Energia elettrica: sale il costo all’ingrosso, come evitare rincari?
Tra dicembre 2025 e gennaio 2026, il valore all'ingrosso dell'energia elettrica è cresciuto sensibilmente, influenzando i prezzi delle offerte a costo variabile. Scopriamo il perché di questa dinamica e se esistono strategie per mettersi al riparo dagli aumenti.

A gennaio 2026, il costo all'ingrosso dell'energia elettrica è aumentato di molto rispetto al mese precedente. Approfondiamo i dati diffusi da GME (Gestore Servizi Energetici) e vediamo se esistono strategie per alleviare l'effetto di questa impennata dei prezzi.
Il prezzo all’ingrosso della luce sale a gennaio 2026
Il dato numerico è di quelli di facile interpretazione: a dicembre 2025, il valore del PUN Index GME è stato pari a 115,48 €/kWh, dato salito fino a 132,66 €/kWh a gennaio 2026. Questo indice misura il costo dell'energia all'ingrosso scambiata sulla borsa elettrica italiana. Si tratta di un parametro fondamentale, perché va a influenzare in maniera diretta il costo mensile di chi ha una tariffa a prezzo variabile nel mercato libero, oltre che l'importo da pagare per chi si trova ancora nel mercato di tutela.
Guardando alla dinamica giornaliera dei prezzi, si osserva come dopo un inizio sostanzialmente al ribasso, i costi siano cresciuti in maniera continua nel corso del mese, fino ad arrivare a un picco di 159,28 €/kWh il 22 gennaio.
In ogni caso, quella descritta è una dinamica già vista: i dati dello scorso anno proponevano uno scenario simile. A dicembre 2024 il valore dell'indice all'ingrosso si fermava a 135,06 €/kWh, per poi salire a 143,02 €/kWh a gennaio 2025. Si tratta di cifre superiori a quelle registrate nel corso del 2026, ma vale comunque la pena chiedersi il perché di questi aumenti che coincidono con l'inizio di ogni nuovo anno.
Perché il prezzo della luce è salito a gennaio 2026?
Di norma, quando il prezzo della luce aumenta, è lecito pensare che il cambiamento sia dovuto a tutta una serie di fattori più o meno legati tra di loro, tra i quali è possibile citare:
- crescita della domanda, tipica dei mesi invernali, con il maggiore utilizzo di stufe e scaldabagni elettrici;
- tensioni geopolitiche, a cominciare da quelle tra Russia e Ucraina;
- ridotta produzione da fonti rinnovabili, con la recente frenata dell’Eurozona soprattutto nella produzione eolica e idroelettrica.
Nel caso specifico, l’aumento dei prezzi fatto registrare a gennaio 2026 si collegherebbe a quanto già visto nel mercato del metano. L’aumento del 10,5% del gas influenza anche il settore luce, visto che i combustibili fossili sono utilizzati in maniera intensiva per la produzione di energia elettrica.
Come difendersi dagli aumenti del costo della luce?
La ricetta è quella di sempre: analizzare le tante tariffe disponibili sul mercato libero per cercare condizioni economiche più vantaggiose e vicine alle proprie esigenze. In periodi di rialzo dei prezzi, una buona idea potrebbe essere quella di bloccare il costo delle utenze, così da mettersi al riparo da ulteriori sbalzi in avanti delle quotazioni. Guardando a quanto successo l'anno scorso, si può vedere come l'aumento del PUN sia continuato anche a febbraio 2025, per poi tornare a scendere nel corso dell'anno. Per evitare gli effetti di questi saliscendi è sufficiente affidarsi alle offerte luce a costo fisso, che blocco nel prezzo della materia energia per periodi di tempo che generalmente vanno da 12 a 24 mesi.
Per un quadro ancora più completo basta consultare il confronto delle migliori offerte luce delle aziende partner di Segugio.it. Alcune di queste sono riportate di seguito:
Per riassumere
- Prezzi all’ingrosso in aumento: a gennaio 2026 il PUN è salito da 115,48 a 132,66 €/MWh, incidendo sulle bollette a prezzo variabile.
- Cause principali dei rincari: maggiore domanda invernale, tensioni geopolitiche, calo delle rinnovabili e aumento del costo del gas.
- Come proteggersi: valutare offerte luce a prezzo fisso per bloccare il costo dell’energia ed evitare futuri aumenti.
Le offerte luce del momento
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