un documento le motivazioni che spingerebbero alla proroga: “Dagli esiti della consultazione è emersa una netta preferenza del mercato per l’opzione rinnovo, ritenuta l’unica via per garantire la sostenibilità economico-finanziaria del settore e sostenere gli investimenti necessari per lo sviluppo del 5G standalone. Tale indirizzo risulta inoltre allineato con le recenti best practice europee, che privilegiano l‘estensione dei diritti d’uso in cambio di impegni infrastrutturali rispetto all’espletamento di nuove procedure competitive onerose”.

Quali sono le frequenze coinvolte dalla proroga?

A essere coinvolte sarebbero le frequenze delle bande 800, 900, 1400, 1800, 2100, 2600 e 3400-3600 MHz, oltre che la banda 28 GHz.

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Le opinioni del Governo sulla proroga delle frequenze 5G

Non si è fatta attendere la reazione del Governo, che per ora sembra mantenersi su una posizione di neutralità rispetto alle posizioni espresse da AGCOM. A confermarlo sono le parole del sottosegretario all’innovazione, Alessio Butti, che spiega: “Il rinnovo delle frequenze 5G in scadenza al 2029 non può essere automatico. Tuttavia, lo Stato non deve usare lo spettro come fonte di cassa, a condizione che le TELCO si impegnino in precisi investimenti”.

Si tratta perciò di trovare un equilibrio piuttosto complesso tra le esigenze degli operatori e quelle dello Stato. Precisa Butti: “Sono convinto che l’AGCOM condivida l’approccio regolato. È importante che il tavolo che già sta lavorando arrivi a una conclusione con la massima soddisfazione per tutti. Ora bisogna investire sul futuro, aiutando un settore che oggettivamente ha difficoltà. Dopo le ultime aste, gli operatori non hanno avuto più i fondi e le risorse necessarie per investire nel futuro. Questo è un problema serio”.

Cosa cambia per i clienti finali?

Le grandi manovre destinate all’uso delle frequenze per ora non hanno ripercussioni concrete sull'esperienza dei clienti finali. Certo è che, avendo l'opportunità di poter investire più fondi sullo sviluppo delle reti, gli operatori potrebbero finalmente dare impulso all'impiego del 5G standalone, ovvero delle connessioni ad alta velocità che non prevedono l'impiego di strutture precedentemente utilizzate per il 4G.

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