Gli ultimi dati diffusi da AGCOM dicono che in Italia la fibra ottica FTTH sta crescendo a ritmo costante. Ciò è un bene, visto che la diffusione delle reti internet ad alta velocità rappresenta un pilastro fondamentale dello sviluppo dell’intero Paese. Grazie a un recente intervento di Massimo Sarmi, presidente e amministratore delegato di FiberCop S.p.A., cerchiamo di fare il punto sullo stato di salute dell’infrastruttura di telecomunicazioni italiana.
I numeri della rete internet in Italia
Sarmi pone alcuni punti fermi sullo stato della rete internet in Italia:
- 26 milioni di chilometri di fibra posati;
- circa il 96% dei clienti è collegato con una rete ultra broadband;
- in tutto il territorio nazionale sono presenti 11.000 nodi, che Sarmi definisce “abilitatori dell’infrastruttura che servirà per trasportare i dati, per gestirli e memorizzarli in prossimità”.
L’estensione, però, è solo il primo passo verso una rete che può definirsi realmente di nuova generazione. Sarmi identifica quali saranno le tre direttrici sulle quali dovrà muoversi lo sviluppo: “maggiore potenza, resilienza e sicurezza”. Il perché è presto detto:
- il progresso tecnologico e il sempre maggior uso dei servizi internet da parte di cittadini e imprese portano alla necessità di una rete robusta;
- oltre a essere potente, l’infrastruttura comunicativa deve essere capace di reggere il peso di un traffico elevato per lunghi periodi di tempo, dimostrando perciò elevata resilienza;
- maggior volume di impiego e maggior numero di utenti connessi portano alla necessità di garantire una imprescindibile sicurezza. Sarmi elenca le tecnologie applicabili, tra le quali spicca la criptografia quantistica, che utilizza i principi della meccanica quantistica per garantire la protezione nella trasmissione di dati.
Da una rete passiva a un’infrastruttura dinamica
L’analisi di Sarmi si sofferma sulla trasformazione che deve avvenire nell’infrastruttura italiana, che deve passare da un modello oggi definibile passivo a uno più attivo e dinamico. I nodi già presenti sulla rete consentono infatti di sviluppare soluzioni a bassa latenza con implicazioni dirette nella vita reale. Applicazioni come la chirurgia da remoto, la gestione delle smart city o il controllo di sistemi industriali complessi diventano così possibili.
Certo, per gestire un sistema talmente complesso sarà necessario che la rete di telecomunicazione e quella elettrica diventino ancora più integrate. Grazie alla sempre maggior delocalizzazione delle fonti di energia, osserva Sarmi, la fibra ottica potrà svolgere un ruolo strategico come infrastruttura di supporto alle reti energetiche, agevolando la comunicazione tra i centri di controllo, la gestione di impianti decentralizzati, la connessione dei sistemi di accumulo e il monitoraggio intelligente della rete elettrica.
Si conferma così la natura “viva” della rete in fibra ottica, che secondo Sarmi non è da intendere come un elemento statico, ma come un sistema che “cresce, si densifica e si adatta”.
Il ruolo degli investimenti
L’Italia sta attraversando “il programma più ampio di costruzione di infrastruttura che io possa ricordare”, riprendendo le parole di Sarmi. È semplice dire che tutto questo può essere fatto solo se gli investimenti continueranno a essere costanti. E per garantire investimenti, è necessario:
- acquisire i capitali necessari;
- pianificare gli interventi nel lungo periodo;
- strutturare il tutto con regole semplici e condivise.
Solo così lo sviluppo della rete potrà continuare in modo costante.